sabato 16 marzo 2019

Le citazioni de’ Il gatto che sognava di essere un delfino

Nino di Mei
Dopo venti capitoli, sono a un terzo di strada con la pubblicazione del mio romanzo breve “Il gatto che sognava di essere un delfino". In fondo trovate il post che raggruppa tutti i capitoli pubblicati, ma da ognuno di questi capitoli ho tolto una frase o un paragrafo - che ho chiamato citazioni - che li rendono significativi. Alcune sono davvero delle citazioni, altre no, ma tutto è fatto per la vetrina di questa settimana. 

- Ricordo ben poco di mia madre. 

- Dopo un viaggio in auto di un paio di ore fui condotto in una casa in mezzo alle montagne. Trascorsi la prima notte sotto il divano. Mi nascosi lì appena riuscii a sgattaiolare dal cartone dove ero stato tenuto durante il tragitto in macchina. 

- Mi mettevo di traverso, rizzavo i peli della schiena, inventavo assalti e ingrossavo la coda muovendola all’insù cercando di intimidirli. 

- Era un cane di piccola taglia e i condomini, a dire il vero, se ne sbattevano, ma per me era proprio il demonio. Non potevo competere con lui in quei miei primi mesi di vita, ero troppo ingenuo e inesperto. E fifone. 

- Potevo trascorrerci anche delle giornate intere a sognare mia madre e cibo. 

- Purtroppo non potei provare la gioia di giocare con dei bambini. - Molti, quasi tutti, smetteranno di pensare per sempre a lui nel preciso momento in cui sarà sotterrato. 

- Non mi è mancato nulla in quella casa. 

- La gente non dovrebbe pensare a ieri perché diventerebbe rancorosa e non dovrebbe cercare di pensare al domani perché diventerebbe ansiosa oltre misura e soprattutto non potrebbe vivere l’adesso, che è la sola e l’unica cosa davvero reale... 

- Gli artigli di una gatta non sono come uno schiaffo di una donna. Fanno male e se ti infettano non ti resta altra via che il Ponte dell’Arcobaleno. 

- Io vorrei esseri umani con inculcato nella propria mente il desiderio di migliorare la vita del loro prossimo. 

- Ma a volte ho la sensazione che agli esseri umani queste cose non servono. Si riempiono la vita di buoni propositi ma basta un temporale estivo per squassare tutto. Gli esseri umani trascorrono metà della loro vita a lamentarsi e l’altra metà a criticare il vicino di casa. 

- Era più grosso di me e potevamo trascorrere minuti e minuti uno di fronte all’altro a miagolare con lamenti profondi solo per impressionarci a vicenda. Facevamo una gara capace di tenere sveglio un intero isolato. Il primo che si stufava se ne andava e si ricominciava la volta successiva. 

- Adesso, se fossi stato un umano, direi che avrei pensato di morire. Noi gatti, però, sappiamo riconoscere il momento adatto per scomparire per sempre verso il Ponte dell’arcobaleno. Le moine, tuttavia, con le persone che ci vogliono bene, le sappiamo fare. E che moine. 

- Io capivo come si sentiva e condividevo in pieno il suo modo di essere. Aveva degli obiettivi molto alti e sapeva che per ottenerli non poteva permettersi di sprecare energie in pettegolezzi e attività di bassa lega. 

- Gli esseri umani dovrebbero imparare a stare lontani da chi non ha stima e da chi ha un atteggiamento negativo nei loro confronti: prima o poi danneggia. 

- Non dicevo niente. Mi faceva anche piacere in fondo, l'importante è che non mi definissero una bestia. 

- Secondo me la vita del delfino è la migliore che un animale possa fare. Ogni giorno a zonzo per il mare. 

- Chissà poi cosa ci fosse da ridere. 

- Sono un gatto, non un dio. 


 “Grazie per la lettura” 

Fonti --->> Il gatto che sognava di essere un delfino in vetrina

2 commenti:

Questo blog ha i commenti in moderazione.

Info sulla Privacy