giovedì 14 giugno 2018

La vitalità in rete

Senza voler fare un post statistico, sebbene abbia usato nelle etichette in fondo all'articolo proprio la voce "statistiche", oggi vi voglio parlare della vitalità in rete. Cercate di capirmi. Non voglio accennare a visite, a frequenze di rimbalzo e quant'altro si lega al campo statistico di un sito web ma voglio dirigere lo sguardo a quell'aspetto della rete che consiste nel farsi vedere e non sparire, se si vuole davvero mostrare una vera identità. 

Mi spiace vedere blogger che spariscono. Rimango perplesso di fronte a determinate dinamiche. Mi spiace vedere blog che abbassano le serrande come se fossero startup fallite. Che si tratti di un fatto che accade di colpo e che si sviluppi in tempi più lunghi, mi spiace e mi dà fastidio. 

Mi spiace trovare persone che abbandonano all'improvviso passioni e rapporti. Mi spiace quando scopro qualcuno che non crede nelle potenzialità enormi della rete e se ne allontana deluso e insoddisfatto. 

Mi pare però di aver capito che nella maggioranza dei casi, o almeno così mi è parso, chi se ne allontana lo fa perché - parlando di lavoro - non ha un riscontro e un tornaconto economico e ciò è ancora più triste e mi spiace ancora di più. 

In questi anni ho conosciuto molta gente e molti blogger che hanno letteralmente cambiato il modo di rapportarsi con la rete. e spesso all'improvviso. 

Gente che dal distribuire tutto gratuitamente e giornalmente e con passione e impegno e con un certo tipo di tornaconto, ora si ripresenta ogni tanto e in quell'ogni tanto soltanto per cercane di spennare qualche euro ai poveri polli che credono ancora in qualche tipo di integrità remota. 

Mi spiace vedere come sia sparita in larga parte quella vitalità che contrassegnava i blog dei primi tempi. Vedere come in alcuni casi l'avidità abbia sostituito il gusto di fare un determinato tipo di blogging e come si sia perso l'identità, da parte di molti. 

Ecco l'identità. 

Credo sia l'identità a caratterizzarci ed è l'identità il primo aspetto da sviluppare per avere un determinato tornaconto e posto ben preciso in rete. Bisogna essere più che mai identificabili e non dimenticare di possedere una voce personale che metta certi valori in evidenza. 

Non bisogna dimenticare di essere presenti e mai e poi mai solo in maniera saltuaria. Non dimentichiamoci che in rete ci guarda gente che spesso neppure immaginiamo. E il nostro comportamento vitale è fondamentale. 



"Ringrazio tutti per la lettura"

15 commenti:

  1. Io ti ammiro per costanza, contenuti e tenacia. E non tralascio una dose di sana invidia.. ;)

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  2. A tal proposito, non si ha idea di quanti blog abbiano chiuso bottega l'ultimo mese per paura del famigerato GDPR.
    E siamo punto e a capo, se avessero amato davvero quello che facevano, avrebbero cercato una soluzione.

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  3. Il paradosso è che ci sono blogger che perdono la loro identità pensando di ottenere guadagni quando in realtà è la loro identità a determinare il loro successo distinguendoli dagli altri blog.

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  4. Ferruccio, il tuo post affilato entra preciso e puntuale, proprio in un periodo di riflessione sulla presenza in rete del mio blog ('presenza' perchè di vitalità non posso parlare, data la frequenza delle pubblicazioni). Grazie!

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    1. Tu hai sempre usato una tua metodologia di presenza in rete e credo che sei più che riconoscibile. Sei esattamente la stessa persona che ho conosciuto qualche anno fa con qualche anno di esperienza in più.

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    2. E poi ho usato il temine "blog" ma vale anche per i social e il resto della comunicazione in rete e tu sei ben presente

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  5. Ce ne sarebbero di cose da dire, sul blogging.
    È comunque una cosa in evoluzione, che tiene botta nel tempo ma contemporaneamente si contamina con altro; cambia, e giustamente. Alcuni bloggers non li ho mai capiti, però. Da sempre.

    Moz-

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  6. Sono sul web dal dicembre 2012, apertura del mio blog. Col tempo ho preso più confidenza ma sono e resto sempre la solita casinara che saltella come un canguro da una cosa all'altra. Sul blog come nella vita. Odio le cose ripetitive.
    Sono cambiata anch'io, è vero, ma la scrittura ha un che di terapeutico a livello di conoscenza personale, a mio avviso.
    Poi si invecchia, si imparano cose nuove, si fanno scoperte notevoli. Si evolve come dice Miki.
    Nonostante tutto si deve continuare a divertirsi. Si deve continuare a coltivare la passione dell'inizio.
    Penso che sia la passione unita all'essere se stessi che a lungo andare paga. Perchè, come lettrice di altri blog, torno sempre sui blog dove mi sento bene, che ritengo curiosi, interessanti, colti o divertenti. E soprattutto seìho l'impressione che dietro alle parole scritte ci sia una persona che veramente pensa e ragiona su ciò che pubblica. Una persona che non interpreta un ruolo ma dichiara anche senza voce Io sono così. Questo/a sono io.
    Buon pomeriggio

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    1. Sì, una persona che non interpreta un ruolo
      Grazie Pat

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  7. Il mio blog è in piedi dal 2010. Non penso di essere arrivato a 300 post. Sono un blogger per gioco, a volte scrivo più di un post al giorno, a volte sto in silenzio per mesi. Io a ricordare solo quando sono ispirato e quando la famiglia, lavoro, salute me ne Las iano il tempo.
    Sai quante ispirazioni ho lasciato correre... Non avevo tempo per metterle su .... Carta

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    1. Ma sei ancora in piedi.... e non hai falsato il tuo modo di essere

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