sabato 21 luglio 2018

Natura morta in vetrina

La Natura morta, come ben immagino sappiate, è un soggetto pittorico tipico nel mondo dell'arte. Raro trovare artisti che non ne hanno qualche esempio nella loro produzione. Oggi, e per il resto della settimana, la carrellata artistica è quindi dedicata a questo tipo di lavori. Una vetrina settimanale con un collage e alcuni esempi di opere di Nino di MeiMa non è tutto qui: c'è molto di più... 

Quando frequentavo le scuole elementari e le scuole medie ero piuttosto bravo nel disegnare. Mi piaceva pure e quando potevo disegnavo (sulle agende a dire il vero ho disegnato sino all'altro giorno e ogni volta che mi trovo davanti un foglio bianco lo scarabocchio ancora). 

Purtroppo, però, non avevo molta fantasia visto che mi limitavo a lavori che avevano come soggetto delle baite in montagna, qualche strada di campagna, qualche catena montuosa, dei vasi di fiori e della nature morte. 

Le nature morte sono presenti anche nei lavori di mio padre. Lavori di vario genere e con tecniche diverse. Tele a olio, acquerelli, semplici disegni a matita. Disegni a biro. Disegni a china. Studi. Notes, fogli sparsi... 


Se ne contano parecchie insomma e so che ce se sono diverse anche presso privati in giro per il mondo. 

Ora, alcune di queste opere, sono state usate come ispirazione e sono già comparse nei racconti artistici pubblicati in questo ultimo anno (Sognare Picasso, Le uova del cuore). 

Facile farsi un'idea. Va aggiunto, tuttavia, che ce ne sono molte altre che potrei usare. Potrei usarne diverse per riprendere a scrivere degli altri racconti. 

Magari le stesse pannocchie che potete vedere nell'immagine allegate. Pannocchie prese dai campi dove da bambini ci si nascondeva a giocare ai cowboy. Un dipinto a olio che risulta difficile classificare. 

Ma questa ricerca tra i lavori di mio padre mi mette nature morte sotto gli occhi ogni giorno. Non ne conosco il motivo. 


Forse per la facile reperibilità dei soggetti dei lavori. Forse erano lavori che mio padre realizzava in casa nei periodi morti dell'anno, quando non aveva tempo e occasione per riprendere paesaggi all'aria aperta e ispirazioni in giro. 

Me lo vedo mio padre che dopo averci messo a letto, si mette lì, nella cucina trasformata in atelier e prende un'arancia o una mela e li ritrae dapprima con una matita, poi poco alla volta tutto acquista colore e il soggetto diventa vivo. 

Ma anche questa, come sapete, è una storia che ho già raccontato (La finestra del pittore). 



"Grazie a tutti per la lettura"

6 commenti:

  1. Adoro le nature morte olandesi. Autentiche foto. Non per nulla sono un fan appassionato dell'iperrealismo, un tipo di pittura a mio avviso fantastica, senza la giusta cassa di risonanza...

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    1. Invece io sono un po' distante dall'iperrealismo! :-D

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  2. I lavori di tuo papà sono fantastici ma questo te l'ho già detto.
    Le nature morte non mi ispirano particolarmente . Preferisco i paesaggi.
    Quanto a me, in disegno ero sempre sotto lo zero assoluto. Forse col chiaroscuro mi risollevavo un po'. Solo cche disegnavo sempre anfore ahahahahha

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    1. Be' di anfore ne ho disegnato pure io :-D
      Grazie

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  3. Non dipingo nature morte, non mi sono mai piaciute. Le uniche fatte risalgono alla scuola media, che non ho conservato per ovvi motivi 😅
    Buona serata.
    Marina

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