domenica 12 agosto 2018

Le focaccine alla crema del Devonshire di Agatha

Le fonti dicono che Agatha Christie fosse ghiotta di focaccine alla crema del Devonshire. Bastavano queste per saziarla durante le pause di lavoro tra la scrittura di un racconto e l'altro. Ora, le focaccine (senza crema) sono state una mia fissa alimentare negli anni del collegio a Milano. Ne andavo pazzo, e aspettavo con ansia l'intervallo nella giornata scolastica per fare un salto... al bar naturalmente e non nel Devonshire, anche se la seconda ipotesi mi sarebbe piaciuta. 

Prima dell'inizio delle superiori, prima cioè della mia avventura a Milano, non avevo mai mangiato una focaccia. Non sapevo neppure cosa fossero. 

Dalle mie parti non esistevano. 

Le ho conosciute in collegio e mi ci sono affezionato subito. Sebbene il rientro del lunedì (ero interno e restavo a Milano tutta la settimana) fosse problematico, ricordo sempre con piacere la pausa di metà mattina con la corsa al bar con la speranza di trovare ancora una focaccina. 

Nel mio caso erano focaccine lisce, senza nessun tipo di farcitura, tonde e soffici. Nulla a che vedere insomma con quelle farcite alla crema del Devonshire che detto tra noi è la prima volta che sento nominare. 

A quanto pare, tuttavia, sembra essere una crema molto comune in Inghilterra ed è forse naturale che per una scrittrice Agatha Christie, nata a Torquay - una cittadina costiera del Devon - non fosse mai abbastanza per il suo appetito. 

Quasi me la vedo, in compagnia dei suoi personaggi letterari, mentre prepara un tè e focaccine alla crema per i suoi spuntini, tra un paragrafo e l'altro delle sua avventura su carta. 

Una curiosità mica male anche per questo calda domenica di agosto e per la mia rubrica letteraria dedicata alla cucina. E naturalmente se ne sapete qualcosa non abbiate timore a parlarne. 

Intanto Poirot... 

Poirot ed io stavamo aspettando per il tè il nostro vecchio amico, l'ispettore Japp di Scotland Yard. Eravamo seduti davanti al tavolino da tè in attesa del suo arrivo. Poirot aveva appena finito di sistemare con cura tazze e piattini che la nostra padrona di casa usava buttare sul tavolo invece di disporli con cura. Aveva anche respirato pesantemente sopra la teiera di metallo lustrandola poi con un fazzoletto di seta. Il bricco stava per bollire e non lontano, in una ciotola di smalto, c'era una densa crema di cioccolato che a Poirot piaceva molto più di quello che lui descriveva come «il vostro veleno inglese». 
Agatha Christie - La sparizione del signor Davenheim 



"Grazie per la lettura" 


Fonti - 9 Famous Authors’ Favorite Workday Snacks

3 commenti:

  1. Di focaccine ne so poco ma sono in procinto di uccidermi di pita greca, che qualche analogia potrebbe anche averne... certo gli inglesi cucinano uno schifo, e questo è assodato, ma anche uno scrittore deve pur nutrirsi... ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho il ricordo di una pita divorata nei pressi del Partenone! Capisco cosa vuoi dire.

      Elimina
    2. Ho il ricordo di una pita divorata nei pressi del Partenone! Capisco cosa vuoi dire.

      Elimina

Chi commenta su questo sito lo potrà fare solo da loggato con Google. Deve quindi essere consapevole che il suo username resterà inserito nella pagina web e sarà cliccabile. Potrà portare al Profilo di Blogger o a quello di Google+ a seconda della impostazione che si è scelta.
Info sulla Privacy