giovedì 27 settembre 2018

Venticinque anni fa

Nel settembre del 1993, venticinque anni fa, acquistai il mio primo computer. Lavoravo quasi da una decina di anni nel mondo dell'informatica, ma non avevo mai pensato di portarmi un computer anche a casa prima di allora. Poi mi capitò un'occasione e ne approfittai: mi rendevo conto che era essenziale per scrivere i racconti e i romanzi. Non potevo più scrivere a mano.  

Lo ammetto: ho fatto molta fatica a imparare a usare l'interfaccia di Windows con il mouse. Ho cominciato a lavorare sui computer quando ancora l'interfaccia grafica era una qualcosa di improvvisato e quando Apple era di nicchia e quindi potete immaginare. 

Ho cominciato a lavorare su computer quando era necessario conoscere il sistema operativo per poter fare qualcosa e se non si era in grado di creare un file autoexec.bat e un file config.sys era quasi impossibile caricare sul disco fisso qualcosa che potesse risolvere anche un piccolo problema pratico. 

Ho acquistato un computer, venticinque anni fa, quando Windows era ancora un applicativo, più che un vero sistema operativo e quando per imparare a usare il mouse si faceva uso del solitario con le carte da gioco e quando un click era troppo o troppo poco e spesso la freccia sul video andava per conto proprio. 

L'ho preso perché mi rendevo conto che se volevo scrivere racconti e romanzi, non potevo continuare a farlo mano, in maniera romantica, con gomme, matite Staedler e quadernoni a quadretti. 

Perciò a settembre del 1993 me lo portai a casa. E quasi subito cominciai a trascrivere con wordstar tutto quello che avevo su carta. 

Dopo di allora non ho più scritto un vero racconto a mano e purtroppo non ho più neppure i quaderni. 

A volte ho preso spunti annotandoli in un notes che ancora adesso mi porto dietro quando sono in giro. Ma ci scrivo ben poco. 

Più che altro veri e propri spunti utili in un secondo tempo, anche perché ormai a mano non so più scrivere. Ma questa è un'altra storia che ho già raccontato diverse volte, ma se ancora non la conoscete... 

"Avevo già toccato questo tasto, credo all’inizio del mio blogging, dove descrivevo un pochino la mia realtà con lo scrivere. Un post romantico dove ammettevo di aver disimparato a scrivere a mano: dove ammettevo di non sapere più cosa fosse la calligrafia, particolare che negli anni delle scuole elementari e medie mi aveva reso orgoglioso." 
---> Scrivere a mano, l’arte dimenticata 



"Grazie per la lettura"

4 commenti:

  1. Eheh bellissimo ricordo!
    Pensa, io invece scrivo ancora moltissimo a mano... non posso farne a meno :)

    Moz-

    RispondiElimina
  2. Ciao non so se vale “scrivere la musica” .
    Su di un pentagramma naturalmente.
    Seguendo un corso di chitarra e canto son costretto a scrivere note e accordi.
    O prendere appunti ..a mano.
    Poi uso la penna e la carta per scarabocchiare disegni.
    Per il resto ...no credo di non essere più capace di scrivere a penna.
    Però se dovessi ricapitarmi l’occasIone di farlo non credo che avrei paura .
    È un po’ come andare in bici , una volta che hai imparato non lo dimentichi più.
    Ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Scrivere musica è un'altra attitudine...
      Grazie Max

      Elimina

Chi commenta su questo sito lo potrà fare solo da loggato con Google. Deve quindi essere consapevole che il suo username resterà inserito nella pagina web e sarà cliccabile. Potrà portare al Profilo di Blogger o a quello di Google+ a seconda della impostazione che si è scelta.
Info sulla Privacy