domenica 18 novembre 2018

Le cento ostriche di Honoré de Balzac

Ta pochi giorni Honoré de Balzac tornerà sul mio blog con il suo genio letterario. Oggi intanto è sul blog con la sua tavola. Insomma, tavola per modo di dire, perché più che altro il buon Honoré consumava caffè quando se ne stava a casa. Caffè  che era per lui fondamentale quando scriveva, tanto che arrivava a berne anche cinquanta tazze al giorno. Ma quando terminava un romanzo o un lavoro importante il suo bisogno di lusso e di eccessi lo portava a ordinare al cameriere cento ostriche da divorare sul momento. 

Si dice che lo scrittore Honoré de Balzac, oltre a essere un grande letterato, fosse anche un personaggio assai particolare. Per conto mio, da quello che ho letto, si sarebbe trovato a meraviglia in certi programmi televisivi del giorno d'oggi. 

Me lo vedo. 

Era un grande lavoratore e si dice che scriveva ininterrottamente anche per quarantotto ore, spezzando questo lavoro con brevi pause e sorseggiando caffè senza remissione. Ma quando finiva un romanzo o un lavoro si dava alla pazza gioia, nel vero senso della parola. Si imbellettava con gioielli e abiti eleganti e si abbuffava a più non posso. 

Infatti la frase imperativa: "Cameriere, cento ostriche", frase che ha ispirato e che mi ha spinto a scrivere questo post dedicato alla cucina letteraria domenicale, sia stata pronunciata davvero. 

Non so, io sono molto lontano dalle ostriche. Come ben è al corrente che mi legge da sempre sono di altri gusti. 

Le ostriche le ho provate in un paio di occasioni e sempre all'estero. Una volta in Spagna, a Madrid, con degli amici e una volta in Germania, nel reparto gastronomico del Ka.De.We di Berlino. Apprezzate, nulla da dire ma non esaltate e sicuramente non sono il tipo di persona che passerebbe la vita a ostriche e champagne. 

Insomma sono lontano da Balzac anche per i gusti alimentari ma vi devo confessare che tra i miei desideri di carattere culinario c'è quello di andare nel nord della Francia e mangiare uno di quei piatti di ostriche o di cozze con le patatine fritte (il piatto preferito da Simenon). 

Magari non sarà un lusso come si prendeva il buon Balzac, ma sono molto attratto da questa combinazione alimentare. Vedrete che prima o poi lo farò davvero. Casomai se dovessi fare il viaggio in auto e dovessi pure guidare mi berrei un paio di termos di caffè per restare sveglio. 


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"Grazie per la lettura" 

Fonti - The Novelist Who Loved Food

4 commenti:

  1. C'è un altro genio letterario che ha parlato di ostriche, oltre, ovviamente ad essere famoso per i "Cafè", magari non tanto come bevanda, ma per i locali in cui viene servita, e che tu conosci molto bene.

    "Mangiando le ostriche con quel forte sapore di mare e quel leggero sapore metallico, che il vino ghiacciato cancellava lasciando solo il sapore di mare e il tessuto succulento, e mentre bevevo da ogni valva il liquido freddo e lo innaffiavo col frizzante sapore del vino, quella sensazione di vuoto sparì e cominciai ad essere felice e fare progetti."

    Questa è una citazione accreditata a Ernest Hemingway. In quanto a me, di mangiare ostriche non se ne parla proprio, nemmeno se mi offri un milione di euro. Per il caffè, offro io! :-)

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    1. Lo so, questo passo è presente nel post Festa mobile in tavola

      Meglio una pizza Gennaro

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  2. Immagino quanto potesse essere nervoso a fine giornata :)
    Io una volta di ostriche ne ho fatte fuori 30...

    Moz-

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    1. Per il caffé o sono le ostriche a rendere nervosi? :-D

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