sabato 25 agosto 2018

Camosci in vetrina

Tra le montagne dalle parti dove sono nato ci sono ancora animali selvatici. Si dice pure che qualche anno fa ci fece una stagione un orso bruno. Qualcuno ebbe pure la fortuna di vederlo, da lontano. Altri hanno visto le tracce create dal plantigrado. Io non ho visto nulla, non ho visto l'orso e neppure ho notato le tracce ma in compenso vedo ancora, quando posso tornare a girare trai boschi, qualche animale selvatico. Ma vi giuro che da bambino andando in giro per i boschi e per le montagne ne vedevo ogni giorno. E sono contento di aver trovato questi disegni con i camosci, da mettere in vetrina

Ancora adesso rimango stupido quando mi trovo davanti qualche animale selvatico. Credo sia più forte di me. Certo non si tratta dei bufali e dei leoni di un safari, ma un certo batticuore lo si prova sempre. Vi sfido a dire di no. In realtà le cose non sono più come una volta. Ho perso l'occhio. 

Una volta ero in grado di scovare caprioli, ricci, volpi, daini, donnole, faine, stambecchi, cinghiali (scovare? me li trovavo davanti) e quando sapevo riconoscere diversi generi di rapaci che mi ricordavano avventure capitate a scrittori appena letti (Mai letto Bruce Chatwin?

Certo poi con Avventure di un erpetologo dilettante non è stata esclusa tutta la file di serpenti che popolano i boschi e le radure del territorio, dai biacchi, ai saettoni, alle natrici, alle coronelle e naturalmente le vipere aspis e berus. 

Tuttavia se esiste un animale selvatico dalla mie parti, sinonimo di libertà, credo sia il camoscio. Mi ha sempre affascinato e non è mai stato semplice scovarlo. Il camoscio, sin da bambino, mi ha sempre fatto tribulare. Ho sempre faticato a trovarlo e a vederlo da vicino. 

Certo in diverse occasioni, magari sottovento, era possibile scorgere qualche piccolo branco di femmine e piccoli a non troppa distanza, ma è sempre stato impossibile avvicinarsi e di solito quando qualcuno diceva di correre perché c'erano dei camosci da osservare questi ultimi sparivano. 

Per questo sono contento oggi di aggiungere questi due disegni che ritraggono camosci. Sono lavori a cavallo degli anni settanta ottanta o giù di lì. 

Chissà se mio padre li aveva presi dal vero. Chissà se era riuscito ad avvicinarsi abbastanza per poterli riprendere. A osservare il loro sguardo sembrerebbe di sì. 

Insomma, come direbbe Jack Barnes, è carino pensarlo. 


"Grazie per la lettura"

8 commenti:

  1. che bello.... oggi è molto più difficile che accada!

    RispondiElimina
  2. SEmpre belli i quadri di tuo papà!!!!
    Qui da me, cinghiali a volontà, volpi e tantissimi daini!
    Mini lepri, picchi testarossa, poiane, volpi e una volta abbiamo visto un tasso e una puzzola....
    Quallcosa di bello la campagna ce l'ha ahahahah

    RispondiElimina
  3. Hai ragione, incontrare un animale selvatico è sempre un'esperienza speciale. Da noi la natura è ricca: caprioli, cervi, volpi, rapaci, e molto altro. Hanno anche avvistato linci, orsi e lupi, qui in Friuli, a pochi passi da casa mia, per via della vicinanza alla Slovenia, ma non ho mai avuto l'onore (e la paura!) di vederli.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In Friuli la natura è ancora più ricca

      Elimina

Chi commenta su questo sito lo potrà fare solo da loggato con Google. Deve quindi essere consapevole che il suo username resterà inserito nella pagina web e sarà cliccabile. Potrà portare al Profilo di Blogger o a quello di Google+ a seconda della impostazione che si è scelta.
Info sulla Privacy