venerdì 30 novembre 2018

Mai letto un manga

Credo di non aver mai letto un manga in vita mia. In realtà credo di non averne neppure mai toccati e neppure visti. Ne ho sentito discorrere e ne sento discorrere. Per una serie di motivi legati ai Record Culturali ne ho anche accennato sul blog (Il manga più venduto al mondo, Kochira Katsushika-ku Kameari Kōen Mae Hashutsujo) ma devo confessare che non so neppure come sono fatti. Certo so che sono giapponesi, ma non vado oltre e non so dire altro a supporto. 

Sono sempre stato molto selettivo nella scelta e nell'acquisto dei miei fumetti. Da bambino acquistavo i quelli di guerra e quelli storici. Ne ricordo alcuni sulla seconda guerra mondiale, con battaglie aeree e nella giungla birmana. 

Ne ricordo altri invece che raccontavano storie sull'impero romano con lotte nell'arena. Erano tuttavia fumetti a buon mercato. Costavano una miseria. Erano quelli che all'edicola del paese costavano meno. I soli che potevo permettermi

Solo qualche anno più tardi ho potuto alzare il tiro e acquistare i Tex Willer: il vero desiderio fumettistico. I manga comunque non esistevano in quel periodo, a mia memoria. 

Ora l'ultimo fumetto che ho acquistato è un albo di Tex Willer, un po' di anni fa. In realtà di Tex Willer, con gli anni, mi sono quasi riempito una baita. Ho la collezione completa, se escludo gli ultimi tre anni. Ma non credo che i manga si avvicinino come stile alla avventure del Ranger Bonelliano o a quelli di guerra. 

Detto tra noi sono proprio cosa siano i Manga. In casa mia non ne sono mai girati e non ho mai incontrato nessuno - parlo fisicamente - che mi abbia consigliato questo o quel titolo di Manga. Non so chi sono gli eroi dei Manga. Non so chi li ha inventati. Non so di cosa parlano. Non so sino a quando si avvicinano alla mia cultura. Non so se hanno a che fare con Godzilla o con altre cose. 

Forse fanno parte di un bagaglio culturale riferito a una generazione diversa della mia. Non so neppure se c'è una storia italiana legati ai manga. 

Non so se ci sono fumettisti italiani che si occupano di lavori di questo genere. Insomma come vedete non so niente e spero perdonerete la mia ignoranza manifesta. 

E mi perdonerete anche se sembra quasi una bestemmia mettermi a fare un post dedicato a questa forma d'arte. Perciò se qualcuno vuole fornire delucidazioni e ben accetto.  

Non ho mai letto un manga e, se volessi farlo, da quale devo cominciare?


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"Grazie per la lettura"

22 commenti:

  1. Allora... I manga hanno un mercato molto vasto, quindi trattano generi diversi. I più diffusi sono quelli per ragazzi ovviamente, ambientati nelle scuole. Molti sono da considerarsi dei prodotti abbastanza commerciali, stereotipati, caratterizzati da un sacco di cliché e trame surreali piene di situazioni assurde. Da evitare.
    Poi ci sono quelli che creano dei mondi strani e magici, tipo fantasy, quello dipende dai gusti (io per esempio non li amo molto).
    Sono diffuse anche le storie d'amore tipo romanzo rosa, sia etero che omosessuali.
    Poi ci sono manga realizzati da autori che sono riusciti a crearsi un mercato di nicchia senza dover sottostare alle "tendenze" del grande pubblico (e degli editori) che hanno peraltro anche uno stile di disegno che talvolta si discosta da quello tipico basato sulle opere di Osamu Tezuka, considerato il "padre dei manga".
    Jiro Taniguchi è un grande artista, ha uno stile realistico e poetico che prova a raccontare momenti particolari della vita dei suoi personaggi. Per me vale la lettura (ma i gusti sono sempre individuali). "Una città lontana" gioca sul classico canovaccio dell'uomo adulto che si risveglia in un se stesso adolescente e può rivivere il passato, però riesce a essere molto originale pur sfruttando un espediente non certo nuovo.
    "L'olmo del caucaso" racconta varie storie di particolari momenti di vita di persone che, con malinconia e speranza, si trovano a dover fare i conti con le scelte esistenziali che hanno fatto nel passato.
    Potrei citarti molti altri, ma Taniguchi è il mangaka più apprezzato dai fumettisti occidentali proprio per il suo stile molto "europeo", quindi forse è la partenza ideale per uno come te che non ha mai letto manga.

