domenica 22 aprile 2018

Il cibo senza qualità

Vienna è tra le città estere che più ho visitato. Viene subito dopo Barcellona e Madrid, ma prima di Praga e Berlino. Ci sono stato sei volte. Vienna è pure una delle città - per me - più suggestive dal mero punto di vista letterario, non a caso ho scimmiottato il titolo di questo post con il titolo dell'opera di uno dei suoi figli e scrittori più illustri. 

Sono partito scimmiottando un titolo di Robert Musil, L'uomo senza qualità ma non pensate che a Vienna il cibo sia senza qualità. Tutt'altro. In tutte le occasioni che sono passato nella capitale austriaca ho sempre messo d'accordo anche la pancia, oltre all'aspetto culturale. 

Tempo fa ho anche scritto un romanzo ambientato in gran parte sulle vie del centro di Vienna, speravo di trovarne un pezzo da aggiungere ma non ricordo dove l'ho messo. 

So comunque che in questo romanzo incompiuto ci sono descrizioni del Graben dove il protagonista e io narrante della storia mangiava una Wiener Schnitzel e beveva Gespritzt in uno dei locali nei pressi del Duomo di Santo Stefano

Ma non manca in un altro momento una bancarella che vende wurstel, birra e pane al sesamo proprio sulla piazza. Scene che ricordo molto bene e che ho immortalato nella scrittura. 

Una volta, in primavera, nei dintorni di Vienna ho mangiato degli asparagi con un soufflé che si scioglieva in bocca. Ma ricordo anche dei piatti di gulash e dei canederli, magari non sul Graben.  

Ora non so se l'autore che ho preso come riferimento per citare Vienna, abbia parlato nei suoi libri di cibo. Non ho trovato voci di questo tipo da usare come fonti. Mi sono divertito così. 

Non so cosa ne pensate, adesso. Se lo conoscete. Per me ha un fascino particolare, come ha un fascino particolare la cultura che rappresenta, è sempre bello pensare a Vienna

Sull'Atlantico un minimo barometrico avanzava in direzione orientale incontro a un massimo incombente sulla Russia, e non mostrava per il momento alcuna tendenza a schivarlo spostandosi verso nord. Le isoterme e le isòtere si comportavano a dovere. La temperatura dell'aria era in rapporto normale con la temperatura media annua, con la temperatura del mese più caldo come con quella del mese più freddo, e con l'oscillazione mensile aperiodica. Il sorgere e il tramontare del sole e della luna, le fasi della luna, di Venere, dell'anello di Saturno e molti altri importanti fenomeni si succedevano conforme alle previsioni degli annuari astronomici. Il vapore acqueo nell'aria aveva la tensione massima, e l'umidità atmosferica era scarsa. Insomma, con una frase che quantunque un po' antiquata riassume benissimo i fatti: era una bella giornata d'agosto dell'anno 1913. 
Robert Musil - L'uomo senza qualità 

Vi voglio bene. 

Grazie.

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