mercoledì 12 dicembre 2018

Non ti dimenticare di noi

Leggevo nei giorni scorsi, mentre cercavo le fonti per un altro articolo, che Georges Simenon aveva la regola di scrivere l'elenco dei personaggi delle sue storie su una busta da lettera gialla. Era il modo che utilizzava lo scrittore belga per non dimenticare il nome e le caratteristiche dei protagonisti letterari mentre la storia andava avanti. Quasi che i suoi eroi in quella busta gli dicessero: "Non ti dimenticare di noi". 

Ci sono scrittori che sono pieni di aneddoti. E mi piace ricordarli. Uno di questi è Georges Simenon. A parte i post legati ai Record Culturali e alla Cucina letteraria, ne' I nomi dei personaggi presi da facebook e in Venerdì 13 emerge la vena curiosa che caratterizza questo grande autore. 

Post ai quali aggiungo quello odierno, con il particolare aneddoto presente nel paragrafo iniziale in  corsivo

Detto tra noi, mi pare un'ottima idea, ma io una simile situazione non l'ho mai affrontata. Non ho mai segnato da nessuna parte il nome e le caratteristiche dei personaggi dei miei racconti e dei miei romanzi. 

Va detto però che specialmente nei racconti non faccio quasi mai uso di nome propri di persona, ma questo non accade nei romanzi. 

Vi confesso che non mi sono mai dimenticato del nome e delle caratteristiche di un personaggio dei miei romanzi, però ritengo che il metodo di Simenon non sia neppure da scartare a priori. 

Certo Simenon scriveva anche ottanta pagina al giorno, io al massimo ne scrivo otto. La narrativa di Simenon, inoltre, si presta ad avere molti personaggi. In ogni suo racconto c'è un colpevole e quindi è abbastanza concepibile il suo metodo di lavoro. 

Dopotutto ha scritto un numero di circa 450 romanzi e scritti brevi. 

Con le Inchieste del Commissario Maigret e arrivato a 103 opere divise in 75 romanzi e 28 racconti, vi lascio immaginare il numero di personaggi. 

Simenon ha  scritto qualcosa come 26.688 parole, disposte in 27 volumi, sai quanti nomi? 

Simenon ha scritto 117 romanzi psicologici. 

Simenon ha redatto quasi 3000 articoli e reportage di vario genere Forse non poteva dimenticare lo pseudonimo scelto per quel racconto, visto che ne ha usato tantissimi accertati...     

Ma voi cosa ne dite? Se vi occupate di scrittura come vi comportante con la genesi dei vostri personaggi? Vi saltano subito nella mente e non avete bisogno di nessuna scaletta a monte, o lavorate al contrario? 

Be' c'è di che rispondere, se volete. 


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"Grazie per la lettura" 

Fonti: 

Scrittura e curiosità: 5 aneddoti su alcuni tra gli scrittori più famosi di tutti i tempi 

- Simenon in numeri


14 commenti:

  1. Non mi occupo di scrittura, èerò so che molti che lo fanno si scrivono le caratteristiche dei personaggi, in modo da evitare il più possibile delle incongruenze.
    Forse Simenon scriveva sulle buste le idee che gli venivano in mente per non dimenticarsele in seguito?

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  2. Credo possa essere un buon metodo; una volta, in un racconto, partii con Roberta e alla fine divenne Laura

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    1. A me capita, a volte, di andare e rileggere vecchie cose e chiedermi perché avevo scelto quel nome.

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  3. Nonn scrivo romanzi quindi il problema a me non si pone. Nei miei racconti non metto mai nessun nome proprio,
    Mi sembra però che scriversi da qualhe parte i nomi e le caratteristiche di un personaggio sia una cosa sensata

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    1. Anch'io per i racconti non uso quasi mai i nomi di persona.

      Grazie Pat

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  4. Io su quello che scrivo ci sto sopra una vita e rileggo talmente tante volte che so più della caratteristiche e della vita dei miei personaggi che di me stesso. impossibile quindi che faccia confusione.

    Una domanda: che cosa sono i "romanzi psicologici"?

    Un'obiezione matematica: 75 + 28 = 103. Gli altri quattro?

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    1. 1 domanda - Prova a vedere se ti risponde questo post:

      https://www.ferrucciogianola.com/2012/10/genji-monogatari-il-primo-romanzo.html :-)

      2 obiezione matematica - Sbagliato il conto o più probabilmente un refuso!


      3 - Anch'io non li dimentico i personaggi dei miei romanzi. Devo però dire che non sono tanti come quelli di Simenon

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  5. Grazie del link. Quindi il "romanzo psicologico" è quello che si basa più sull'interiorità dei personaggi che sulle loro azioni. Ovvio, ma non pensavo che ne esistesse una definizione vera e propria.
    Già che ci sono, e visto che ci tengo a capire, ti chiedo un altro chiarimento su questa frase che no riesco a decifrare:
    "Simenon ha scritto qualcosa come 26.688 disposte in 27 volumi, sai quanti nomi?". Manca forse una parola?

    P.S. Come avrai notato, oggi non è serata. Continuo a fare errori nel primo commento ;-D

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    1. Sì, manca proprio la parola "pagine" :-D L'ha mangiata il gatto del post programmato in successione :-D

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    2. Il famoso gatto sognatore ..? ;-)

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  6. Per i racconti spesso i personaggi mi si presentano bell'e fatti, invece per i romanzi me li rigiro nella mente per parecchio tempo prima di sentire che li conosco abbastanza da parlare di loro. E' sempre un "di solito", perché vedo che ogni volta è diversa dalle altre.

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    1. Io tendenzialmente non li invento i personaggi. Spesso non sono altro che persone incontrate nella vita reale a cui faccio fare qualcosa d'altro.

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