mercoledì 17 gennaio 2018

Indietro nel tempo

Come spesso accade, anche oggi abbiamo un post con presente nel titolo un termine usato ieri, "Tempo". Ma purtroppo sono fatto così. A volte quando preparo un articolo scopro di aver talmente tante cose da dire su un certo tema che finisco per mettere in piedi tre o quattro contributi, che poi pubblico in sequenza, partendo soltanto da una semplice parola. Così per questo mercoledì andiamo indietro nel tempo. 

Non immaginate cosa scopro quando vado indietro nel tempo  a controllare i miei post del blog di qualche anno fa. Ogni tanto lo faccio, per ri-postare sui social qualche contributo che allora era andato alla grande. 

Ecco, se a volte rimango di sasso e mi domando cosa mi fosse passato nella testa e cosa mi avesse spinto a scrivere determinate sciocchezze, devo anche ammettere che in determinate occasioni leggo invece contenuti che mi mettono addosso un bello stato di orgoglio e di soddisfazione e mi fanno pensare tutt'altro. 

Forse non potevo fare meglio in certi contesti e questo aspetto mi dice che molto di quello che ho pubblicato negli anni è di valore. 

Certo so che si può sempre fare meglio. So che è necessario fare meglio e che non bisogna dormire sugli allori. Ma intanto qualcosa di valido c'è e mi piace quando per caso rileggo alcuni articoli dimenticati. 

Purtroppo ho anche verificato che molte cose che qualche anno fa mi avevano coinvolto erano soltanto dei bluff che non hanno dato il minimo valore aggiunto al mio blog. 

Aver dedicato tempo ed energie e anche soldi a entità che purtroppo si sono rivelate fallimentari, anche come semplici contenuti on line (le cose meno lette del blog) è triste. 

Ne ho ricavato un insegnamento tuttavia e questo forse da solo ne vale il prezzo. 

Forse certe cose andavano fatte per capire che un giorno non vadano fatte. 

Forse certe collaborazioni andavano fatte per capire un giorno certe collaborazioni non devono essere fatte. 

Forse certi articoli sono stati scritti per capire che certi articoli un giorno non devono essere scritti. 

Forse certi post ti capitano davanti e si rileggono perché hanno qualcosa da insegnarti. 

Insomma si dice che non bisognerebbe mai guardare indietro, ma quando lo si fa per imparare qualcosa non si sta guardando indietro. 

Vi voglio bene. 

Grazie. 

P.S. Ho usato l'immagine dell'Allosauro perché ho sempre adorato dinosauri, e pensandoci bene mi piacerebbe fare un salto indietro nel tempo e andare a visitare quel periodo, ma questo non ha nulla a che fare con il post di oggi.

8 commenti:

  1. Ammetto che anch'io qualche volta mi soffermo a rileggere cose scritte in passato e ci rimango veramente di stucco, in ambo i sensi, sia per qualche castroneria, o perché "troppo intelligente" per averla scritta io. Tu hai mai avuto come la sensazione di non averla scritta tu "quella cosa"?

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  2. Ogni tanto mi capita di guardarmi indietro, a vecchi progetti che non sono andati bene o, nel caso dei blog, ad argomenti che ora vedo che non ho trattato abbastanza bene o sono stati superati fin troppo velocemente. Sono vecchi capitoli della mia vita lavorativa ma credo che sia importante chiuderli. Capire cosa non ha funzionato può aiutare a non ripetere gli stessi errori come ad esempio capire quali informazioni sono importanti e quali invece sono inutili o quasi per cui cercarle è una perdita di tempo.

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  3. "Capire cosa non ha funzionato può aiutare a non ripetere gli stessi errori"
    Esatto!

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  4. Mh, ora sono curioso: dicci di più di queste collaborazioni andate male...

    Moz-

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    1. Boh, semplice Moz- forse lo sai anche tu che su metà del mondo del blogging non puoi fare affidamento

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  5. Condivido al 100% tutto ma soprattutto l'ultima frase.
    Guardarsi indietro per imparare non è guardare i dietro. Giusto! É studiare i nostri comportamenti, analizzarli, valutarli

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