domenica 2 settembre 2018

La cucina di Grazia Deledda

Si dice che la scrittrice Grazia Deledda - Grazia Maria Cosima Damiana Deledda: "Grazietta", così era chiamata in casa – fosse una bravissima cuoca e una grande appassionata di cucina. Insomma l'ospite ideale per questa rubrica domenicale sulla cucina letteraria. Un modo per fare un assist alle sua narrativa e alla sua terra natia, anche perché la Sardegna, sua terra di origine, è ben presente nella sua narrativa pure con il cibo. 

Si racconta che la scrittrice Grazia Deledda, Premio Nobel per la letteratura nel 1926, si preparasse in proprio il pane carrasau. Un pane che in campagna durava per diverse settimane senza fare la muffa. Ma in casa Deledda non mancavano mai specialità tipiche dell'isola, come il porceddu e certi dolci di mandorla, e le provviste di frutta chiuse nella soffitta. 

D'altra parte questa sua passione, se così si può chiamare, è ben presente anche nella sua narrativa. Ci sono diversi romanzi e racconti che citano piatti e pietanze a lei famigliari. 

Non così per me. 

Purtroppo non sono cibi, alimenti, pietanze e ricette famigliari per me. Ben pochi piatti sardi ho avuto la fortuna di provare e sempre fuori dallo specifico territorio. 

Come, d'altra parte, non è famigliare la stessa narrativa delle scrittrice, confinata a piccole comparse scolastiche e come non mi è famigliare la Sardegna che ancora non ho avuto modo di visitare. 

Perciò il vostro intervento oggi è più prezioso del solito. Per parlare delle scrittrice, del cibo sardo o anche solo della Sardegna. Un'isola e una regione molto sentita per le vacanze... 

Da parte mia concludo con l'aggiunta dell'incipit di un racconto, considerato uno del suoi gioielli letterari.  

Tutto il giorno Efix, il servo delle dame Pintor, aveva lavorato a rinforzare l'argine primitivo da lui stesso costruito un po' per volta a furia d'anni e di fatica, giù in fondo al poderetto lungo il fiume: e al cader della sera contemplava la sua opera dall'alto, seduto davanti alla capanna sotto il ciglione glauco di canne a mezza costa sulla bianca collina dei Colombi. 
Eccolo tutto ai suoi piedi, silenzioso e qua e là scintillante d'acque nel crepuscolo, il poderetto che Efix considerava più suo che delle sue padrone: trent'anni di possesso e di lavoro lo han fatto ben suo, e le siepi di fichi d'India che lo chiudono dall'alto in basso come due muri grigi serpeggianti di scaglione in scaglione dalla collina al fiume, gli sembrano i confini del mondo. 
Grazia Deledda - Canne al vento 



"Grazie per la lettura" 

Fonti: Parchi letterari

6 commenti:

  1. Sono di parte lo so 😊ma la cucina sarda è ricca di tanti ottimi piatti e poi vogliamo parlare della bellezza dell'isola? È un gioiello tutto da scoprire 😉

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  2. Mi piacerebbe assaggiare dei piatti tipici della Sardegna. Il romanzo Canne al vento l'ho letto ed approfondito quando ho fatto gli esami di maturità, in quanto portavo una tesi sulla Deledda. Ora non ricordo più nulla a parte il fatto che mi piaceva moltissimo!!! Mi hai dato lo spunto per andare a rileggerlo. Ciao, buona domenica!!!

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