sabato 28 aprile 2018

Storia d'amore

Nino di Mei
Il racconto di questa vetrina settimanale si intitola Storia d’amore. Lo spunto di partenza è un quadro dipinto con i colori a olio di Nino di Mei. Più che una Storia d'amore, una metafora dell'amore. Buona lettura… 

Al posto dei fiori pensò di regalarle un quadro. Lo comprò in una galleria d’arte della città. Gli costò un terzo dei suoi risparmi. Scelse una tela con pittura a olio che ritraeva una scena di corteggiamento. Gli sembrava il regalo più adatto per fare colpo. 

L’uomo passò a ritirare l’opera la sera stessa della festa. Ascoltò i consigli del gallerista, lo pagò e se ne uscì dal negozio con la tela sottobraccio. La adagiò sui sedili posteriori dell’auto in modo che non potesse muoversi e uscire dal cartone durante il tragitto. Poi si mise al volante e si diresse verso la casa della ragazza in centro. 

Si fermò sul piazzale, smontò e osservò l’entrata del palazzo illuminato poco più avanti. Poi guardò in alto verso l’appartamento. Non vide nessuno alle finestre, soltanto stelle nel cielo. Controllò le auto in sosta per risalire ai proprietari e a chi avrebbe trovato alla festa. Non ne riconobbe una. 

Sorrise e spalancò la portiera posteriore. Si chinò e afferrò la tela, richiuse la macchina, attraversò la strada e andò a suonare al citofono. 

La ragazza lo aspettava. Aprì e gli disse di salire. 

L’uomo entrò, passò davanti alla portineria e superò i tre scalini dell’atrio. Si fermò dapprima sul pianerottolo. Premette il pulsante di chiamata dell’ascensore, ma non attese il "bling" d’apertura della porta, cambiò idea e imboccò le scale. 

Salendo nella tromba del palazzo pensò alla ragazza e poi pensò al quadro e poi pensò ancora alla ragazza che guardava il quadro. 

Scosse il capo. Magari aveva esagerato. Magari la ragazza neppure capiva qualcosa d’arte e non lo avrebbe apprezzato. Avrebbe dovuto scegliere qualcosa d’altro e non farsi guidare dall'istinto. Magari avrebbe potuto regalarle un gioiello, alle donne piacevano sempre. Ne avrebbe trovati di più economici. Forse avrebbe dovuto regalarle un gingillo elettronico. 

L’arte non era mai facile da capire. 

Pensa a Van Gogh, si disse. Pensa a Edward Hopper. 

Avrebbe dovuto comportarsi come gli altri ragazzi. Alle donne non piacevano le cose complicate. 

L’arte e i quadri erano una cosa complicata. Avrebbe dovuto regalarle un set di trucchi e una palette con tutte le sfumature possibili di ombretti. Un qualcosa da portare in vacanza nei giorni estivi. 

Un quadro non si poteva portare al mare il mese di agosto. Un quadro era soltanto un qualcosa di bello da guardare e osservare a lungo e con pazienza senza rischiare di farsi male agli occhi. 

Udì qualcuno sulle scale e la musica nell’appartamento. 

Si sentì chiamare. 

Era lei. 

Rispose. 

«Come mai non sei salito in ascensore?» chiese la ragazza. 

Lui non disse nulla. Salì gli ultimi scalini. 

Lei lo aspettava con un’amica sul pianerottolo davanti all'entrata dell'appartamento. Sorrise quando lo vide. 

Lui baciò l'amica e lei sulle guance. «Tieni!» disse e le porse la tela prima di entrare. 

«Oddio!» esclamò la ragazza. «Tu sei pazzo!» 

«Non del tutto!» 

«Cos’è?» 

«Togli il cartone e vedrai, spero ti piaccia.» 

Entrarono. In salotto c’era gente. L’uomo salutò qualcuno con la mano, mentre la ragazza si diresse in cucina. 

La seguì con lo sguardo per un istante. Avrebbe voluta seguirla a lungo per poter vedere la sua faccia mentre toglieva il quadro dal cartone. 

Adesso gli sarebbe piaciuto cogliere la sua espressione nel momento in cui contemplava e ammirava la tela, ma non lo fece e si appoggiò allo stipite della porta a guardare chi ballava in salotto. 


Vi voglio bene. 

Grazie.

9 commenti:

  1. Buongiorno!

    Mi tocca fantasticare sul seguito....però dai vorrei sapere se lei ha apprezzato o meno :-)

    Perché non scrive dei racconti a puntate?

    Chiedo scusa... Molto bello ,soprattutto il r
    la scelta istintiva del quadro,che resta comunque bella perché autentica,questo dovrebbe essere già di per se valorizzato nel suo racconto come nella realtà!!

    L.

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    1. No a puntate, no. Penso tuttavia che questi racconti dovrebbero essere letti tutti insieme, altrimenti in alcuni casi perdono potenza

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  2. bello certo, ma qui ci vuole per forza il seguito!!!

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  3. ovviamente il fatto che alle donne piacciono solo cose semplici era una congettura del personaggio!!!!! spero proprio che non sia anche tua ah ah ah!!!! io adorerei un quadro come regalo!!!

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    1. Bravissima! Per forza! Il protagonista ha sempre avuto a che fare con donne che non sanno cosa sia l'arte!

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  4. E' proprio il finale in sospeso che colpisce. Tutto il racconto è bello. Le paure, i dubbi, le incertezze del protagonista sono ben descritti ma adesso tocca al lettore fantasticare sulla ragazza. Come avrà accolto il regalo? Ne sarà stata felice? O al contrario avrà fatto una espressione stranita e perplessa? In fondo di lei non conosciamo nulla.
    Mi è piaciuto

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