venerdì 9 novembre 2018

Nudo come Victor Hugo

Victor Hugo
Tra le curiosità legate alle manie letterarie che riguardano gli scrittori celebri, è senza dubbio singolare quella dell'autore francese Victor Hugo. Aveva un metodo unico per non perdere la motivazione e per non farsi trovare davanti al blocco del foglio bianco. Ordinava ai suoi domestici di nascondere tutti i vestiti e se ne stava in casa nudo sino a quando non aveva completato quello che doveva completare... 

Ora se penso alla quantità di pagine che compongono I miserabili mi viene subito da pensare che Victor Hugo si è obbligato a trascorrere molte ore nudo in casa sua. 

D'altra parte, a quanto pare, era un suo metodo per non cadere in tentazione di uscire e lasciarsi distrarre da altre cose che potevano guastare il proseguimento del suo lavoro. 

Perciò era solito ordinare al suo servo di nascondere abiti e tutto quello che lo potesse invitare ad andarsene a spasso. Rimaneva così nelle sue stanza nudo con a disposizione solo penne e carta per scrivere. 

Un bel modo per non cadere in tentazione e per non lasciarsi distrarre. Dopotutto se si legge la sua opera è facile arrivare alla conclusione che il metodo ha funzionato. 

Almeno questo è ciò che penso io dopo aver letto I miserabili, uno dei romanzi più coinvolgenti e tra i più corposi di quelli che mi siano capitati tra le mani. 

Insomma stare nudo in casa ha dato notevoli benefici alla qualità della sua opera... 

Nell'anno 1815, Carlo Francesco Benvenuto Myriel era vescovo di Digne. Vecchio di settantacinque anni occupava quella sede dal 1806. E quantunque possa sembrare inutile, non essendo un particolare necessario al nostro racconto, per non peccare di precisione, vogliamo ripetere le chiacchiere e i giudizi che correvano sul di lui conto, quando si trovava appunto al governo della sua diocesi. Tanto più che il vero o il falso attribuito agli uomini nella loro vita e nel loro destino, pesa quanto le opere loro. Il signor Myriel era figlio di un consigliere del parlamento di Aix; nobiltà dogata. Parlando di lui dicevano che il padre, tenendolo per erede del proprio ufficio, e seguendo la consuetudine delle famiglie dei membri del parlamento, lo avesse consigliato senz'altro al matrimonio a diciotto anni. Ma Carlo Myriel, nonostante il matrimonio, non aveva potuto evitare certi discorsi sul suo conto. Di persona ben fatta, se bene piuttosto piccola, elegante, gentile, spiritoso, egli aveva speso tutta la prima gioventù nei piaceri del mondo e nelle galanterie...
Victor Hugo - I miserabili 

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"Grazie per la lettura" 

Fonti - Strane abitudini delle menti geniali

4 commenti:

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