giovedì 10 gennaio 2019

Il gatto che sognava di essere un delfino - Undicesimo capitolo

Sono all'undicesimo capitolo con il romanzo Il gatto che sognava di essere un delfino e non mi fermo. Ogni tanto trovo qualcosa da correggere e mi sta bene. Come sempre vi riepilogo il meccanismo per poter ritornare ai capitoli precedenti. Potete leggerli seguendo i link alla fine del post. Oppure potete ricominciare dal primo capitolo se ancora non avete letto niente di questa storia. Potete servirvi anche dell'etichetta situata alla vostra destra. Buona lettura. 


----- Capitolo Undici ----- 

Le prime volte che uscivo, ero solito fare dei piccoli giri di perlustrazione attorno all’isolato. Stavo bene attento a quello che combinavo. Prima di varcare il portone di casa controllavo a destra e sinistra che non ci fossero auto in arrivo. 

Ecco, le automobili, se c’è qualcosa che mi fa paura sono proprio loro. Le temo più dei grossi cani, dei rumori improvvisi e secchi, degli strumenti musicali a fiato e della gente che incontro con un bastone o qualcosa di simile tra le mani. 

In paese ce n’erano molte di auto. Credo che ogni persona di mia conoscenza ne avesse una. Forse solo i bambini non ne avevano. Sembra una cosa strana ma il loro possesso per molti esseri umani è l’unico vero scopo della vita: se poi è lussuosa meglio ancora. 

Dal mio punto di vista si tratta di un problema psicologico che affligge le persone  perché è un qualcosa associato alla paura della povertà. Trovo inconcepibile un modo simile di pensare. Se noi gatti vivessimo con questo criterio ci saremmo già estinti. 

Tra la gente che frequentava l’appartamento di Lisa e Marco  ce n'erano diversi che non mangiavano neppure dopo aver comprato l’auto di lusso. Era facile riconoscerli. Di solito erano coloro che facevano le pulci sui conti della spesa alimentare e del consumo energetico di casa. Dicevano in continuazione: "risparmio di qui e ho un consulente che può farti guadagnare venti euro all’anno sul riscaldamento" e poi spendevano un pieno di benzina la notte solo per provare il motore dell’auto che avevano appena acquistato. 

Ho conosciuto uomini che se avessero amato la propria moglie come amavano l’auto che possedevano sarebbero stati tutta la sera in casa a fare sesso. Le contraddizioni degli esseri umani.

La miseria del genere umano: più le persone sono piccole e più tempo passano della loro esistenza a competere con il respiro dei loro vicini, sperando che le  cose dei vicini siano più piccole delle loro e soprattutto che con queste non tocchino la loro aria. 

Deve essere triste vivere in questo modo. 

La gente che frequentava la casa di Marco e Lisa non era immune da questi difetti e finiva sempre per parlare di soldi. Mai una discussione di valore. Sempre e soltanto soldi e problemi. Non li sopportavo. 

Diversi loro amici - secondo me - erano ricchi sfondati. Lo capivi da come vestivano e dagli aggeggi che si portavano appresso, ma erano talmente disperati che non ne avevano mai abbastanza, di soldi voglio dire. 

Noi gatti abbiamo il vantaggio, forse anche le altre razze di animali, che sappiamo accontentarci. A noi il denaro non serve. Coi soldi mica ti compri un amplesso con una gatta. La natura ci ha dato il compito di migliorare la nostra specie ed è quello che facciamo nel corso della nostra vita. Abbiamo uno scopo, o come dicono le persone un obiettivo. 

Io vorrei esseri umani con inculcato nella propria mente il desiderio di migliorare la vita del loro prossimo. 

Vorrei essere umani che vivono davvero per un obiettivo e che non sia solo la macchina o la carriera o un pugno di soldi da ostentare nei modi più stupidi. 

Vorrei che la gente provasse a instillare un tale desiderio dentro di sé: credo che andrebbe incontro a un'esistenza di meraviglia in questo modo. La gente dovrebbe cercare di voler bene il più possibile ai propri simili. 

Se solo Lisa e Marco cercassero di voler bene alle altre persone come ne vogliono a me. 


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"Grazie per la lettura"

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6 commenti:

  1. Anch'io voglio molto bene a questo gatto
    Alessia

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  2. Ti segnalo un refuso all'inizio del quint'ultimo capoverso: "Noi gatti .." invece di "Non gatti abbiamo il vantaggio"

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  3. Adoro questo gatto! Ci dona ogni settimana perle di saggezza! Un saluto

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