mercoledì 26 settembre 2018

Gente vecchia e infelice

In questi ultimi tempi, non so perché, sto assorbendo gli sfoghi di gente vecchia e infelice. Ciò che più mi rende perplesso sta nel fatto che si tratta di persone che nella vita hanno avuto tutto dal punto di vista materiale ed economico. Ora non fanno altro che parlare di morte e di solitudine e non basta a colmare questo vuoto tutto l'arraffare e il bisogno di possesso che li ha portati ad arricchirsi e che ha caratterizzato la loro esistenza. 

Forse una volta non era così. I vecchi una volta avevano un altro peso ed erano considerati in un altro modo. Vederli adesso mi mette tristezza. Forse perché sino a qualche anno fa non ascoltavo quello che avevano da dire. O forse perché qualche generazione fa non si diventava neppure vecchi. 

Si moriva vecchi ancora da giovani. Ora invece si nuore giovani già vecchi. 

O forse tutto dipende da come si è costretti a vivere. Spesso si passa una vita intera a fingere. A fingere di essere felici per piacere a qualcuno. Una vita che spesso si spende e si brucia nell'accaparrarsi di cose utili solo a non farci sentire dei falliti come chi consideriamo sotto di noi. 

Con la speranza che queste cose siano tutto. Il tutto magari raccolto con cinismo e dove il possesso di un po' di denaro ha cancellato la pietà e la possibilità di perdonare chi ci ha fatto un torto. 

Così alla fine, ti ritrovi che incontri gente vecchia e infelice. Gente che si lamenta perché nessuno più la considera. Gente che vuole passare in ospizio gli ultimi anni di vita o che addirittura vuol morire per non essere sola.  

Non so, forse, quando la ricchezza economica non ha nessun valore e non serve più a nulla, ci si accorge del valore della nostra vita e spesso è troppo tardi per cambiare... 

Era un vecchio che pescava da solo su una barca a vela nella Corrente del Golfo ed erano ottantaquattro giorni ormai che non prendeva un pesce. Nei primi quaranta giorni passati senza che prendesse neanche un pesce, i genitori del ragazzo gli avevano detto che il vecchio ormai era decisamente e definitivamente salao, che è la peggior forma di sfortuna, e il ragazzo li aveva ubbiditi andando in un'altra barca che prese tre bei pesci nella prima settimana. Era triste per il ragazzo veder arrivare ogni giorno il vecchio con la barca vuota e scendeva sempre ad aiutarlo a trasportare o le lenze addugliate o la gaffa e la fiocina e la vela serrata all'albero. La vela era rattoppata con sacchi da farina e quand'era serrata pareva la bandiera di una sconfitta perenne. 
Ernest Hemingway - Il vecchio e il mare 



"Grazie per la lettura"

8 commenti:

  1. Abbiamo perso la spiritualità e ciò rende la vita una cosa sin troppo materiale; e quando il corpo non regge più la sfida di questa materialità sembra inutile continuare a vivere.
    Comunque questo materialismo non etico sta rovinando anche parecchi giovani...

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  2. Forse non c'è spazio per i vecchi tra i giovani...i giovani troppo presi dal farsi spazio in questa società dove regna solo l'apparire,dove si conta solo se sei qualcuno e soprattutto se hai un nome,forrse i vecchi di oggi hanno trascorso la loro vita con il solo pensiero di accaparrare e non hanno dato valore agli affetti ...i forse sono tanti, una sola certezza,il mondo è troppo veloce, si fa troppa fatica a correre dietro a tutto, è faticoso per i giovani figuriamoci per i vecchi. Forse però siamo tutti soli😦

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  3. Sono i primi effetti del boom economico e di una vita da schiavi...

    Moz-

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  4. Quanta, forse troppa, verità in un solo post. O forse stiamo diventando post qualcosa... tipo post-felici?

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    1. Se non diamo un nuovo equilibrio ai valori, altro che post-felici :-D
      Grazie Massimo, sai sempre come aggiungere qualcosa

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