giovedì 23 agosto 2018

Tracce di racconti

Il mio blog è pieno di storie complete. Le potete trovare e leggere cercando tra i Racconti artistici e anche ne' La lista dei miei racconti. Ma ho anche in giro molte tracce di racconti. Ce ne sono decine da vendere. 

In queste settimane estive ho dato un'occhiata agli archivi Cloud storage che ho sul web. Cercavo alcuni vecchi racconti. Quelli che avevo in mente non li ho trovati ma ne ho trovati molti altri in bozza. Non immaginavo neppure di avere scritto così tanto. Ci aggiungo cinque incipit di alcune tracce per non perderli, magari non serviranno a nulla ma potrebbero essere anche fortunati: 

Mi innamorai la sera che la conobbi. 
La incontrai presso l'Atelier di Danza di mia cugina, tre sere dopo Natale. 
Nevicava a Madrid. L’Atelier era situato in un vecchio palazzo barocco nei dintorni della Gran Via e, siccome c’era troppa neve sulle strade, preferii arrivarci con la metro. Ci volle quasi un’ora. Faticai con la costudia della chitarra sulle spalle, ma almeno evitai il traffico con l’auto. 
- Flamenco 

Lì era nato e lì viveva con altri come lui. 
Non aveva madre e non aveva padre e aveva trascorso la sua esistenza in un’immensa stanza asettica, illuminata dalla luce perenne e artificiale delle lampade al neon. Non aveva mai visto il sole e non sapeva che esistesse la pioggia e quando pensava, i suoi pensieri non avevano ragione ed esperienza per soffrire. Non aveva mai conosciuto il caldo e non aveva mai percepito il gelo; e allo stesso modo non aveva mai pronunciato e sentito una parola. 
Era alto ed era biondo e aveva gli occhi grigi come l’acciaio cromato. La sua pelle appariva di un rosa immacolato identico ai petali di un pesco in fiore e aveva il corpo muscoloso, statuario e magnifico di un antico dio olimpico. 
- Il cavaliere della Pampa 

Si ubriacò appena giunse a Budapest. Niente! Una volta varcata l'entrata dell'hotel, non fece altro che dirigersi al bar posto di fronte alla portineria portandosi dietro il bagaglio senza preoccuparsi di nulla. Non salì neanche a vedere la camera. Sedette su uno sgabello davanti al banco, posò la borsa a terra, si guardò un po’ in giro e poi via con i boccali di birra, uno dopo l'altro. 
- Gigolò 

Il mattino del terzo giorno smette di nevicare ed esce il sole. La temperatura si alza di un bel po’ sopra lo zero e verso le dieci intravedo dalla finestra di cucina i pupazzi di neve sciogliersi nel giardino, uno dopo l’altro. In una decina di minuti spariscono davanti ai miei occhi, uniformandosi con la coltre bianca scesa durante la notte. M’infondo coraggio allora, controllo in camera che mio nipote stia ancora dormendo e indosso il piumino, poi apro la porta di casa con la speranza di poter uscire a fare un giro attorno dell’isolato. 
- Pupazzi di neve 

Lo avevo sempre considerato il mio migliore amico e non a torto. Con lui avevo scambiato quasi tutte le esperienze possibili. Ci eravamo fatti le canne e avevamo giocato con le stesse ragazze – quelle che ci stavano ovvio. Addirittura credevo che, una volta grandi, avremmo messo in piedi un’azienda per fare soldi. Già! Ne ero convinto io e ne era convinto lui. Poi c’era stato l’incidente. Quel maledetto incidente in una notte di settembre e da lì cambio tutto. 
- Buco nero 



"Grazie per la lettura"  

P.S. - Ho trovato anche diversi capitoli di un romanzo che non ricordavo di avere scritto, magari nei prossimi giorni lo propongo...

2 commenti:

  1. Ma sono belli!!!! Sono convinta che se ci metti le mani possono venire fuori dei pcevolissimi racconti.

    Del secondo, Lì era nato, non so perchè ma mi ha fatto pensare a Mengele e ai suoi esperimenti... Oddio!!! Tragico! Forse sarà il mio momento particolare

    RispondiElimina

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