mercoledì 24 ottobre 2018

Stai vicino agli ufficiali

Non ho mai letto L'ultimo dei Mohicani di James Fenimore Cooper e non so se l'imperativo "Stai vicino agli ufficiali" che Nathaniel "Occhio di Falco" rivolge a Cora, la figlia del colonnello Munro, mentre stanno abbandonando il forte caduto nelle mani dei francesi, sia presente nel libro o sia una libertà che si è preso lo sceneggiatore nella realizzazione del film di Michael Mann del 1992. La ritengo però una frase significativa e ancora adesso attuale di come certe "amicizie importanti" possano essere d'aiuto. 

Al di là di come siano poi andate effettivamente le cose, l'assalto degli Uroni alla colonna che abbandona il forte, il massacro dei soldati e l'estirpazione del cuore di Munro da parte di Magua - l'eccezione che conferma la regole - ritengo che la frase "stai vicino agli ufficiali" non sia così fuori moda. Basta scegliere gli ufficiali giusti e tutte le strade si aprono. 

Ma io sono un individualista. Rifuggo da tutte le cricche che considero mediocri o mi appaiano di basso livello. Non ci posso fare nulla. Ci provo ma dopo in po' mi cadono le braccia e se non c'è verso di crescere me ne vado. 

Sono sempre stato un solitario nel bene e nel male. Mi impegno per riuscire con le mie forze. Tuttavia so benissimo di quanto sarebbe facile a volte abbassare le pretese e di come a volte sarebbe necessaria una certa spinta per orientare le vele nella giusta direzione. 

Non sono scemo sotto questo aspetto, almeno nel capirlo.

Purtroppo però non sono capace di sfruttare quel "stai vicino agli ufficiali" così ben evidente nel film l'ultimo dei Mohicani ed è un vero peccato. 

In un società come la nostra è fondamentale stare vicino a degli ufficiali. Approfittare del braccio forte di chi comanda per avere un vantaggio. Approfittare di una cricca per farsi notare. Senza certi metodi si corre il rischia di essere davvero L'ultimo dei Mohicani... 

Era una caratteristica delle guerre coloniali del Nordamerica che si dovessero incontrare le fatiche e i pericoli della foresta vergine prima delle forze nemiche. Un'ampia e apparentemente impervia barriera di foreste divideva i possedimenti delle province francesi e inglesi nemiche. Gli arditi colonizzatori, e gli Europei esercitati che combattevano al loro fianco, spesso passavano mesi a lottare contro le rapide dei torrenti o a valicare gli scoscesi passi dei monti in cerca di un'opportunità di mostrare il loro coraggio in un conflitto più marziale. Ma emulando la pazienza e l'abnegazione degli esperti guerrieri indigeni, impararono a superare ogni difficoltà; e parve con l'andar del tempo che non ci fosse recesso di boschi così nascosto o luogo remoto così bello che riuscisse a rimanere esente dall'irruzione di coloro che avevano impegnato la vita a saziare la loro vendetta o a sostenere la fredda ed egoistica politica dei lontani monarchi d'Europa. 
James Fenimore Cooper - L'ultimo dei Mohicani 



"Grazie per la lettura"

10 commenti:

  1. Io sto lontano dagli ufficiali. Specie in campo militare, anzi, sto lontano proprio dalle forze armate, in genere... meglio ultimo dei Mohicani, che in una accozzaglia di servitori.

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    1. Bene, io tutti 'sti "ufficiali" del giorno d'oggi non li sopporto

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    2. Anche se li intendo in maniera "metaforica" un po' come i caporali di totò

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  2. Buongiorno Ferruccio, non so se vado fuori tema, se così fosse ti chiedo venia.

    Tu sai che per una quarantina d'anni ho fatto parte delle FFAA, e devo dire che molto spesso mi sono ritrovato a lavorare "vicino agli Ufficiali che contano", non perché li avessi cercati, ma erano loro che cercavano me, ovviamente, quanto ero preparato nel mio lavoro non sta a me giudicare. Personalmente non ho mai approfittato della mia posizione, anzi, qualche volta ho interceduto in aiuto di terzi, e non necessariamente amici e/o parenti. Insomma, quello che voglio dire, anche in risposta al qui amico e commentatore Franco Battaglia, è che tutto dipende dalla prospettiva in cui vediamo le cose. Poi, dal canto mio, sono fiero ed orgoglioso di essere stato al servizio della della Gente perbene. Come d'altronde con tutti i miei colleghi, noi abbiamo osteggiato chi perbene non era. Per questo motivo, spesso qualcuno ci addita in malo modo. Non fa nulla, come dice il nostro attuale #Capitano, noi li amiamo lo stesso! :-)

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    1. P.S.:
      Per #Capitano s'intende l'attuale ministro dell'Interno, Matteo salvini.
      :-)

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    2. Gennaro il titolo è molto metaforico, diciamo che il mio ufficiale è un po' il "caporali" di totò. Nel periodo delle guerre coloniali tra ufficiali si risparmiavano secondo i dogmi della cavalleria, la frase mi è rimasta impressa ma non deve essere vista come frase legata al mondo militare, anzi per niente. Un po' come dire stai vicino a quelli che contano.

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    3. Certo, l'avevo capito. In ogni caso, il mio, al contrario, è un messaggio che vuole sfatare il mito del "stare vicino a quelli che contano per avere privilegi", anzi, al contrario, si hanno solo "rogne". Il vero privilegio ce lo creiamo noi, con le nostre forze, senza aspettarci nulla dagli altri. :-)

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    4. Senza dubbio, quando mi è capitato di essere in una posizione importante senza effettivamente volerlo il più delle volte mi sono reso conto di essere un "gioppino" in mani altrui. Quindi sono d'accordo con te.

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  3. La tua riflessione è interessante.
    Direi che forse è meglio vederla come "l'unione fa la forza" che è vero, ma sempre conservando la propria individualità :)

    Moz-

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