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    1. Grazie mille Ariano, suggerimenti preziosi...
      Non so se è la generazione o il tipo di educazione ma dalle mie parte non sono mai esistiti

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  2. Io, un bel po' di anni fa, ho provato a leggerne alcuni perché volevo avere un'idea di cosa fossero. Mi sono fatto consigliare da amici esperti e alla fine mi sono letto tre serie: Video Girl Ai, Nausicaa della valle dei venti e 2001 Nights. Non hanno fatto breccia nel mio cuore e mi sono fermato lì. Rimango dell'idea che con i fumetti, forse più che con qualsiasi altro mezzo di espressione, è fondamentale l'imprinting che hai avuto nell'infanzia e adolescenza.

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    1. l'imprinting credo sia il motivo per cui ancora non ne ho letto. Grazie Ivano

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  3. Dalle tue parti?
    Ma sei mai entrato in una fumetteria?
    O esistono solo al nord?
    Se ci entri hai solo da sbizzarriti nella scelta😀
    Comunque sia io non amo particolarmente i manga.
    Se vuoi che ti faccia un esempio leggerne uno è come guardare un cartone animato giapponese .
    Infatti se non sbaglio tanti Anime ( cartoni giapponesi) son tratto da Manga.
    Lo stile è quello.
    Ma come dici te dipende dall’imprinting....se ti piace Tex poi...no no lascia stare i manga.
    Ciao

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    1. Mai entrato in una fumetteria, questo potrebbe essere un altro post.
      Grazie Max
      P. S. - Io sono dell'estremo nord

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    2. Allora voglio i diritt😀
      Estremo nord?
      Vuoi dire che son più terrone io di te?

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    3. Io sono un montanaro delle Orobie

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  4. Qualcuno sì, ma non mi han preso più di tanto. Nel paese in cui vivo, e quelli limitrofi, per anni e anni son arrivati solo i bonelli. E neanche tutti... Una volta mi sembra tu stesso dicesti che il successo di Tex è dovuto anche al fatto che arriva ovunque, anche sulle alpi

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    1. Ti avevo detto così?
      TEx per me è molto di più, anche se per anni mi sono nascosto a comperarli
      Grazie Massimo

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  5. Innanzitutto forse occorre non fare distinzioni tra provenienze fumettistiche: si tratta di fumetti, né più né meno (manga significa fumetto, come comics significa fumetto).
    Sicuramente sono espressioni di culture diverse, almeno nelle sfumature, ma esattamente come un albo di Superman è diverso da uno di Tex... :)
    Io consiglio sempre Berserk, che è tra i fumetti (al di là della provenienza) migliori sul mercato.

    Moz-

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  6. Non amo i fumetti, perché non mi piace vedere diverse immagini su una stessa pagina, perciò non ho mai prestato attenzione ai manga, se non nella loro forma animata, quella degli anime. Quelli sì, mi piacciono molto (non tutti, è ovvio) e credo esprimano bene la loro cultura, così diversa dalla nostra.

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    1. Io sono il nulla anche con le "anime"

      Grazie Grazia

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    2. Intervengo a sproposito (una volta erano gli spropositi a fornire info), ma per una buona ragione, almeno spero. Se la signora Gironella è la stessa autrice di un libro "per scrivere bisogna sporcarsi le mani" vorrei farle arrivare il messaggio che il suo libro mi è stato regalato l'anno scorso da un mio amico per il mio compleanno. Peraltro, credo sia la stessa persona finalista al concorso "Racconti tra le nuvole"; io in questa edizione non sono stato scelto tra i 20, ma sono nell'antologia scorsa. Un concorso di appassionati molto serio, se mi è consentito dirlo.
      Va da sé che mi scuso se ho sbagliato persona

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    3. Un saluto da parte mia, Massimo! E' la prima volta che partecipo a "Racconti tra le nuvole", e sono molto contenta di essere in antologia. Complimenti a te per il piazzamento dell'anno scorso. Spero che il mio Bignami di scrittura creativa sia stato una lettura utile. :)

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    4. (Scusa l'off-topic, Ferruccio!)

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    5. Figurati! Parliamo sempre di letteratura e poi è bello anche "ascoltare"

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  7. Ci ho provato per la sfida letteraria di Kly, FErruccio.
    Fallimento totale. Non critico storia o disegni però proprio non fanno per me.
    Come si leggono? Dal fondo??? Assurdo.
    Preferisco i miei libri di sole parole

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