lunedì 16 aprile 2018

L'inventore del termine distopia

Per distopia, nel mondo letterario, si intende un'ipotetica società dove l'inclinazione sociale, quella politica e anche quella tecnologica il più delle volte ha delle connotazioni negative. In parole povere potrebbe essere intesa come il contrario di utopia. Ora la narrativa mondiale è piena di esempi sul genere e per i record culturali odierni siamo andati a recuperare L'inventore del termine distopia

Alla fine di questo articolo c'è l'incipit di Fahrenheit 451 dello scrittore americano Ray Bradbury: una delle più famose distopie letterarie di sempre, ma non la sola. 

L'elenco infatti è lungo. Molto lungo. 

Si parte da I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift a La macchina del tempo di H.G. Wells. Da Il mondo nuovo di Aldous Huxley a i Paria dei cieli di Isaac Asimov

E poi Il signore delle mosche di William Golding, Io sono leggenda di Richard Matheson.  Sino a La strada  di Cormac McCarthy. Solo per citare alcuni titoli, tra quelli che ho letto io. 

Naturalmente ho letto anche 1984 di George Orwell, forse la distopia più celebre. 

Ora, per questo lunedì, mi sono trovato inaspettatamente tra le mani L'inventore del termine distopia

Ora, secondo l'Oxford English Dictionary, il termine distopia fu coniato nel 1868 dal filosofo britannico John Stuart Mill che lo prese a prestito dalla cacotopia di Jeremy Bentham... 

Non c'è altro da aggiungere, se non il nome e spero sia sufficiente per i Record Culturali. Se volete potete nei commenti mettere il titolo di una distospia che vi ha colpito. Insomma a mo' di sondaggio. 

Suggeritemi una distopia che dal vostro punto di vista andrebbe letta e ora come scritto all'inizio ecco l'incipit:

Era una gioia appiccare il fuoco. 
Era una gioia speciale vedere le cose divorate, vederle annerite, diverse. Con la punta di rame del tubo fra le mani, con quel grosso pitone che sputava il suo cherosene venefico sul mondo, il sangue gli martellava contro le tempie, e le sue mani diventavano le mani di non si sa quale direttore d'orchestra che suonasse tutte le sinfonie fiammeggianti, incendiarie, per far cadere tutti i cenci e le rovine carbonizzate della storia. Col suo elmetto simbolicamente numerato 451 sulla solida testa, con gli occhi tutta una fiamma arancione al pensiero di quanto sarebbe accaduto la prossima volta, l'uomo premette il bottone dell'accensione, e la casa sussultò in una fiammata divorante che prese ad arroventare il cielo vespertino, poi a ingiallirlo e infine ad annerirlo. 
Ray Bradbury - Fahrenheit 451 

Vi voglio bene. 

Grazie. 

Fonti - Distopia

12 commenti:

  1. Eccone una attuale:
    "Vinsero le elezioni e fiduciosi nel buon senso comune si accinsero a formare un governo saldo e duraturo"

    Si lo so.. troppo facile.. ahahah

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  2. La Svastica Sul Sole e Il Racconto Dell'ancella non posso mancare nella lista. :-)

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  3. Eggià, fu proprio Mill, che parlava di libertismo...!^^

    Moz-

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  4. "Largo! Largo!" di Harry Harrison, adattato nel film "2022: i sopravvissuti".

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  5. "Conviene far bene l'amore" di Pasquale Festa Campanile. Su una società futura in cui è ammesso solo il sesso e i sentimenti sono banditi. Anche se il film omonimo, sempre diretto dallo scrittore, è migliore del libro.

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