domenica 17 febbraio 2019

A Roma per cibo

Non esiste una città in cui abbia mangiato in tanti e vari ristoranti e locali come Roma. A parte l'anno del Servizio militare posso dire di andarci in media ogni due o tre anni. Naturalmente non so nulla delle cucina capitolina oltre a quella turistica. Ma la mia vita - anche quella letteraria - è piena di aneddoti legati al cibo e a quella città. Per questo oggi vi porto A Roma per cibo

La prima volta che sono stato a Roma era il mese di dicembre. Ci ero finito per fare il Servizio Militare. Arrivai in caserma con una tradotta il fine settimana e il sabato mattina, primo giorno di libera uscita - non più da spina - con quel poco di "decade" avuta dal furiere in caserma la sera precedente, andai con alcuni commilitoni a fare il primo giro della città. 

Per pranzo stupidamente ci facemmo incantare da un ristoratore nei pressi del Colosseo e naturalmente lasciai sul tavolo quel poco che avevo. Tutto per un piatto di lasagne al forno. 

Tra i ricordi di quel periodo, a parte gli aneddoti raccolti in altri articoli del mio blog (Deperimento organico a Roma e Il racconto di cinque fregature a tavola), ho alla mente i panini con i wurstel e tanti cappuccini che mi facevo la sera, ogni volta che uscivo, alla stazione della metropolitana vicino alla Cecchignola, il solo pasto che potevo permettermi, ma non posso dimenticare la bettola in una stradina laterale alla Stazione Termini in cui mangiai un piatto di pasta alla carbonara indimenticabile, oltre all'abbacchio di un amico romano che un giorno mi ospitò a pranzo a casa sua. 

In seguito mi ricordo un panino con la porchetta mangiato nel parcheggio davanti allo stadio Olimpico la sera dei funerali di Papa Giovanni Paolo Primo

Insomma Roma è Roma e quando per un motivo o per l'altro mi sono trovato a trascorrere qualche giorno nella città eterna, una visita a certe trattorie tipiche della città non me le perdo. 

Un piatto di pasta cacio e pepe, i carciofi alla romana, del baccalà in questo ipotetico menù personale legato alla città di Roma cerco sempre di metterli in preventivo. 

Così ogni volta che mi devo mettere in viaggio verso questa città, mi preparo sempre a qualche sorpresa in grado di placare la mia curiosità alimentare. 

Che poi vada a finire che per la fretta mi accontenti di mangiare un piatto con della mozzarella di bufala e del prosciutto crudo in un bar del centro o peggio ancora mi ritrovi a mangiucchiare qualcosa per strada questo è un altro discorso, ma io a Roma per pranzo ci andrei ogni giorno e ogni volta che ci vado butto delle monetine nella Fontana di Trevi, quindi non è ancora finita. 


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"Grazie per la lettura" 

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4 commenti:

  1. Visto che oggi non sta nessun nesso con scrittori e cibo ,ricorderò Roma come la "cucina letteraria" di Ferruccio Gianola:-)

    Buona domenica!

    L.

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    1. Può andare, visto che ho dei racconti "miei" ambientati a Roma, con del cibo :-D
      Grazie L.

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  2. Per me carbonara e cacio&pepe :)

    Moz-

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