lunedì 17 dicembre 2018

Lo scrittore con il più ampio vocabolario

Non è la prima volta che sul mio blog vengono postati dei Guest Post. E non è la prima volta che pubblico Record Culturali curiosi. Oggi, facciamo una doppietta, sia con un Guest Post sia con un Record culturale curioso. Già, non sono stato io ad andare a scovare Lo scrittore con il più ampio vocabolario: il contenuto tra virgolette che leggerete in seguito non è frutto della mia penna ma di Alessio Montagner. Buona lettura. 

"Un record che ti piacerà, ma che probabilmente conoscerai già. Qual è lo scrittore con il più ampio vocabolario? Per quanto nel conteggio ci siano pareti differenti, senza dubbio l'uomo che ha usato il maggior numero di parole diverse nei suoi scritti è Goethe, con 93.000. Shakespeare ne ha usate in tutta la sua opera solo 33.000

"Considerando che in genere uno usa attivamente solo metà delle parole che conosce, possiamo dire che Shakespeare aveva un vocabolario doppio rispetto a quello di una persona normale, e Goethe addirittura sei o sette volte quello di una persona normale. Se però consideriamo invece solo il numero di diverse parole nei primi 35.000 versi dell'opera? 

"Ecco la sorpresa: Shakespeare cala a 5.000: questo vuol dire che sì conosceva molte parole, ma non le usava necessariamente in modo denso, variando sempre. 

"E cosa mi dici di Eminem? Eminem sta a quasi 9.000: se scriverà tanto quanto Shakespeare arriverà a più di 60.000

"Chi è ora il vero poeta: Shakespeare o Eminem? Sappi che, secondo gli psicologi, l'ampiezza del vocabolario da sola è una buona approssimazione della cultura generale, ed è forse l'unica abilità che continua ad aumentare anche dopo i 70 anni. Quindi Eminem è un vero genio e ha ancora prospettive di miglioramento." 



Chi è Alessio Montagner:

"Passioni: Filosofia, arte, matematica

- Filosofi di riferimento: Wittgenstein, Leibniz, Kripke, Florenskij, Dummett, Whitehead, Michael Polanyi, Gabriele Mandel, Hofstadter 

- Scrittori preferiti: d'Annunzio, Tolstoj, Goethe, Joyce, Proust, Ezra Pound, Harold Bloom 

- Artisti preferiti: Manet, Tiziano, Rembrandt, El Greco, Schiele, Dalì, Gerhard Richter, Sebastian Schrader, Theo Jansen 

- Compositori preferiti: Beethoven, Tchaikovsky, Puccini, Stockhausen, Philip Glass, Steve Reich, Arvo Paart - 

- Cantanti preferiti: Leonard Cohen, Frank Zappa, Battiato, Brian Eno, Eminem, Maitre Jims 

- Teologi preferiti: Duns Scoto, Occam, Giuliana di Norwick, Lonergan, Rahner, Schillebeeckx, Daniel Horan, Maradiaga 

- Matematici preferiti: Perelman, Ted Kaczynski, Cédric Villani, Von Neumann, Godel 

- Gente che gli somiglia: Philippe Daverio, Gigi Marzullo, Jonathon Keats, Carlo dalla Pozza 


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"Grazie per la lettura" 

Fonti: 

Goethe - God, Goethe and the mammoth task of compiling his vocabulary  

Shakespeare - How many words did Shakespeare know?    

Eminem - Study: Eminem has largest vocabulary in music 

45 commenti:

  1. Io credo che a parole utilizzate Bergonzoni sia ad un bel passo da qualche nuovo record...

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    1. Sai che l'ho sempre trovato insopportabile?

      Grazie Franco

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  2. Secondo me non hanno preso in considerazione Thomas Pynchon, che credo batta di gran lunga tutti.

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  3. Primato interessante, che però penso abbia un valore relativo. Un "hemingwayano" come te saprà sicuramente che lo scrittore americano una volta polemizzò col collega William Faulkner perché quest'ultimo lo "accusava" di usare parole troppo semplici, nessuna delle quali avrebbe necessitato di un vocabolario per essere compresa.

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    1. Naturalmente. anche Se Hemingway e Faulkner erano cano e gatti :-D

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  4. Molto interessante, non ci avevo mai pensato. Ci sarebbe qualche conteggio su degli autori più moderni per fare un raffronto?

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    1. Thomas Pynchon come suggerisce Ivano?

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    2. Ed è stato stimato il numero di vocaboli? Anche se devo dire che non ho mai letto niente di suo.

