martedì 15 maggio 2018

Non chiamiamole recensioni

Sul mio blog non faccio recensioni. A volte mi limito a dire che un libro mi è piaciuto in maniera soggettiva. Quasi mai mi permetto di stroncare qualcosa che non mi è andato a genio. Credo che per fare recensioni riguardo ai libri bisogna essere dei professionisti della scrittura, ma sopratutto bisogna possedere una cultura non alla portata di tutti. Per questo trovo ridicole la maggior parte delle recensioni che trovo in rete. Non posso, per esempio, stroncare un racconto perché un nativo americano non si comporta come un ragioniere del giorno d'oggi o trovare ridicolo un legionario perché non si comporta come un marine. Non chiamiamole recensioni in casi del genere. 

Ho fatto ben poche recensioni in rete e se dovessi tornare indietro non le rifarei più. Se da qualche anno sono ben cosciente di non avere i requisiti culturali e professionali per poterle redigere, in passato sono caduto anch'io in questa specie di trappola usata spesso per farci voler bene o per darsi un'aria particolare in determinati ambienti. 

Purtroppo non mi piacciono la maggior parte delle recensioni che leggo in rete. Al di là che molte sono fatte per farsi amico questo o quest'altro autore, trovo insopportabile che il nostro gusto personale si senta in dovere di assegnare stelle a destra e manca quando il più delle volte siamo in grado di valutare soltanto un aspetto marginale di quella determinata storia. 

Insomma per conto mio non è sufficiente essere in grado di trovare un refuso o un verbo sbagliato o la punteggiatura fuori posto per darci la facoltà di trovare sbagliate e fuori anche la capacità di empatia della protagonista o del protagonista della storia quando non abbiamo lo spessore culturale per quantificare la qualità di un testo. 

Come posso permettermi di dare giudizi su Il nome della rosa di Umberto Eco se non ho studiato per anni e anni il periodo storico preso in considerazione? 

Come posso demolire Fiesta o Il grande Gatsby se non ho respirato i vizi e i pregi di quegli anni? 

Lo stesso vale, anzi vale ancora di più, per storie di scrittori non così affermati. Vale anche per le storie dei cosiddetti scrittori emergenti. 

Molte volte i racconti e i romanzi nascono da vissuti e convinzioni assolutamente sconosciuti per noi e sono proprio questi particolari a dare il vero valore aggiunto a una determinata opera. 

Perciò potete capire il mio disappunto quando dei semplici lettori si permettono di demolire per troppa autostima personale e soggettiva, il più delle volte senza averne le facoltà, dei racconti che per qualcuno è costato fatica e sudore. 

Recensire non può e non deve essere un semplice passatempo, e non deve essere a portata di chiunque: un libro o un racconto per qualcuno è tutta una vita. 



"Ringrazio tutti per la lettura"

26 commenti:

  1. Per massacrare alcuni autori, però, credo che sia sufficiente del comune buon senso. ;)

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    1. Sì, in alcuni casi, però credo sia molto vero quello che ho scritto.

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  2. Non ho mai sopportato, e non sopporterò mai, il sistema delle recensioni online, per ogni cosa, non solo romanzi o racconti. Basta avercela a morte con qualcuno per stroncarlo senza pietà; ho visto locali di eccellente qualità arrivare a un passo dalla chiusura perché sono stati stroncati su trippa advisor; ho visto un'azienda produttrice di videogiochi chiudere bruscamente tutto il supporto a un suo prodotto perché una marea di webeti hanno deciso che quel gioco faceva schifo. Alla fine della fiera, quelli che vivono meglio, qualunque sia il loro campo, sono quelli che a ragion veduta ignorano completamente il sistema di recensioni online.

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  3. Uno scrittore riesce difficilmente a giudicare un altro scrittore.
    Entrano in campo passioni, invidie, chiusure ideologiche ecc.
    Se penso che Vittorini (che proprio un fesso non era) giudicò non pubblicabile un romanzo che un certo Tomasi gli aveva spedito da Palermo...

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    1. Questo è un esempio e suffraga ciò che ho scritto

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  4. Hai sollevato un problema delicato. Innanzitutto qual è la differenza tra recensione, impressioni, segnalazione e pubblicità (e magari aggiungi pure altri modi di parlare di un'opera)? Ho letto opinioni discordanti sulle varie definizioni.

    Personalmente, di solito definisco recensioni quelle che scrivo su romanzi, racconti e occasionalmente serie televisive. Tuttavia, in quest'ultimo caso ultimamente definisco impressioni quelle che scrivo sui singoli episodi perché sono più orientate alle sensazioni soggettive che provo dopo averli visti.

