martedì 10 luglio 2018

Il romanzo videogioco

Un paio di sere fa mi è capitato di trovarmi davanti alla televisione a guardare un film tratto dal romanzo La via di fuga di James Dashner. Il film mi è parso la solita minestra costruita attorno a cliché super abusati. Il virus, le persone immuni, gli zombie, i buoni e i cattivi, il mondo in piena catastrofe e tribale. L'ho guardato solo per la curiosità di capire dove voleva andare a parare. Più che un film tratto da un romanzo sembrava un videogioco

Settimana scorsa ho sentito nominare per la prima volta James Dashner, l'autore dei romanzi della serie The Maze Runner. In realtà della sua narrativa non conosco assolutamente nulla, ma sono andato a curiosare il giorno seguente la sua opera e la sua biografia dopo aver visto un film tratto da un suo romanzo, un film dal mio punto di vista orribile. 

Ora mi auguro che la narrativa presa a riferimento sia diversa, anche se qualche dubbio non riesco a togliermelo. Insomma che i libri della serie di The Maze Runner non siano molto diversi dai libri di altre serie così di moda al giorno d'oggi non me lo toglie nessuno. 

I soliti eletti, i soliti personaggi immuni da virus, i soliti zombie, i soliti cattivi, il solito traditore, il solito falso buonismo, il solito paesaggio post-nucleare, le solite tribù in lotta, la mancanza di una vera introspezione. La solita brutta sensazione che sia più la sceneggiatura di un video gioco che un vero proprio romanzo

Ma naturalmente queste sono le impressioni che ne ho tratto guardando il film. 

Un film, giuro, che ho guardato soltanto per capire dove volesse andare a finire e vi confesso che alla fine non ho capito lo stesso nulla. 

Detto tra noi, mi auguro che il contenuto letterario sia molto di più, anche se leggendo questo incipit ho i miei dubbi. 

Prima che il mondo crollasse, lei gli parlò. 
Ehi, stai dormendo? 
Thomas cambiò posizione nel letto, era come se l'aria intorno si fosse solidificata e lo stesse schiacciando. All'inizio fu assalito dal panico: sbarrò gli occhi, immaginando di essere di nuovo nella Scatola, quell'orrendo cubo di metallo freddo che lo aveva portato nella Radura e nel Labirinto. Ma c'era una luce fioca, e poco a poco ovunque nell'enorme stanza comparvero macchie di ombre scure. Letti a castello. Cassettiere. I respiri leggeri e il rumore gorgogliante dei ragazzi che russavano in un sonno profondo.
James Dashner - La via di fuga 



"Grazie a tutti per la lettura"

10 commenti:

  1. INsomma, il solito young adult scritto per young cerebrolesi. Commercialate scritte senza nessun rispetto per l'intelligenza e la fantasia dei "giovani", fatti di rassicuranti cliché perché il lettore non abbia da pensare troppo.

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  2. Non ho letto i romanzi di quella serie ma sono opere "young adult" che negli adattamenti cinematografici sono concentrate sull'azione, senza reali approfondimenti. Nel primo film della serie c'è almeno l'elemento un po' originale del labirinto, il successivo è facile da confondere con altri film similari, tipo il secondo della serie Divergent, un'altra serie young adult.

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  3. Il genere attuale young adult è abbastanza così... io lo salto a occhi chiusi :)

    Moz-

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  4. Non ho letto il romanzo nè visto il film.
    Da come ne parli penso che non lo farò nemmeno mai! Voglio cose nuove, mentalmente stuzzicanti. La solita minestra riscaldata la lascio volentieri ad altri.

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  5. in effetti è spreco di energia guardare altre sue opere!

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