lunedì 16 luglio 2018

Il romanzo precursore della fantascienza italiana

Più di una volta sono andato a cercare voci e citazioni che mi dessero la possibilità di assegnare un bel Record Culturale a Emilio Salgari. Con Jules Verne è l'altro scrittore con cui sono venuto in contatto da bambino. Suppongo che se ora scrivo, ha qualche colpa. Così sono contento di assegnarli oggi il titolo per Il romanzo precursore della fantascienza italiana

Gli scrittori che più amavo da ragazzino erano gli scrittori presi a prestito dai film di avventura che passavano allora in televisione e al cinema dell'oratorio. 

Jules Verne, Jack London e naturalmente Emilio Salgari erano quelli che andavano per la maggiore. Inutile che vi stia a raccontare quali fossero le storie. Storie, credo, nella mente di quasi tutti i bambini di allora. 

Naturalmente è ovvio che personaggi come Sandokan e il Corsaro Nero, come il Capitano Nemo fossero i protagonisti dei miei giochi e che più di una volta avrei desiderato avere un cane come Zanna Bianca

Poi, crescendo questi autori diventano quasi di serie B, ma rimangono inculcati nella memoria e basta un nulla per riportarli in vita. 

Ecco, più di una volta ho cercato di parlare di questi autori nei miei post. Alcune volte ci sono riuscito. E più di una volta ho cercato voci e notizie per inserirli nei miei record culturali. 

Perciò sono molto contento oggi di poter citare Salgari come colui che ha scritto Il romanzo precursore della fantascienza italiana

Un romanzo del 1907 dal titolo Le meraviglie del duemila. 

In esso Salgari racconta la storia di due uomini che grazie alla scoperta di un principio attivo preso da una pianta di origine esotica possono viaggiare nel tempo. 

Un libro ricco di meraviglie come dice il titolo ma che anticipa pure problematiche come l'inquinamento e il terrorismo e tecnologie come la televisione. Un romanzo che potete trovare e leggere per intero su Wikipedia

Per farlo vi basta seguire le tracce che ho disseminato. 

Il piccolo battello a vapore che fa il servizio postale una volta alla settimana, fra Nuova York, la più popolosa città degli Stati Uniti d’America settentrionale e la piccola borgata dell’isola Nantucket, quella mattina era entrato nel piccolo porto con un solo passeggero. 
Accadeva spesso, durante l’autunno, terminata la stagione balneare, che rarissime persone approdassero a quell’isola, abitata solo da qualche migliaio di famiglie di pescatori che non s’occupavano d’altro che d’affondare le loro reti nei flutti dell’Atlantico. 
Emilio Salgari - Le meraviglie del duemila 



"Grazie a tutti per la lettura" 

Fonti - Emilio Salgari

8 commenti:

  1. Ah, vedi tu. Non lo conoscevo questo romanzo... interessante. Salgari stava davvero un passo avanti^^

    Moz-

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    1. già, e come spesso succede era incompreso e sfruttato

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  2. Sarà che son femmina ma ho sempre trovato Salgari un po' troppo truculento per certi versi. Anche quando lo leggevo con la figlia, libri di suo padre quindi "antichi" e semidistrutti, non lo abbiamo mai amato troppo.

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  3. Nonostante mio nonno mi regalasse un'opera di Salgari a ogni compleanno, alla fine l'unico suo libro che sono riuscito a portare a termine è stato "La scotennatrice". Con Sandokan e compagnia mai nessun feeling. I miei miti erano Andersen, London e Edgar Rice Burroughs.

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