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    3. Non lo so, a dire il vero. Non credo, però :-D

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    4. Esistono dei software che permettono di fare un'analisi statistica del lessico di qualsiasi testo gli si dia in pasto. Per fare il confronto con Shakespeare o Eminem basterà contare su word 35000 parole e poi farlo analizzare. Credo di poter facilmente trovare un testo di Pynchon in inglese abbastanza lungo da provare.
      (per chi è interessato all'applicazione dell'informatica allo studio dei testi letterari, può dare un occhio a Franco Moretti e a "la letteratura vista da lontano")

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  5. Ferruccio concordo con te Bergonzoni non mi piace, comunque articolo molto interessante, e sono d'acoordo con Kuku sarebbe utile, confrontare qualche autore moderno. Tra parentesi sono una fan di Eminem! Un caro saluto

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    1. Io sono completamente ignorante su Eminem, mi rendo conto che è molto di più di un rapper, ma il genere musicale sfugge ai miei gusti

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  6. "Chi è ora il vero poeta: Shakespeare o Eminem? Quindi Eminem è un vero genio e ha ancora prospettive di miglioramento."

    Queste due affermazioni mi lasciano seriamente perplesso. Ma seriamente tanto.

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  7. Concordo con Marco Lazzara. Paragonare Eminem con Shakespeare mi pare un bell'azzardo.
    Ho letto e trovato bellissimo Shakespeare, Non conosco Eminem anche perchè non amo il rap. Definirlo poeta... scusa Ferruccio ma mi pare una forzatura. Come il Nobel a Dylan... o la tua si chiama provocazione? :)

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    1. Non ho toccato nulla del guest post, e io sinceramente non so cosa dire. Anche a me non piace il rap
      so soltanto che in lingua italiana ci sono quasi duemila articoli con la voce di ricerca "Eminem Poeta", non cerco quelli in lingua inglese :-D

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    2. Infatti non dicevo a te :) La aprovocazione era pubblicare il post così senza nemmeno una tua annotazione :) Lo so che è partita da Alessio. O forse era ironico lui e non l'ho capito io

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    3. A me la faccenda ha incuriosito e da domenica ho cercato voci più specifiche. Il fatto è che Eminem è visto molto più di un semplice rapper, come invece lo vedo io. Poi probabilmente io mi fermerò a questo post e non mi interesserò oltre, ma in termini oggettivi non è tanto una provocazione anche perché, tieni presente, si parla di termini usati

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    4. Certo che ero ironico. Anche se non del tutto. Diciamo tongue-in-cheek.

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  8. Eminem...noi abbiamo Fedez e J.Ax
    Magari son poeti anche loro.:)
    Interessante record culturale....però il vero poeta musicale in Italia per me è De Andre’.
    Ciao

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    1. Credo siano diversi Fedez e J.AX... Eminem come paragone mi sento di associarlo a certi personaggi della "street art" idolatrati dalla critica moderna. D'altra parte ha vinto anche diversi premi di poesia internazionale. Non è nelle mie corde e quindi non posso neppure valutarlo. Per i testi della musica io metto al primo posto Paolo Conte, ma questo è un altro discorso.

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    2. Da astigiana,,, preferisco Faber :) anche amando Conte

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    3. Non se per personaggi della Street art tu intenda i rapper?
      Ho fatto l’esempio di Fedez e J.Ax perché forse li conosci... e si vantano di fare i rapper .
      Ma i rapper quelli veri restano solo gli americani soprattutto quelli di colore.
      Da dove il rap è nato.
      Quelli che fanno due dischi pluripremiati e poi finiscono sulle pagine dei giornali perché morti ammazzati durante regolamenti di conti tra gang rivali.
      L’Italia con il rap non c’entra niente almeno per me.
      Eminem ...non dico niente negli anni era caduto un po’ nel dimenticatoio...ma forse solo qua in Italia.
      Però se sta nel libro dei record...bho un rapper bianco!
      Ciao

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    4. Era un discorso legato all'arte il mio, come termine di paragone.
      Fedez e J. Ax li conosco come personaggi e basta, dubito di aver ascoltato una loro canzone. Sul fatto di ghettizzare un genere però non sono d'accordo. Ma anche questo è un altro discorso

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    5. Non lo sto ghettizzando...non capisco a che ti riferisci?
      Scusami caro Ferruccio, è chiaro che non conosci Eminem è tanto meno il rap...e quindi mi sembra di star a parlare con un muro..senza offesa.
      Una domanda...ma se ospiti un Guest post , fa rispondere anche l’autore ai commenti no..?
      Ciaooooo

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    6. "Ma i rapper quelli veri restano solo gli americani soprattutto quelli di colore" questo non è ghettizzare?

      chi ha scritto il post ad altri commenti ha risposto, forse non risponde ai tuoi perché stai esulando dal contesto.

