mercoledì 5 settembre 2018

Libri che parlano di Premana

Nino di Mei
Ieri sarebbe stato il compleanno di mio padre. Come succede molte volte ho pensato a lui e neanche farlo apposta mi sono trovato a redigere questo articolo. Piuttosto improvvisato a dire il vero, visto che non era preventivato, ma spesso sono i post migliori quelli creati in questa maniera. Così è capitato che senza saperlo sono andato a cercare in casa i Libri che parlano di Premana. Ne ho trovati sei... 

Mio padre acquistava tutti i libri che parlavano di Premana, il mio paese di nascita, situato all'inizio della Valvarrone. Lo ricordo bene. Li prendeva a scatola chiusa. Ogni tanto capitava in casa con qualche libro che parlava del luogo. 

Era fatto così mio padre, era sempre interessato agli aspetti culturali e artistici che ruotavano intorno al paese. Non a caso era stato per decenni nella banda musicale, dove aveva svolto le veci del maestro, quando questo non c'era. Era stato per diversi anni pure custode del Museo etnografico. 

Insomma, era davvero interessato allo sviluppo culturale del paese. Il tutto sempre per passione e per amore dell'arte a tutto tondo. 

Ora facendo questa ricerca sui libri ne ho trovati sei. 

Ritengo ce ne siano altri da qualche parte, perché so della presenza di un romanzo e di alcuni libri di poesia di una scrittrice del luogo, ma per il momento solo questi sei posso segnalare. I soli che ho toccato con mano preparando questo articolo e che ho toccato con mano in tempi passati... 


1 - Le cose che ci parlano (Guida al museo etnografico di Premana – 1980) di Antonio Bellati 

2 - Cónte che té cónte (racconti e leggende in Valsassina – 1982) di Antonio Bellati 

3 - Ca e casinél (territorio, nuclei rurali e tradizioni in quel di Premana – 1993) di Antonio Bellati 

4 - Vit de quai sòrt (Un paese una dittatura una guerra una resistenza – 1998) di Antonio Bellati 

5 - L'Adda il nostro fiume (1990) di Pietro Pensa 

6 - Mondo Popolare in Lombardia (1979) di Giodo Bortolotti, Isa Melli, Enzo Minervini, Glauco Sanga, Pietro Sassu e Italo Sordi 

Li ho letti, anzi farei meglio a dire, li ho studiati tutti anch'io e devo confessare che tutti hanno lasciato qualcosa. 

Molti convinzioni che contraddistinguono la popolazione attuale e il mio stesso modo di pensare, nel bene e nel male, sono radicate e risalgono a tempi ben lontani, ed è curioso rendersi conto di come certe abitudini si assimilano senza rendersi quasi conto. 

Ecco, perché è importante anche tenerli in buona salute, per quello che saranno sempre in grado di trasmettere. 



"Grazie per la lettura"

2 commenti:

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