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    1. Io sul tuo blog leggo "recensioni" da quando lo conosco. E non ne vedo una ogni tanto per farti bello. Forse rientri tra coloro che se lo possono permettere, perché anche quello che recensisci ha molto a che fare con la tua professionalità. Be' non vai a caso e mi sembri anche molto indipendente!

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  5. Sono d'accordo con te sul fatto che le recensioni non dovrebbero essere alla portata di tutti, soprattutto di coloro che lo fanno in anonimato. E purtroppo oggi il web ha peggiorato le cose in questo senso. Credo però che la critica sia necessaria per crescere e migliorare, soprattutto nel campo dell'arte della scrittura, dove i critici sono le nostre "sentinelle" (in quanto lettori), pronte a scendere in campo e sfidare gli autori improvvisati. Quelli bravi, invece, non temono le critiche, poiché, con loro o senza di loro, vendono uguale.

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    1. Discorso che non fa una grinza, Vincenzo. Alla fine la vedi come me!

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  6. Buongiorno...

    Spinge molto sull'onestà intellettuale questo post..partendo da se stesso per darne esempio....e questo non la rimpicciolisce affatto,anzi amplifica la realtà per ciò che è....e mi permette di esserci e di leggerla ogni giorno...

    Ho tra le mani il libro "di fiato d'amore e vento".... Volevo farne una recensione personale e metterla al corrente:-)...

    Credo che si scambi spesso un ruolo per un altro,un termine per un altro...le mie impressioni o sensazioni soggettive e personali non credo debbano passare per " recensioni"...La cultura va spesso mescolata ad una "non conoscenza"... e peggio ancora se lo si fa per denaro o di proposito nel danneggiare moralmente qualcuno..

    L.

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    1. Infatti non bisogna confondere i termini. Scrivere un post e dite che un libro mi è piaciuto o meno ci sta. Ma farne una valutazione critica è molto più complesso.

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  7. Diciamo che le recensioni bisogna saperle fare, nel senso che bisogna mantenersi umili (hai citato Il nome della rosa e tutto il suo corollario) e bilanciati.
    Io le faccio a modo mio, fin dove mi è possibile.
    Stroncare? Sì, se necessario... :)

    Moz-

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    1. Bisogna saperle fare, ecco. Io per esempio non le so fare. E senza dubbio "l'umiltà" fa tanto ma è una contraddizione anche di termini con la critica stessa. Di solito che fa "recensioni" senza umiltà e il primo che non dovrebbe farle :-D

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    2. Bisogna saper criticare e/o apprezzare all'occorrenza. Per esempio, sei stato bravissimo Miki, sei stato capace di far sorridere Ferruccio, il ché non è da tutti ... :-D

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  8. Ciao Ferruccio, come ti ho scritto su g+, continuo a dire che quando parlo di un libro che ho letto esprimo soltanto le mie emozioni, le mie sensazioni. Quello che ho provato io durante la lettura e che può essere in disaccordo con quello che hanno provato altri. Dipende sempre dal vissuto personale, dallo stato d'animo del momento.
    Demolire qualcuno no. Chi sono io per farlo? Non sono un critico letterario, semplicemente una persona a cui piace leggere e parlare di ciò che ha letto ma che assolutamente non crede che le sue idee siano verità assoluta.
    Per fare recensioni vere non ho nè capacità mie personali nè studi.

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  9. "Chi mi conosce bene sa quando sia umile e generoso nel rapportarmi con le persone con cui entro in empatia e con le cose."

    Beh sono sue parole.... e se l'umiltà è collegata ad un recensore....indovini un po'....!!

    L.

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  10. Neanche io ho mai fatto recensioni letterarie, anche se mi è capitato spesso di parlare sul blog dei miei libri preferiti.
    Un po' diverso il discorso sul cinema, dove mi considero in possesso di strumenti più adeguati, sebbene anche in questo caso quel che mi interessa proporre non è tanto la recensione quanto piuttosto l'analisi del film.

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    1. Hai parlato con il piglio che dico io, grazie Ivano

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  11. Decisamente un recensore deve avere una gran competenza e saper scrivere. Ma comunque un recensore si espone e leggendo quello che scrive si capisce se è competente o no e se quindi la sua recensione è o meno da prendere in considerazione.
    Per non parlare poi delle ""recensioni"" (tra 4 virgolette) che si leggono su Amazon: sgrammaticate, di due righe, che dicono cose del tipo:"il libro mi ha tenuto inkiodato dalla prima all'ultima pagina."

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    1. Una brutta abitudini che è nata con l'alba, purtroppo, dei blog e dei forum dove tutti si sentono in dovere di fare i maestri!

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