mercoledì 18 luglio 2018

tra informatica e mare: intervista a Dario Massi

Non ospito qualcuno per un'intervista su Otium da diverso tempo, ma adesso non posso aspettare oltre. Ci sono quasi costretto. Forse per il semplice motivo che il libro di cui parlo oggi tratta l'informatica come avrei voluto fare anch'io. Già, "tra informatica e mare" di Dario Massi è un gioiellino, dal mio punto di vista. Ci sono diversi modi per arrivare il più possibile vicino ai lettori. E quando c'è empatia, competenza e qualità di scrittura tutto è più facile. Ecco Dario ha messo assieme queste cose... 


Ciao Dario e complimenti. Sono veramente soddisfatto del tuo libro. Ho lavorato nel campo dell'informatica e dell'insegnamento per parecchio tempo e ti confesso che mi sarebbe piaciuto avere tra le mani un testo simile. Non lo dico per piaggeria. Mi dici cosa ti ha spinto a scriverlo e per chi è scritto? 

Tra informatica e mare è nato a conclusione di un percorso umano e professionale della mia vita; avevo qualcosa da dire ed essendo da sempre innamorato dell’odore della carta non è stato difficile capire come e dove indirizzare quelle parole. Il libro raccoglie pensieri ed esperienze maturate attraverso viaggi e progetti professionali sia in Italia che in giro per il mondo. 

Il primo capitolo parla di un ragazzo che poco più che ventenne decide di partire alla scoperta di se stesso, un giovane intimorito dai rumori della terra ma che in silenzio, guardando fuori dal finestrino di quel treno che lo porta lontano, sogna il suo futuro; l’ultimo capitolo chiude con la voce dello stesso giovane, diventato ormai uomo, che porta con sé il bagaglio della vita, quello che quest’ultima ci invita a raccogliere e arricchire ogni giorno. Lì dentro si trovano valori, ideali, sogni, studi, errori, successi, confronti, sorrisi, dolori e delusioni; tutto a disposizione di chiunque volesse conoscere la storia di una persona che non si è mai arresa alla mediocrità della società. 



tra informatica e mare
Nel tuo libro sei riuscito a mettere insieme competenze tecniche e poesia. Un mix che dovrebbe essere presente in tutti i libri e in tutti i manuali per far sì che chi legge e studia riesca ad assimilare molto di più. Credi sia solo una mia impressione o c'è qualcosa di vero? 

Credo che questa sia la chiave di lettura. Il mix di cui parli è lo stesso che ritrovo nella magia dell’opera quando la vivo a teatro. La tecnica dei protagonisti si fonde con la passione e umanità degli stessi interpreti; la scenografia, i costumi, le musiche sono il collante che trapassano l’anima dello spettatore lasciando ricordi ed emozioni. E più forti e profonde sono quest’ultime, più a lungo restano vivi dettagli e significati. 

Ho letto e divorato testi di informatica come fossero romanzi e conosco bene la freddezza delle guide tecniche – ti confesso che da folle le ho amate anche così – ma nel mio libro volevo disegnare un nuovo modo di avvicinarsi all’informatica stessa. Oggi più che mai non si va da nessuna parte senza cuore; in queste pagine ci sono i miei valori, i miei ideali, c’è il mio modello, il mio stile di vita, la mia fonte di ispirazione. 


Dal mio punto di vista traspare in "tra informatica e mare" una profonda umanità e non solo per le immagini e per riflessioni che spezzano i capitoli. Gli stessi contenuti di carattere tecnico coinvolgono sul piano emotivo senza limitarsi a una semplice spiegazione di tipo didattico. Mi sbaglio? 

La tua sensazione è corretta. Tra informatica e mare parla di due mie grandi passioni con le quali sono nato e cresciuto; quando si parla di amore - a prescindere dal contesto – personalmente non si può o meglio non si deve, limitare il tutto ad un piano “didattico”. Sarebbe innaturale e soprattutto un ostacolo alla libera espressione della propria anima. Io volevo l’esatto contrario. Volevo mettermi a nudo, essere libero di regalare ciò che sono, quello che ho imparato e compreso dalla vita e volevo farlo con la forza di essere me stesso. Non è stato facile come tutte le cose importanti che necessitano di coraggio e di quella scorza di libertà che nasconde il gusto semplice della nostra esistenza. 


