mercoledì 20 febbraio 2019

Blogging in crisi

In questo ultimo periodo sto attraversando una forma di crisi personale per quanto riguarda il blogging. Sia chiaro non è che voglia chiudere o che sia stufo. In realtà non sto attraversando una crisi legata all'aspetto creativo e riguardo al mio progetto di fondo. Diciamo che è più un qualcosa legato a determinati valori che credevo esistenti e che invece anche in questo ambiente non esistono. 

Potrei dire che negli ultimi mesi sono successe un po' di cose spiacevoli e fastidiose che mi hanno condotto e costretto a fare delle valutazioni su quello che sto facendo e una verifica particolare e molto approfondita sul mondo del blogging, ma so che è un malumore che mi porto dietro da molto più tempo: i fatti recenti sono solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso.  

Ecco, io ho sempre sospettato che il blogging non fosse altro che uno specchio del mondo reale, che fosse cioè popolato dai personaggi identici a quelli che si incontrano per strada ogni giorno. Persone con i propri limiti. E questo, ovviamente, nel bene e nel male. 

Ma purtroppo vi devo anche confessare che per qualche strana motivazione inconscia ho sempre idealizzato il  mondo del blogging e ho sempre finto che ci fosse qualcosa di unico ed eroico e profondamente sincero, come se chi si dedicasse a esso fosse dedito a una missione e che questa missione fosse davvero importante. 

Mi sbagliavo... 

Già un quattro o cinque anni fa avevo affrontato una situazione più o meno simile e già allora avevo convenuto che molti blogger che allora frequentavo non fossero mossi da profondi ideali etici e morali ma soltanto da bisogni del momento, ma allora l'avevo vissuta in un altro modo e forse - sbagliando - con più timori. 

Ma adesso che questa sensazione si è ripresentata non ho nessun timore a far terra bruciata di chi non condivide questi miei ideali. Non si può avere un blog solo per passare il tempo. 

Abbiate pazienza ma non sopporto più l'ipocrisia e la falsità che contraddistingue un certo blogging. Non possiamo crescere così. La sufficienza che regna in certe nicchie dove pur di fare numero si da spazio a chiunque. Non sopporto più l'adulazione palese che ruota attorno a una commento o attorno a un articolo. La mancanza di sensibilità che anche un bambino coglierebbe. La superficialità che regna sovrana e che devasta l'ambiente. 

Non sopporto più questa finzione. 

Il blogging deve essere vero e perdonatemi questo sfogo di stampo Hemingwaiano


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"Grazie per la lettura" 

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16 commenti:

  1. Ne parlo tra qualche giorno: due mesi di assenza e ho trovato stanchezza, moscezza, trascinarsi via.
    In crisi? Forse stavolta è morto davvero.

    Moz-

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    1. Troppi blog che fanno il verso a se stessi: devo trovare altre strade
      Grazie Moz-

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    2. Ogni volta qualcuno dice che il blogging stavolta è morto davvero :P

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    3. Eh, stavolta lo dico io che ho sempre sostenuto il contrario.

      Moz-

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  2. Ciao Ferruccio, chiaramente mi trovo d'accordo con te, sulla cosidetta "bologosfera". Io nella mia giovane frequentazione del blogging, mi sono fatta un'idea, che cioè oltre oceano ci sia molto meno spocchia. Piu' preparazione e piu' umiltà, ma forse è una mia sensazione. Un caro saluto

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  3. Non so bene a cosa tu ti riferisca, da parte mia non vedo grossi cambiamenti in giro. È vero anche che leggo, specialmente per lavoro, più blog esteri che italiani, ma anche lì c'è comunque ripetitività e qualche volta un eccesso di marketing negli articoli.

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    1. Un eccesso di ipocrisia Daniele

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    2. Da parte di gente che si è affacciata sul mio blog e che non ha capito cosa ci faccio con il blog

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    3. E sicuramente non andrò mai più sui blog che danno spazio a queste persone

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  4. Il mondo dei blog è vasto e vario; per forza ci finisce dentro un po' di tutto. Non è detto, però, che quel "tutto" debba piacere a tutti. Capisco che tu ti sia stancato di un certo tipo di blogging, anche se forse non individuo con precisione il tuo bersaglio.

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    1. Sono certo che una come te, dopo un po' capisce cosa intendo...
      Per aiutarti ti dirò che non mi piacciono i blog senza identità...
      Ciao e grazie

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    2. Una come me (in che senso?) non capisce cosa intendi; ma è normale che sia così. Non leggendo quasi mai i commenti altrui ai post dei blog che seguo, mi limito a una sorta di tete-a-tete con il blogger. Quando intravedo del malcontento nelle sue parole, non so mai cosa sia successo e con chi, e rispondo in base allo spunto universale che quasi sempre si presenta nel discorso. La comunicazione virtuale non consente di capire davvero chi si ha davanti; il rischio di fraintendere e mal giudicare una persona senza motivo è troppo alto, ed è un rischio che non voglio correre. Preferisco di gran lunga sorridere a una persona maldisposta nei miei confronti. Questo non lo vedo come un problema. Non rifiuto i confronti, se si presentano, ma non offro spazio ai conflitti.

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    3. Proprio questo intendo. Lo hai detto tu, sei una persone che non da spazio a conflitti e ovviamente non li attiri!
      Molto più semplicemente non tollero più cere dinamiche ipocrite

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  5. Forse non sono molto addentro ai meccanismi del blogging per cui non ho ben capito il motivo del tuo amareggiamento. Ma sei stato infastidito o preso di mira da individui molesti?

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    1. Più che altro mi hanno infastidito tutta una serie di dinamiche. Non sono amareggiato in realtà, ma soltanto scocciato perché mi sono trovato fare scelte che magari tra qualche tempo avrò dimenticato e porteranno vantaggi ma intanto la mia volontà mi impone di non farmi più vedere in certe nicchie

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