domenica 24 marzo 2019

Pata negra

Questo post lo avevo intitolato Hala Madrid y Nada Más. Lo avevo abbozzato nello stesso giorno in cui avevo scritto Il re del gambero parlando di Barcellona. Doveva essere la continuazione. Non aveva nulla a che fare con l'inno del Real Madrid, ed era soltanto un titolo che avevo scelto pensando alle volte che sono stato a Madrid e alle curiosità gastronomiche della capitale spagnola. Poi mi sono ricordato che ho scritto un romanzo dal titolo "Pata negra" con molti riferimenti al cibo e a Madrid, perciò... 

Nei primi anni novanta ho scritto un romanzo dal titolo "Pata negra": è ancora lì sui miei archivi. Credo sia un romanzo troppo biografico e forse dovrò aspettare ancora prima di servirmene. Ma intanto mi ha dato i suggerimenti per questo post domenicale. 

Ho scelto alcuni brani,  quattro momenti,  che parlano di cibo - o forse, che hanno un legame con il cibo - e di Madrid, ma è domenica e questi sono gli spuntini letterari... 

- In effetti fu una bella serata. Cenammo presso una Jamoneria situata alla periferia sud di Madrid. José mi disse che era un locale dove servivano il miglior prosciutto di Madrid. Non era aperto da molto. 
Conobbi i loro amici davanti all'entrata. Dovemmo aspettare un poco prima che si liberasse un tavolo ma in seguito mangiammo davvero bene. Consumammo dapprima dei gamberi e delle lumache di mare, quindi il prosciutto servito su vassoi da portata con del pane abbrustolito condito con salsa di pomodoro e olio e aglio. 
Bevemmo del vino bianco. Il vino era buono e anche il prosciutto era gustoso, tagliato a fette piccole, alte un paio di millimetri dal colore rosso scuro e molto unto, ma assai saporite: si scioglievano in bocca come burro. 
José sosteneva che non avevo mai mangiato nulla di simile. Mi chiese se ne volevo ancora. Gli dissi che non sapevo cosa fare. Dovevamo prenderne ancora, lui insisté. Gli dissi che da quando ero a Madrid non facevo altro che mangiare. 
Mi disse che in seguito avrei bevuto un Brujo. Con il Brujo avrei digerito, qualcuno disse. 
Dissi che ora volevo grappa. Non c'era grappa. O grappa o niente, dissi. 
Una ragazza pata negra domandò qualcosa sulla grappa. Sapevo tutto sulla grappa, io. 
Davvero? 
Certo, un giorno non molto lontano, dissi, avrei scritto un saggio sulla grappa. Qualcuno disse che raccontavo storie. Non c'era niente da scrivere sulla grappa. 
Che cosa si scrive sulla grappa? La grappa si beve e non si descrive. Risi e dissi che forse era vero. 
Ero un po' brillo. Ero sempre brillo in vacanza. 
La pata negra disse che le piacevano gli uomini brilli. O forse era il prosciutto. Il prosciutto non parla. 
Dovevo bere un Brujo. Io volevo grappa. Non c'era grappa da bere. Non c'era davvero e allora dissi che andava bene per il Brujo, però avrei dovuto pagare il conto. Non potevo pagare il conto, qualcuno disse. Ero un ospite e gli ospiti non pagano mai il conto. Invece avrei pagato, dissi. No, non avrei pagato nulla, qualcuno disse. Infatti non pagai nulla... 

- Quella sera cenammo all'Asador Fronton. Dopo cena finimmo al Candela. Il Candela è il locale flamenco per eccellenza. Con un po' di fortuna puoi trovarci i migliori artisti del genere... 

- Scendemmo i due scalini sulla soglia. L'interno della bodega era fresco ma puzzava di fritto. I tavoli erano sporchi. Sul pavimento c'erano cartacce e resti di cibo. Il locale si era svuotato da poco. Sedemmo sugli sgabelli davanti al banco. Dietro il banco, dal soffitto, pendevano dei grossi prosciutti scuri... 

- La rividi l'indomani a mezzogiorno. Pranzammo in Puerta del Sol all’aperto. Nel pomeriggio telefonammo a Sanlùcar alla ricerca di un albergo con un posto libero. Non fu possibile trovare camere libere negli alberghi che conoscevo. Laggiù era alta stagione fino a settembre. Alla fine trovai una stanza in un nuovo hotel del centro. Diedi le mie generalità e i miei dati alla persona al telefono e prenotai la camera sino al venti di agosto. A sera, in una biglietteria della stazione Atocha prenotammo i posti sul treno per Cadice in partenza al sabato. Il treno sarebbe partito alla nove del mattino... 


"Grazie per la lettura"

6 commenti:

  1. a Madrid ancora non ci sono stata
    Alessia

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  2. Spero di poter leggere il romanzo, un giorno o l'altro

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    1. Tra qualche anno, devo rivedere alcuni spzzoni
      grazie Ernesto

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  3. Non ho capito... non l'hai ancora pubblicato?
    Il brujo, mi sembra di capire sia un liquore o una grappa... Ma significa anche stregone, no?

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    1. Non ancora pubblicato, alcune cose non mi convincono
      Brujo significa anche stregone, esatto.
      Grazie Marco

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