Mettendo insieme le tue esperienze professionali e umane, cosa pensi sarà in grado di offrire (nell'ampio significato del termine) l'informatica nei prossimi anni? 

Lavoro in primis. Business, tecnologia, economia, politica, società sono schiave dell’informatica. Il “potere” stesso è schiavo dell’informatica. Nei prossimi anni l’informatica farà sempre più parte della nostra “struttura mentale”, dove velocità decisionale e visione imprenditoriale avranno ritmi assuefatti e liquidi. Questo non aiuterà né la salute dell’uomo né la natura che lo circonda, ancor meno il vero senso della vita, sarà solo una spinta in più verso una strada che l’essere umano ha intrapreso da tempo. L’informatica non è il male ma semplicemente uno strumento libero nelle mani dell’uomo. Questo è il vero pericolo. 


Qual è il pregio e qual è il difetto dell'informatica in questo momento? 


Quando a 13 anni mi innamorai di questa meravigliosa scienza, inconsciamente ne percepivo la grandezza. Migliorare la società più velocemente e concretamente è il pregio dell’informatica; è in grado di spostare il baricentro dello sviluppo socio-economico (a livello mondiale) in un lasso di tempo sempre più contenuto. A me ha dato disciplina, conoscenza, stimoli per migliorarmi e realizzarmi; in essa ho riconosciuto un mezzo straordinario per aiutare aziende, imprenditori e la stessa società nella quale vivo. Di contro l’informatica sfugge di mano all’uomo; paradossalmente è questo il difetto più grande. La nostra debolezza è il limite stesso dell’informatica. Quindi torniamo sempre al punto di partenza, ovvero se la cultura e gli obiettivi dell’uomo saranno nobili e di buon senso allora l’informatica avrà pregi e “gloria”, al contrario diverrà nemica di libertà e dignità. 


Il mio è un blog culturale e si occupa molto di libri. Ti andrebbe di dirmi i tuoi dieci libri preferiti o quelli che dal tuo punto di vista bisognerebbe leggere? 

Dieci sono davvero pochi ed è difficile fare una lista. Non ti scriverò i libri più belli ma quelli che hanno fatto la differenza nel mio percorso di crescita e contribuito, in qualche modo, a far nascere “Tra informatica e mare”. In questi titoli c’è la bellezza della solitudine, i dettagli della natura umana e la grandezza dell'uomo; qui trovi sogni, vedi il bene e il male, ingurgiti libertà e amore per la letteratura. 

- Autobiografia / Franco Zeffirelli 
- Memorie di Adriano / Marguerite Yourcenar 
- Don Chisciotte della Mancia / Miguel de Cervantes 
- Le avventure di Huckleberry Finn / Mark Twain 
- Il vecchio e il mare / Ernest Hemingway 
- Se questo è un uomo / Primo Levi 
- I sette pilastri del successo / Stephen Covey 
- La Bibbia 
- Il gabbiano Jonathan Livingston / Richard Bach 
E poi tra i poemi epici greci che amo da sempre: 
- L’Odissea / Omero 


Dario ho sempre chiuso le mie interviste con una domanda telepatica, vedi tu cosa vuoi rispondere... 

Di avere personalità. Questo è il consiglio più grande che mi sento di dare ad un giovane che vuole intraprendere una carriera nel mondo dell’informatica. È importante studiare con dedizione, formarsi attraverso percorsi ampi, seri, anche lontani tra loro e proseguire gli studi sul campo iniziando da piccoli lavori (o aziende con contratto) per poi crescere occupandosi di brand e progetti più complessi. 

Occorre avere fame di conoscenza, ma con i dovuti tempi ed essere dediti ai propri sogni, poiché solo in questo modo essi potranno assumere forma di futuri traguardi. 

Restare umili, confrontarsi costantemente con menti accese, avere il coraggio di buttarsi in nuove avventure - anche se si trovano a 8000 km da casa come è capitato a me - restano i cardini per qualsiasi successo. 

La vita è un soffio e i rimpianti tolgono solo quella poca aria buona. 



"Grazie a tutti"

2 commenti:

  1. Complimenti, hai trovato un autore a me sconosciuto e che mi ha interessato parecchio.
    Grazie per questa intervista e un saluto a entrambi.

    RispondiElimina

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