domenica 10 giugno 2018

Scoperte alimentari

Era la fine degli anni ottanta e l'inizio della primavera. Mi trovavo in una grande villa nella bassa Brianza per la presentazione di un plotter. Allora mi occupavo di CAD. A mezzogiorno, circa, ci fu un pranzo di lavoro. Non ricordo tutti i piatti che furono messi in tavola dagli addetti della società di catering incaricata, ricordo però che tra gli antipasti furono servite delle fette di salame con delle fette di frutta dal colore verde. Erano dei kiwi, prima di allora non sapevo della loro esistenza. 

La mia giornata prende il via sempre con una spremuta di frutta, segue una tazza di caffè o a volte del tè, del cioccolato fondente amaro, del pane integrale, del formaggio di qualche tipo e degli affettati di qualche genere, a volte magari ci sta una brioche o una fetta di torta di mele (specialmente nei giorni di festa, quando c'è più tempo). 

Sempre, dico sempre, termina con un paio di kiwi. Non so da quanto tempo inizio così la mia giornata ed è impensabile evitare di cominciarla senza la colazione. 

Posso saltare il pranzo o la cena, posso fare a meno di mangiare per quasi tutta la giornata ma non posso saltare la colazione, mai, e non posso terminare la mia colazione senza due kiwi. 

Mai e poi mai. 

Posso scegliere tra una spremuta di arancia o di pompelmo. Posso scegliere tra caffè e tè. Posso variare con il dolce e il salto, ma non posso rinunciare ai kiwi ormai. Si tratta di un qualcosa di più forte di me, sebbene li abbia scoperti molto tardi. Ma dopo la loro scoperta non sono più mancati. 

Non possono mancare e a volte mi risolvono anche la cena, perché oltre a sposarsi a meraviglia con il salame e altri tipologie di affettati se la cavano molto bene anche con i formaggi. 

Certo, non sono nulla di particolare a dire il vero e ancora non mi si spiegare il bisogno di averli in tavolo ogni giorno. Non sono di certo una golosità. Forse è una quelle cose che nascono così nella vita e non si spiega il motivo del perché ci sono... 

Però ci sono. 

Forse mi fanno star bene fisicamente. Perché vi posso giurare che da quando li mangio non mi sono mai più ammalato. Può darsi anche se magari non dipende da loro. Magari sono dei frutti che danno assuefazione... 

O magari c'è dell'altro. 

Strane queste scoperte alimentari



"Ringrazio tutti per la lettura"

8 commenti:

  1. Mi hai fatto venire in mente una mia scoperta rivelatrice.. ricordo che eravamo in treno e un mio collega mi offrì un mandarino. Gli dissi non grazie, non mi piacciono i mandarini e non sopporto i semi.
    "Ma questo non è un mandarino, questa è un clementina: altro sapore e niente semi"
    Da allora mi si aprì un orizzonte fino ad allora sconosciuto.. e ne diventai un consumatore folle...

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  2. È appunto negli anni 80 che in Italia sono comparsi i primi kiwi,ricordo che erano cari e si vendevano non è chilo ma a pezzo, 1000/1200 lire ciascuno e si affettava sottilmente 😉buona domenica Ferruccio!

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  3. Beh, una colazione davvero sostanziosa, ci sta tutta per affrontare la giornata :)

    Moz-

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  4. Ma come fai a mangiare tutta quella roba al mattino? No, non ce la faccio. Due caffè a digiuno (lo stomaco non ringrazia molto ma io mi devo svegliare).
    Colazione dopo un paio di ore a volte a pranzo :)
    Io ho scoperto recetemente le nespole e i frutti della passione, Ma non ne sono "dipendente".
    Marina ha ragione. Li vendevano a numero e ogni kiwy costava un capitale..

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    Risposte
    1. No, io devo mangiare! :-D

      Le nespole le conosco, i frutti della passioni li ho sentiti nominare

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