      P.S. Non ti permettere di giudicare chi non conosci. Ti posso dare lezione di musica anche sul rap, ma non gratis


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    7. Ho risposto sotto come Gino di Meco. Perché Gino di Meco? Non ne ho idea. Posso usare solo l'account google, ma adesso ho un altro nome. Forse dipende dal computer che uso...
      Comunque, di rapper bianchi ce ne sono. Se non va bene Eminem, come un candidato al podio viene subito in mente Aesop Rock, che è bianco pure lui, non è colpa sua. Forse si intende dire che non sono rappresentativi. Può essere vero, ma la rappresentatività non mi pare un problema. Per me il miglior romanzo d'amore è Amore e Ginnastica. E non ha molto di ciò che è "standard" nel genere: per questo è tra i migliori del genere. Bisogna distinguere il genere del prodotto dalla cultura o dallo stile di vita che c'è attorno, seppure in alcuni casi possa essere difficile (e l'esempio della street art ci sta come paragone anche per questo: se gli si toglie l'illegalità, perde un pezzo d'anima, però lo stile rimane quello, e rimane possibile).

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    8. Salvato in corner!
      Effettivamente stavo per scrivere a Ferruccio: anche nei blog dove si va solo per cazzeggio quando questi presentano un Guest post , di solito il Guest risponde ai commenti dei lettori..a volte con il titolare del blog , vedi te!
      Poi che i commenti siano attinenti o meno penso che rispondere sia comunque una forma di cortesia.
      Anche solo per dire che il commento non è pertinente ( mica mi offendo).

      A lei signor Montagner ...se si firma come Gino Di meco..come posso pensare che abbia risposto al mio commento?
      Ho pensato ad un altro commento...
      Capirà l’equivoco no?

      Comunque c’è un articolo aggiornato al 2017 del Pudding-The largest vocabulary in HIp Hop che parla di numeri di parole usati dai rapper e non solo e in effetti Aesop è il primo.
      Che sia bianco come Eminem è una curiosa coincidenza.

      Ferruccio non mettermi in bocca parole che non ho detto .
      La mia era una riflessione/considerazione sulla musica rap e che ti piaccia o meno il rap è nero .
      È partito nel 1970 dai quartieri neri americani di New York ...poi si è diffuso nel resto del mondo.
      Non mi sembra di aver ghettizzato un bel niente dicendo questo!
      L’ultima tua esternazione mi sembra eccessiva...l’hai scritto te che non sai niente di Eminem e da come rispondevi ai commenti ho creduto non fossi tanto afferrato nemmeno con la sua musica.
      Non ti conosco è vero ma nemmeno tu mi conosci quindi se dobbiamo tenere le distanze mi va bene ma non usare quel tono con me, non penso di meritarlo.
      Stammi bene

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    9. È questo il tono che bisogna usare?

      1 - “è chiaro che non conosci Eminem è tanto meno il rap...e quindi mi sembra di star a parlare con un muro.”

      2 - “Una domanda...ma se ospiti un Guest post , fa rispondere anche l’autore ai commenti no..?”

      Sei a casa mia. Sei sul mio blog. Non offendi e non mi dici cosa devo fare, perché non me lo paghi tu il dominio - questo per farti capire che c’è una certa differenza con altri blog che probabilmente frequenti.

      Riguardo alla tematica ti dico solo che il discorso della mia ignoranza era sull'aspetto poetico ed era quello che "io" ho preso in considerazione parlando di Eminem, perché so benissimo chi è Eminem. Sei tu che sei uscito dal contesto allargando il tiro alla musica rap.

      A proposito della quale ti posso dire che il primo giro con la chitarra basso ho imparato a farlo con il rap della sugarhill gang e poi con i clash. La musica rap è nata nella comunità nero america e lo metto tra virgolette "ispano americana" di New York e ha contaminato tutti i generi.

      Quindi quello che tu dici è molto ghettizzante:

      “Ma i rapper quelli veri restano solo gli americani soprattutto quelli di colore.
      Da dove il rap è nato.
      Quelli che fanno due dischi pluripremiati e poi finiscono sulle pagine dei giornali perché morti ammazzati durante regolamenti di conti tra gang rivali”

      Prima ti scusi e poi se vuoi commenti.

