giovedì 8 novembre 2018

Il gatto che sognava di essere un delfino - secondo capitolo

Disegno Nino di Mei - Painter
Avevo programmato questo articolo, con il secondo capitolo del racconto lungo o romanzo breve Il gatto che sognava di essere un delfino, nello stesso giorno in cui ho postato il primo (potete andare a rileggerlo, prima di leggere questo). Ce ne sarà anche un altro (il terzo) settimana prossima, sempre nella giornata di giovedì. Solo dopo questi tentativi trarrò le conclusioni necessarie.


----- Capitolo Due ----- 

Dopo un viaggio in auto di un paio di ore fui condotto in una casa in mezzo alle montagne. Trascorsi la prima notte sotto il divano. Mi nascosi lì appena riuscii a sgattaiolare dal cartone dove ero stato tenuto durante il tragitto in macchina. Fui un razzo a cercare un rifugio che mi desse sicurezza, il più lontano possibile dai rumori. Magari sbagliavo tuttavia speravo di essere al riparo in fondo a quella specie di loculo buio. 

Avevo paura, detto tra noi. Mi mancavano il latte di mia madre e le zuffe che facevo per gioco con i miei fratelli. Non intuivo proprio il motivo del perché fossi stato abbandonato, come non immaginavo cosa potessero pretendere e desiderare da me Lisa e suo marito Marco. Non dovevano essere cattivi e malvagi: questo era più che evidente.  Non c’era nervosismo e animosità nel loro comportamento, tuttavia una risposta precisa sulle loro intenzioni non l’avevo al principio. 

Li sentivo bisbigliare. Da sotto il divano vedevo i loro piedi andare avanti indietro nella stanza: erano calotte tre volte le dimensioni del sottoscritto. 

Ogni tanto coglievo con lo sguardo anche i loro volti che si abbassavano sino a toccare quasi il pavimento per spiarmi nella penombra. Forse speravano che abbandonassi il nascondiglio provvisorio in cui mi ero rintanato. Udivo le loro risate e le loro voci echeggiare tra le pareti. 

Parlavano di me. «Userà la cassetta?» 

«È nel loro istinto. Non ti preoccupare Lisa. Non sporcherà in casa.» 

«È bellissimo e tenero… ha un codino ridicolo. Mi fa morire.» 

«Sì.» 

«Basterà il latte che abbiamo messo nella ciotola o dovremmo metterne ancora?» 

«No, è sufficiente: è soltanto un cucciolo.» 

«È come lo desideravo. Anche il colore del pelo mi piace. Dobbiamo trovargli un bel nome nei prossimi giorni.» 

«Sceglilo tu!» 

«Lo sceglieremo assieme.» 

«Sarà meglio andare a dormire adesso. Lasciamolo riposare un po’.» 

«Avrà paura?» 

«Lisa, basta, è un gatto!» 

Restai solo e non so a che ora mi addormentai. Non c’era molta luce nella stanza e avvertivo delle brutte sensazioni. Per sicurezza preferii non abbandonare la posizione in cui mi trovavo. Naturalmente non mangiai e non bevvi nulla. 

Dopo un poco mi abituai al buio e la vista andò meglio, ma non ciò che vidi. Quello che accadde mi sbalordì. 

C’erano degli strani e fastidiosi animaletti che ronzavano nella notte. Volavano vicino alle mie orecchie facendo un rumore davvero particolare e sinistro. Non so quanti erano, pareva che giungessero da ogni parte. Appena credevo di essermi liberato di uno, ne sopraggiungeva un altro più insistente. 

Era la prima volta che li incontravo. Provai ad acciuffarli un paio di volte con le zampe anteriori senza speranza. Purtroppo non riuscivo a inquadrarli in modo preciso e a coglierli di sorpresa. La notte era dalla loro parte e gli dava qualche vantaggio. Non mi mangiarono tuttavia. 

Alla fine crollai sfinito e mi addormentai. 

Sognai mia madre. 


--------------- 

Val al Capitolo Uno - Vai al Capitolo Tre

---------------
"Grazie per la lettura"

8 commenti:

  1. fantastico e tenero ... aspetto il prossimo capitolo

    RispondiElimina
  2. Ormai sono entrato in empatia con il tuo gatto;)

    Miao!

    Aspetto il prossimo capitolo...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie MaX. siamo ancora alla fase introduttiva, ma vedrai che ci sono delle belle sorprese

      Elimina

Chi commenta su questo sito lo potrà fare solo da loggato con Google. Deve quindi essere consapevole che il suo username resterà inserito nella pagina web e sarà cliccabile. Potrà portare al Profilo di Blogger o a quello di Google+ a seconda della impostazione che si è scelta.
Info sulla Privacy