giovedì 19 luglio 2018

L'anti-biblioteca di Umberto Eco

Umberto Eco è di casa sul mio blog. Due articoli che parlano di lui: I 40 consigli di Umberto Eco e L’artiglio dell’inquisizione, sono ancora dei must di Otium e non passa giorno senza che abbiano qualche lettore. Ma non c'è da stupirsi, Umberto Eco ha dato tanto e tanto continua a dare alla cultura. Talmente tanto che anch'io ho deciso di farmi L'anti-biblioteca

Da quando ho iniziato a citare l'anti-biblioteca nei miei post è successo che non passa giorno che non veda un articolo sul web che me ne parli, cose da Legge di attrazione quasi. 

Ora io sono partito considerandola una creazione, o meglio un'invenzione di Umberto Eco, ma ho scoperto in seguito che il vero ideatore è stato Nassim Taleb (un altro di quegli autori utili a riempirla: l'anti-biblioteca). 

Ma veniamo al punto e cerchiamo di spiegare cosa si intende... 

L'anti-biblioteca non è altro che una collezione di libri non letti, quindi molto più importante di una biblioteca così come la conosciamo. 

Credo sia un qualcosa che tutti hanno in casa. Ecco perché ho deciso di crearne, metaforicamente, una anch'io. Nei prossimi giorni mi darò fare. Comincerò subito con spostare da una all'altra quei libri che non ho mai letto. 

Magari mettendoli in bella vista ci si rende conto di tutta l'ignoranza che ancora abbiamo da colmare (incolmabile). Non so, fatelo pure voi. 

Allestite anche voi un'anti-biblioteca. Magari un giorno faremo un sondaggio per verificare chi ce l'ha più voluminosa. A proposito il libro di Eco che segue è un'altro da anti-biblioteca: 

Fu allora che vidi il Pendolo. 
La sfera, mobile all'estremità di un lungo filo fissato alla volta del coro, descriveva le sue ampie oscillazioni con isocrona maestà. 
Io sapevo – ma chiunque avrebbe dovuto avvertire nell'incanto di quel placido respiro – che il periodo era regolato dal rapporto tra la radice quadrata della lunghezza del filo e quel numero π che, irrazionale alle menti sublunari, per divina ragione lega necessariamente la circonferenza al diametro di tutti i cerchi possibili – così che il tempo di quel vagare di una sfera dall'uno all'altro polo era effetto di una arcana cospirazione tra le più intemporali delle misure, l'unità del punto di sospensione, la dualità di una astratta dimensione, la natura ternaria di π, il tetragono segreto della radice, la perfezione del cerchio. 
Ancora sapevo che sulla verticale del punto di sospensione, alla base, un dispositivo magnetico, comunicando il suo richiamo a un cilindro nascosto nel cuore della sfera, garantiva la costanza del moto, artificio disposto a contrastare le resistenze della materia, ma che non si opponeva alla legge del Pendolo, anzi le permetteva di manifestarsi, perché nel vuoto qualsiasi punto materiale pesante, sospeso all'estremità di un filo inestensibile e senza peso, che non subisse la resistenza dell'aria, e non facesse attrito col suo punto d'appoggio, avrebbe oscillato in modo regolare per l'eternità. 
Umberto Eco - Il pendolo di Foucault 



"Grazie a tutti per la lettura" 

Fonti: L’importanza dei libri non letti

8 commenti:

  1. Ne ho diversi, ma il libro simbolo resta Cent'anni di solitudine, per ben tre volte "mollato" a pagina cento.. dev'essere una maledizione.. che debba saltarla quella pagina? Ed involarmi direttamente a pag centouno?

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  2. Ne ho una ben fornita, in casa, di antibiblioteche. Ma ho anche tutta l'intenzione di disfarmene di gran parte...

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  3. La mia antibiblioteca è inn camera da letto dentro due scatole di cartone: gli ultimi, o quasi, acquisti. Sarannno una cinquantina. Da Suskind (Profumo) a Banana Yoshimoto a,.... non me li ricordo più tutti.
    Sta calando però perchè ogni tanto pesco secondo l0estro del momento.
    Il pendolo di Foucault è uno dei pochi libri di Eo che non ho letto

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  4. Bellissima idea, anche simpatica! **

    Moz-

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