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  9. Perché il paragone tra Shakespeare ed Eminem stride? Perché uno è alto e l'altro è basso? In realtà (e ancor di più per l'epoca), Shakespeare è un mascalzone, un ragazzaccio, uno che si ubriaca e poi fa le battute sconce. Lui è totalmente romantico, non è uno che si prende sul serio, uno che vuole fare l'opera colta per intellettuali, ed è per questo che sembra sempre immortale. È un po' come Benigni, non si può credere che possa morire.
    Infatti, prendiamo un'opera come il Merchant of Venice. C'è una parola che torna più di una volta, "acquainted", fare la conoscenza (e anche tutte le derivate e similari). Non molti sanno però che nel gergo dell'epoca "quaint" era una parola che indicava gli organi più femminili: si può ben capire allora di che genere di "conoscenza" si parli. E con che verso finisce il mercante di Venezia? "So sore as keeping safe Nerissa's ring". Chi lo ha letto si ricorderà la storia degli anelli. Forse non si è reso conto però che quello dell'anello è un altro simbolismo sconcio: si può ben capire, ora che sono sposati, a che uso delle sue mani stia pensando Graziano, maialino... Prendiamo il sonetto 29: è pieno di termini che possono avere un doppio senso piccante, quali hope, scope, lark, gate... Che porcello.
    E non è che me lo invento io: ci sono addirittura dizionari tematici per certi termini salaci in Shakespeare.
    Se pensiamo Shakespeare colto e raffinato contro Eminem rozzo e violento ci sbagliamo: Shakespeare è infinitamente più vicino a Eminem che a Dante. Scriveva per un pubblico di manovali sdentati che guardavano l'opera in modo distratto, mangiando e chiacchierando, non per i professori.

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    1. Un'ulteriore integrazione al post che sta benissimo.

      Grazie Alessio!

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    2. ahahhahahahahh mi distruggi un mito così!
      Non ho letto Il mercante (La tempesta e Sogno di una notte di mezza estate, sì) però in italiano, Io no inglisc :)
      E non conoscevo questo suo lato veramente "popolano", da gamallo direi :)
      Se lo leggerò di nuovo lo farò conn un occhio diverso.
      Ciaooooo

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    3. E non hai visto le battute peggiori. Per esempio, nella dodicesima notte, Malvolio, riconoscendo la scrittura della sua donna, dice "This is my lady's hand, there be her very C's, her U's, and her T's and thus make she her great P's." se non lo si capisce, basterà dire che "and" viene contratto, nella lettura, in una "N". E la P si intende proprio come "pee". Oddio! Sapevano già queste cose anche senza internet?! Il povero traduttore italiano non ha trovato di meglio che dire "ecco proprio la sua F, la sua I, la sua C, e così la doppia P". Nella notte di mezza estate c'era una battuta del genere, quando Tisbe torna e, parlando al muro, dice "le mie labbra di ciliegia hanno spesso baciato i tuoi sassi"... Ehm... sicuramente una coincidenza, totalmente involontaria... E poi, sempre nello stesso contesto, "I kiss the wall's hole, not your lips at all"... In "Much ado about nothing" si parte già dal titolo, visto che nothing è di nuovo un modo di intendere certe parti femminili; quindi la miglior traduzione del titolo è in realtà "Neanche ce l'avesse d'oro, di William Shakespeare". Nel Tito Andronico, Aaron dice "Villain, I have done thy mother!": e poi Aaron lascia cadere il microfono, alla faccia di Eminem.

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    4. ahahahahahahahhah queste cose però non le insegnano a scuola! Porn-english ahhahahah
      Se non lo ha preso la figlia come temo devo cercare il libro e vedere la traduzione.

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  10. I matematici citati hanno storie interessanti, specie Perelman, uno che vive in povertà avendo rifiutato un milione di dollari. Credo di aver postato diverse volte un post nel quale parlo di lui... ma anche UnaBomber e Godel o von Neumann; il più normale, si fa per dire, sembra Villani

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    1. Villani di normale non ha proprio nulla, basta guardarlo come va in giro XD Kaczynski, esclusa la tesi di dottorato, e a differenza degli altri, non ha dato contributi incredibili, anche se il talento era luminoso. E poi, Wiles avrà trovato una bellissima dimostrazione, ma hai voglia a scrivere un libro su di lui, su Kaczynski invece ci sono tomi da riempire... E comunque, come si può capire, gli unici settori della matematica di cui ci capisco un po' sono la logica e la topologia, quindi posso apprezzare limitatamente.

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    2. Un altro campo estremamente affascinante

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  11. Per normale intendevo "eccentrico"... certo non ha avuto una vita come Ted o Grigori, che si dice vada a funghi e ha rifiutato premi milionari, né che vada in giro a mettere bombe... né ha le idiosicrasie di Godel. Forse il più simile a lui è Janos von Neumann...
    Quando intendevo normale non mi riferivo al cervello, ma, con tutte le sue eccentricità a me sembra il più "istituzionale"

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    1. Torno a ribadire il mio concetto: un campo e "personaggi" assolutamente affascinanti

      Grazie Massimo

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  12. Ho sempre avuto una buona opinione di Eminem, quindi nessuna sorpresa, e nessuno scandalo per l'accostamento ai grandi del passato. Credo che spesso siamo un po' troppo restii a vedere della stoffa negli artisti del presente. Penso anche agli scrittori, e al fatto che a scuola si debbano leggere quasi esclusivamente classici, come se dal tempo degli autori non si fosse mai più scritto niente di valido.

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    1. Si, un discorso che non fa una piega, Grazia.

      Grazie

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