domenica 30 settembre 2018

I formaggi di Italo Calvino

Vecchia cascina con latteria
Non so se allo scrittore Italo Calvino piacevano davvero i formaggi o se l'ipotetico Museo presente nel suo romanzo Palomar fosse solo frutto della sua fantasia. Difficile credere alla seconda ipotesi. Raccontare di un museo di formaggi a Parigi deve essere il risultato di una passione reale, di uno che c'è passato. D'altro canto penso che un viaggio a Parigi dopo una Messa, merita pure un bel tagliere o un piatto di formaggi... 

Quando ero bambino non amavo il latte e i derivati del latte. Con i miei cuginetti, andavo spesso in una latteria con la mia nonna (forse la stessa del disegno) e l'aiutavo a preparare il formaggio e la ricotte, ma ricordo che non mangiavo mai nulla. I miei cuginetti mangiavano la cagliata con le castagne e altre cose, ma per me era del tutto impossibile. 

Lo stesso succedeva a casa. Latte e formaggio non esistevano. Il solo modo che i miei avevano per farmi mangiare del formaggio consisteva nel condirlo con l'olio e l'aceto. Magari ogni tanto qualche scaglia di grana potevo digerirla, ma nulla più. 

Insomma c'è voluto parecchio tempo prima che cambiassi il mio approccio e solo verso i diciotto anni ho cominciato ad apprezzarne i vari sapori e i gusti che ci sono dietro i latticini e non mi sono più fermato. 

Ora credo di essere un poco come il signor Palomar. Se dovessi andare a Parigi mi cercherei sicuramente uno di quei ristoranti dove poter gustare e assaggiare formaggi di ogni genere, meglio ancora un museo. Forse però è un qualcosa che pure in Italia o addirittura semplicemente a casa mia già faccio. 

Credo che il formaggio sia uno degli alimenti che più consumo. Lo preferisco alla carne e ne divoro in quantità industriali. In ogni modo possibile e di ogni genere possibile. Grana, parmigiano, bitto, pecorino, mozzarelle, formaggi freschi e formaggi stagionati. Formaggi lombardi, formaggi veneti, fomaggi laziali, formaggi siciliani. Caprini, ricotte. Con le verdure, con la frutta (pere, uva, mele), con le mostarde. Come condimento di piatti di pasta e di riso, oppure con la polenta. 

Il signor Palomar fa la coda in un negozio di formaggi, a Parigi. Vuole comprare certi formaggini di capra che si conservano sott'olio in piccoli recipienti trasparenti, conditi con varie spezie ed erbe. La fila dei clienti procede lungo un banco dove sono esposti esemplari delle specialità più insolite e disparate. E un negozio il cui assortimento sembra voler documentare ogni forma di latticino pensabile; già l'insegna «Spécialités froumagères» con quel raro aggettivo arcaico o vernacolo avverte che qui si custodisce l'eredità d'un sapere accumulato da una civiltà attraverso tutta la sua storia e geografia. 
Italo Calvino - Il museo dei formaggi (da Palomar) 



"Grazie per la lettura"

6 commenti:

  1. Anch'io vado matto per il formaggio caprino... ma Calvino non mi ha citato in alcun romanzo!

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    1. ahhaha, quel Calvino come ha fatto a dimenticarti

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  2. Non oso pensare al tuo colesterolo 😀
    Parli di formaggio , coincidenza ieri ne ho ricevuto uno in regalo.
    Un pecorino sardo.
    Spero non si troppo piccante...devo ancora assaggiarlo.
    Buona domenica

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  3. Mi piace sempre finire il pasto con un pezzetto di formaggio. Adoro mischiare il formaggio col dolce. Vari esempi Simona seadas sarda o i dolci napoletani, tipo pastiera e sfogliatelle

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