domenica 24 febbraio 2019

Il re del gambero

Tra le città che ho visitato maggiormente c'è anche Barcellona. Ci sono stato sette volte. Ho percorso, a piedi, chilometri della Diagonale. Ho visitato la città catalana da una parte all'altra. Sono salito sul promontorio di Montjuic e ho visto la gente ballare la Sardana davanti alla Cattedrale. Naturalmente ho fatto colazione, ho pranzato, ho cenato e ho  fatto merenda in una miriade di locali e ristoranti. Il re del gambero è tra questi. 

In un racconto di una dozzina di anni fa - un racconto che non ho mai postato e pubblicato da nessuna parte - è narrata la storia in prima persona di una ragazzo che vince un premio particolare. 

La storia, che mette insieme elementi fantastici e grotteschi, racconta di un giovanotto che ha appena avuto un incidente con l'auto, ha perso il lavoro e dulcis in fundo è stato lasciato dalla ragazza per un altro uomo. 

Il ragazzo viene quindi premiato dagli alieni come essere più sfortunato della terra, e in una calda sera estiva - come consolazione - gli viene data la possibilità di rivivere un'emozione del passato. 

Ora, nel racconto (ne ho inserito un piccolo brano in blu) è presente il ristorante che dà il titolo al post è che ho citato nel paragrafo iniziale. Se andate a Barcellona fateci un salto e ricordatevi di me... 

«...Alla fine mi orientai su Barcellona. Forse era una destinazione idiota con le possibilità di scelta che avevo, ma in un ristorante situato sulla darsena del porto Olimpico, l’anno prima, mi ero dichiarato e ora avevo una nostalgia mortale di lei. In realtà non so cosa mi aspettassi. Probabilmente avrei scialacquato il sogno di una vita ma speravo tanto di ritrovare la poesia di quella sera. 

Il grigio non obiettò. A dire il vero, mi parve di vederlo sorridere con gli occhi, come se mi considerasse uno stupido, ma non ebbe nulla in contrario. Gli andava benissimo e mi consegnò una specie di telecomando. Disse che dovevo premere il pulsante rosso sopra esso e chiudere gli occhi. Avrei dovuto contare sino a cinque. Una volta riaperto gli occhi sarei stato a Barcellona. 

La magia funzionò e nel giro di un istante mi trovai sulla panchina del Porto Olimpico come un tranquillo turista. Avevo un po' di mal di testa vicino alle tempie ma non mi ero accorto di nulla. Non si sentiva nemmeno il caldo della Brianza. Girai tra le banchine del porto a guardare le barche ormeggiate solleticato dalla brezza marina. Andai avanti e indietro una decina di minuti. 

Poi mi ricordai che non avevo cenato e andai a sedermi a un tavolo de' “Il Re del Gambero”. Era quello il locale dove mi ero dichiarato. Pensavo mi facessero storie, siccome non avevo prenotato ma furono molto gentili. Il cameriere mi fece accomodare allo stesso tavolo di quella sera come se avesse intuito ciò che desideravo. Vi giuro che rividi quella stronza lì di fronte. 

Mangiai un sogliola e bevvi di nuovo del vino bianco fingendo che lei fosse lì di fronte, bella e graziosa e affascinante e felice e allegra e dolce come era stata quella sera. Mi parve davvero di tornare indietro nel tempo e non mento nell’affermare che mi sentii felice. Gustai la salsa ali e oli immaginando davvero che lei fosse lì. Finché mi resi conto di essere solo un povero diavolo e che il locale si era riempito di russi ubriachi desiderosi soltanto di spolpare un prosciutto. 

Avevo terminato la cena e di poesia non c’era neppure l’ombra...» 
Ferruccio Gianola - Il re del gambero 


--------------- 

"Grazie per la lettura" 

---------------

11 commenti:

  1. Se, se ... un racconto fantastico. Ma, a chi vuoi darla a bere?! Secondo me è sempre lei. La ragazza con cui uscivi. Quella che non credeva in te e che cercò di toglierti dalla testa l'idea di diventare scrittore. Insomma, dico io (a lei): che hai portato a fare il mio amico Ferruccio sopra a Montjuic se non gli vuoi più bene? 😀

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ahahaah... Non credo sia lei, però...
      Buona domenica Gennaro

      Elimina
  2. Spero che tu abbia avuto modo di visitare l'eccezionale Hospital de San Pau allora, proprio di fronte la Sagrada Familia, e proprio ad opera del concorrente number one di Gaudì, Lluis i Montaner... ex ospedale, ora polo museale di immenso fascino... p.s. raccontino fantastico ma vagamente masochista... ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì visto. :-)
      Del racconto ho inserito un semplice brano. Quello con il nome del ristorante che dà il titolo alla storia stessa. In realtà è una satira sul "gioco d'azzardo"

      Elimina
  3. Sono d'accordo con Gennaro il dubbio sorge spontaneo! Secondo me era lei!!Noi donne le capiamo queste cose! Buona Domenica a tutti e due!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ahahha buona domenica Anna,
      grazie!

      Elimina
    2. Buona domenica anche a te Anna, scusami, sto fuori con il cellulare
      Gennaro

      Elimina
  4. Ci sono stata una volta sola
    Alessia

    RispondiElimina
  5. Bello il pezzo di racconto, bella anche Barcellona

    RispondiElimina

Questo blog ha i commenti in moderazione.

Info sulla Privacy