giovedì 2 agosto 2018

C'era una volta la gazzetta dello sport

Nino di Mei
C'era una volta la gazzetta dello sport. L'ultima volta che ne ho acquistato una copia è stato in occasione della vittoria della Champions League dell'Inter. Dopo di allora non ne ho più prese. Non so neppure quanto possa costare a dire il vero, oggi. Ancora peggio la situazione che riguarda gli altri quotidiani. Ne ne compro da decenni. Ma di quest'altro aspetto parlerò in un post nei prossimi giorni. Oggi la nostalgia è tutta rosa...  

Quando ero studente lavoratore a Milano, per la pausa pranzo mi recavo in una latteria situata in una via laterale tra la Bicocca e il quartiere Niguarda

Lavoravo in un'officina della zona come operaio a una rettifica mentre frequentavo gli ultimi due anni delle superiori al serale. Ero giovano, avevo sempre fame e mangiavo tre michette (una con il prosciutto crudo, uno con il prosciutto cotto e uno con il salame) e mi bevevo un bicchiere di spuma o aranciata. 

Facevo una corsa per essere lì puntuale e poter prendere e leggere la Gazzetta dello sport prima che qualche altro cliente se ne impossessasse e potete immaginare la disdetta se qualcuno mi precedeva. 

Questo e accaduto per un paio di anni. 

Allora leggevo tutto della gazzetta. Leggevo pure le pubblicità anche se più della metà delle pagine di mio interesse era orientata al calcio. In particolare mi piacevano tanto le pagine dedicate al calcio estero. 

Non c'erano tutte le televisioni come adesso e non sapevi neppure chi giocasse nel Real Madrid o nel Barcellona allora. La gazzetta, insomma era una fonte di informazioni di campioni e futuri campioni. 

Naturalmente le giornate migliori erano le copie del lunedì con il resoconto del campionato e quelle del giovedì con i risultati delle coppe europee. Ogni tanto compariva il nome di qualche squadra del tutto nuova con un fuoriclasse mai sentito prima. 

Era un calcio romantico, molto più povero e molto più sentito. 

Anche d'estate la leggevo e l'immagine che ho allegato al post sembra provenire da quei periodi. La persona che legge mi pare il ritratto di un qualcuno su alla baita. Un altro luogo dove si faceva quasi la guerra per sfogliare per primi la rosa. 

Magari c'era il medagliere di qualche competizione estive, ma anche il calcio mercato ne raccontava di belle. Tutto era molto più romantico e ben scritto, e le pagine erano piene di firme di autore ma questo era normale visto che i giornalisti di allora erano scrittori. 

Ora non so più neppure cosa sia la gazzetta. Non so cosa costa e non attira più la mi attenzione. A volte la sfoglio in maniera distratta al bar, quando entro in un locale che la mette a disposizione. 

Ma la poesia di un tempo non esiste più... 


"Grazie a tutti per la lettura"

4 commenti:

  1. L'ultima volta che ho letto la Gazzetta dello Sport è stato dal barbiere, ma allora avevo ancora i capelli in testa, e poi, nel Napoli giocava Maradona. Insomma, come dici tu, era un calcio più sentito. :-)

    RispondiElimina
  2. Ricordo anch'io quando aspettavo che i miei tornassero a casa dal lavoro per poter leggere l'edizione quotidiana del Corriere Dello Sport.
    Altri tempi.

    RispondiElimina

Chi commenta su questo sito lo potrà fare solo da loggato con Google. Deve quindi essere consapevole che il suo username resterà inserito nella pagina web e sarà cliccabile. Potrà portare al Profilo di Blogger o a quello di Google+ a seconda della impostazione che si è scelta.
Info sulla Privacy