lunedì 3 dicembre 2018

La prima fumetteria della storia

"Non sono mai stato in una fumetteria". È bastata questa risposta, che ho dato a un commento nel post, Mai letto un manga nei giorni scorsi, per andare a ricercare in rete un Record Culturale legato a questa tipologia di negozi. Così ho trovato che la prima fumetteria della storia è nata in Canada, più di cinquanta anni fa... 

Secondo quello che ho trovato sul web, prima degli anni '70, la maggior parte dei fumetti si trovava in edicole generiche, nei supermercati e pure in negozi di giocattoli. 

Le fumetterie vere e proprie emersero solo alla fine della decade precedente. Si presentarono pubblicando vecchie edizioni di fumetti e acquisendo nuove uscite dai distributori di librerie e dal cosiddetto comix underground

È di quegli anni, infatti, il più antico negozio di fumetti del mondo: il Canadian Viking Bookshop, creato a Toronto da "Captain George" Henderson nel 1966, un anno dopo ribattezzato Memory Lane Books, quando si trasferì in altre strutture della città. Purtroppo io non ho mai messo piede in una fumetteria. 

Non ne ho mai viste a dire il vero. 

Ho quasi sempre acquistato i miei fumetti da un amico che vendeva anche alimentari e in altre occasioni da un giornalaio vicino al posto dove lavoravo. 

In ogni caso la lista dei fumetti in vendita da loro non era molto lunga. C'erano ben pochi titoli da scegliere e men che meno si poteva parlare di fumetti o cercare consigli. 

Erano dei semplici rivenditori. Andavo lì e prendevo il mio Tex quando sapevo che era uscito. Dopotutto ho sempre considerato la mia lettura di fumetti un aspetto molto intimo e personale. Un aspetto di difficile condivisione e non avevo bisogno di parlarne con nessuno. 

Mi sono sempre accontentato di quello che ho avuto in cambio dalle tavole che sfogliavo e leggevo e non ho mai sentito il bisogno di uno spazio ben definito e verticale che mi ampliasse la conoscenza del settore. 

La lista dei miei fumetti prediletti in fondo non è molto lunga. A parte una piccola parentesi con i fumetti di guerra da piccolo e con Diabolik una ventina di anni fa, non mi sono mai staccato dal western: Tex in primis. 

Questo è tutto quello che sono riuscito a mettere insieme. Anche per rispondere alla mia stessa "risposta" iniziale. 


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"Grazie per la lettura"

Fonti - Vintage Toronto Ads: Memory Lane 

N. B. - Il post è stato ispirato da un commento di Max, che ringrazio.

10 commenti:

  1. Curiosità risolta, pensavo agli States, invece il primato è del Canada.
    Sereno pomeriggio.

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  2. Idem... mai entrata in fumetteria- :)
    Interessante però scoprire il capostipite di questi negozi.
    Anch'io pensavo agli USA e invece....

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    1. Non è stata una ricerca facile, a dire il vero...

      Grazie Pat

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  3. Pensa che finora avevo sempre saputo che l'invenzione della fumetteria risale allo statunitense Phil Seuling.
    Ho controllato adesso su Wikipedia, e in effetti riporta questo: "...con la sua compagnia Sea Gate Distributors, Seuling sviluppò il concetto di acquistare fumetti direttamente in fumetteria, bypassando il metodo di distribuzione tramite quotidiani e riviste allora in voga."

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  4. Sei mai stato a un mercato /mostra del fumetto e dischi ?
    Da me a Padova ogni anno a Novembre c’è quella mostra , la chiamano pure del collezionismo.
    Non so quanti metri quadri di stand dedicati a dischi e fumetti ( per lo più usati) è una pacchia per gli amanti del genere.
    Chissà chi sono stati i primi a organizzare rassegne del genere?
    Magari ci trovi un altro record culturale .
    Buona serata

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    1. Mai stato a una mostra del fumetto...

      Grazie Max, anche di questo suggerimento.

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  5. Questo post sarebbe piaciuto moltissimo al mio amico Riccardo, e ad un altro paio di blogger che seguo.
    Proprio da Riky, infatti, qualche mese fa, ho letto che molte fumetterie stanno scomparendo, vuoi per il mercato online sempre diffuso, vuoi anche perché, appunto, qualsiasi giornalaio oggi vende fumetti, e non con pochissima scelta.
    In ogni caso, non potrei aggiungere una considerazione personale, poiché non amo il genere, ma di sicuro mi rattrista quando una libreria chiude i battenti, e immagino che valga lo stesso in questo caso.
    Buona giornata.
    A presto.

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