martedì 19 giugno 2018

Mi chiamo Valerio Massimo Manfredi

Nino di Mei
Vi devo dire che Il titolo di questo articolo si è scritto da solo: "Mi chiamo Valerio Massimo Manfredi e sono uno scrittore". Non ho pensato neanche un minuto a usarlo. In effetti cosa ci può essere di meglio per svolgere un'inchiesta sullo scrittore e divulgatore emiliano se non in questo modo? 

Mi pare di avere in mente due titoli inerenti alla produzione dello scrittore Valerio Massimo Manfredi: L'armata perduta e L'ultima legione

Il primo titolo credo sia legato al battage pubblicitario promosso, qualche tempo fa, sui canali televisivi. Il secondo titolo invece è legato alla visione del film L'ultima legione

Ecco ora credo sia il secondo romanzo citato ad aver suggerito il titolo del post, anche se è evidente il richiamo a un altro film, ben più famoso e mitico. 

Purtroppo, il punto dolente, consiste nel fatto che non ho mai letto nessun lavoro di Valerio Massimo Manfredi. Non mi è mai capitato, benché la tipologia dei suoi romanzi incontri i miei favori. Insomma è facile trovare nella libreria di casa mia romanzi storici che hanno come protagonisti centurioni, legionari o addirittura opliti di epoche più antiche. 

In realtà vi devo confessare per qualche periodo di tempo ho anche cercato i libri di Manfredi, ma mi sono sempre sfuggiti tra le mani. Nessuno me ne ha mai regalato una copia e men che meno ne ho vinte copie in giro. Perciò, abbiate pazienza se non ho molto da dire in merito. 

Credo che non bisogna farsi neppure troppe idee per come mi è apparso il film tratto da un suo romanzo. 

Perciò lascio a voi la parola. Se lo avete letto e qualche libro vi è piaciuto in maniera particolare segnalatelo. Se il suo stile di scrittura vi piace segnalatelo. Se mi sono perso qualcosa fatemelo sapere. Lo spazio come al solito lo avete. A proposito... 

Dertona, campo della Legione Nova Invicta, 
Anno Domini 476, ab Urbe condita 1229. 
La luce cominciò a penetrare la nube che copriva la valle, e i cipressi si ersero d'un tratto come sentinelle sul crinale dei colli. Un'ombra curva sotto un fascio di sterpi apparve al limitare di un campo di stoppie e subito si dileguò come un sogno. Il canto di un gallo risuonò in quel momento da un casolare lontano annunciando un giorno grigio e livido, poi si spense come se la nebbia lo avesse inghiottito. Solo voci d'uomini attraversavano la bruma. 
Valerio Massimo Manfredi - L'ultima legione 



"Ringrazio tutti per la lettura" 

P.S. - Non sapevo che immagine allegare, poi mi sono ricordato di questi legionari su tela.

8 commenti:

  1. Letto qualcosa una ventina d'anni fa, dimenticabile.

    Moz-

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  2. Mai letto! Non è propriamente il mio genere.
    Ho uno o due ebook che mi passò la figlia ma sono ancora lì in attesa.

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  3. Scusa se non c'entra niente. Ma vedo il tuo banner in inglese.
    E' normale?

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  4. Ho letto l'ultima legione e non ho visto il film. Poi letto anche il Tiranno (nella Siracusa al tempo di Dionisio. Mi son piaciuti entrambi. Lui è molto più meticoloso di altri dal punto di vista storico, della lingua, degli usi e dei costumi; pertanto a volte può sembrare un po' più pesante e meno fluido. Posso dire anche che faticai a finire il Faraone delle Sabbie. Credo che il meglio lo dia quando narra "cose antiche". Ho sempre desiderato prendere Chimaria, ambientato in Etruria ai giorni nostri (insomma, 15-20 anni fa), ma è un desiderio per ora inevaso.

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    Risposte
    1. Grazie Massimo... A proposito domani c'è un post sul mondiale

      In questo primo turno per esempio avremmo assistito a una sfida tra lo scrittore giapponese Mishima e il colombiano Garcia
      Marquez. Oppure avremmo potuto vedere uno scontro tra lo spagnolo Manuel Vázquez Montalbán e il portoghese José Saramago. Tra l'egiziano Mafuz e l'uruguaiano Mario Benedetti.

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