domenica 29 luglio 2018

Elogio del pomodoro

Ho cercato tra i contenuti del mio blog la presenza dei termini "pomodoro" o "pomodori". Volevo fare un elogio di questa bacca e pensavo che fossero presenti più articoli su Otium. Ce ne sono. Ci sono sì diversi post che ne parlano ma solo tre sono riconducibili alla vera cucina letteraria della domenica: A pranzo nel romanzo Il giardino dell’Eden, La pappa al pomodoro di Ray Bradbury e Benvenuti in casa Esposito a pranzo con Marina... 

Sul mio blog ci sono due post suggeriti da due dei miei autori preferiti e un Guest post di una cara amica in cui è presente la voce pomodoro (una di queste, quella con Hemingway la rimando alla fine). 

Poi ci sono tutta una serie di altri post: Cinque alimenti di cui non posso fare a meno, Cinque piatti estivi per scrittori e blogger e forse anche dell'altro, magari mischiato con altri alimenti. 

Ho cercato anche di vedere se qualche scrittore ne aveva parlato nel passato andando indietro sino alla loro scoperta e non ho trovato nulla di specificatamente letterario. E me ne dispiace. 

Insomma un po' poco per uno come me che ha una vera passione per questo tipo di bacca. 

Dovete sapere che io amo i pomodori. Ne mangio ogni giorno e non devono mai mancare. Funzionano tutti. 

Che siano Ciliegino, Datterino, Cuore di Bue, Ramato o San Marzano non cambia. Non devono mancare sulla mia tavola. Mi piacciono crudi, ma li apprezzo anche cotti. Ma piacciono come condimento per la pasta e anche con i risotti. 

Ultimamente ne vado ghiotto fatti in insalata con le cipolle. Ribadisco possono mai mancare sulla mia tavola. Funzionano anche come rompi pasto pomeridiano e pre serale così senza niente. 

Mi piacciono da soli con il pane raffermo e l'olio extravergine di oliva. Io amo i pomodori. Non ricordo un periodo della mia vita in cui non sono stati apprezzati. Li ho cercati in quasi tutti i posti dove sono stato. Sempre. 

Per fortuna abbiamo scoperto l'America. 

... Il gazpacho arrivò in una grande scodella con ghiaccio che galleggiava con le fette di cetriolo croccante, pomodoro, pane all'aglio, peperoni verdi e rossi, e il liquido pepato con grani grossi che sapeva leggermente di olio e aceto... 
Ernest Hemingway - Il giardino dell’Eden 



"Grazie a tutti per la lettura" 

P.S. - Ho cercato dei pomodori dipinti o disegnati anche tra i lavori di Nino di Mei. Ora non credo che ci siano davvero nella tela che ho inserito ma come direbbe Jack Barnes: "È carino pensarlo".

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