mercoledì 13 giugno 2018

Non ho mai letto Thomas Mann

Non ho mai letto nulla di Thomas Mann e me ne vergogno un poco a dire il vero. In realtà devo confessare che non ho in casa nessun suo libro, anche se in passato qualcosa mi è capitato sotto mano. Forse a scuola!. Ho letto anche un saggio riguardante la sua opera ma non so per quale motivo e poi ho in mente un pochino la storia de I Buddenbrook, veicolata dal ricordo di uno sceneggiato televisivo. 

Credo che Thomas Mann sia un nome che riempie la bcca. Thomas Mann. Thomas Mann dà proprio l'idea di qualcosa di grande e solenne e maestoso. 

Non mi crea questo effetto il nome di Shakespeare o di Manzoni o di qualche altro grande scrittore. Thomas Mann. Pazzesco. Sembra onomatopeico con la sua scrittura. Una grande nome per una grande letteratura. 

Purtroppo però sulla sua letteratura, come avrete capito, non posso pronunciarmi. Pur conoscendo i titoli che hanno fatto grande la sua opera e pur ricordando lo sceneggiato di cui vi ho parlato all'inizio, non credo di aver mai letto un suo libro. Non ho mai avuto modo e occasione per farlo. Forse mi ha tenuto distante proprio per via del suo nome. 

Troppo difficile? Non lo so. Non credo sia questo il problema. 

Ho letto quasi tutto William Faulkner e molto di James Joyce e li ho apprezzati. Ho letto i grandi romanzieri russi e li ho apprezzati. Quindi mi chiedo cosa possa essere ad avermi impedito di leggere Mann sino a oggi. 

Il nome altisonante? Aiutatemi, se potete. Fatemi capire come iniziare. 

Oppure cercate di farmi capire cosa può esserci che mi tiene lontano da capolavori - a detta di molti - come La montagna incantata e Giuseppe e i suoi fratelli. Non si tratta di un'idiosincrasia, potete starne certi. 

Credo sia più un blocco psicologico, ma ci vorrebbe uno psicanalista per capire quale. 

Be', tanto vale che passi all'incipit di una delle sue opere più celebri. Visto che l'ho citata... 

– Com'è...? com'è...? 
– Eh, diavolo, c'est la question, ma très chère demoiselle! 
La moglie del console Buddenbrook, seduta accanto alla suocera sul sofà rettilineo laccato di bianco e adorno di una testa di leone dorata, con i cuscini ricoperti di stoffa giallo-chiara, gettò un'occhiata al marito nella poltrona al suo fianco e venne in aiuto alla figlioletta, che il nonno teneva sulle ginocchia, presso la finestra. 
Thomas Mann - I Buddenbrook. Decadenza di una famiglia 



"Ringrazio tutti per la lettura"

6 commenti:

  1. Ti consiglio di iniziare con La montagna incantata, anche se I Buddenbrook lo scrisse molti anni prima. A volte per apprezzare un autore che ci risulta difficile oppure che vogliamo conoscere ma per qualche motivo ci dà un senso di "blocco", conviene iniziare con una sua opera che possa toccarci profondamente ed in genere si tratta di opere scritte in età matura. I Buddenbrook, infatti descrive una famiglia "disturbata" oltre ad essere una metafora universale delle dinamiche familiari, per cui leggerlo ci può risvegliare conflitti emotivi che abbiamo allo stato latente. Non dico certo che faccia male alla salute :-)
    dico però che magari leggerlo per primo ci potrebbe dissuadere dal leggere altre opere dello stesso autore. Altro esempio è Tolstoji: Io per primo ho letto Resurrezione e l'ho trovato sublime. Dopo ho letto guerra e pace (che fu scritto molti anni prima) che ho trovato lucidissimo nell'analisi storica e sociologica, ma più pesante per certi versi. Se avessi iniziato con quello, forse non avrei mai conosciuto la poesia e il misticismo sublimi delle sue opere successive. Ti ho solo voluto dare un parere per invogliare la lettura completa dell'autore che merita molto!!!! Non ultimo Carlotta a Weimar che contiene vene umoristiche notevoli!!! Ciao, buona settimana!!!

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    1. Che splendido contributo Marina, meglio del mio post. Grazie!

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  2. Ah, anche Ferruccio a volte deve dire non l'ho letto!!! Mi consolo allora :)
    Battuta, eh... :)
    Mann... adorato i Buddenbrock, quasi adorato Morte a Venezia e Tonio Kroger. Per me è uno scrittore che scava scava scava in profondità nelle miserie dorate della vita, della famiglia, di quei legami di sangue che sembrano indissolubili. Che vuole capire per primo e poi spiegare il senso dell'onore e il significato della sua perdita. Thomas Buddenbrock quasi muore per strada cadendo in una pozzanghera e infradiciandosi tutto, lui, sempre perfetto, a puntino, elegante. Dopo il successo una decadenza continua fino alla quasi totale rovina ecconomica che porta ad una perdita delle certezze dal punto di vista psicologico.
    La montagna incantata c'è in mezzo agli altri libri ma non l'ho mai letto.
    Da quale iniziare? Non saprei. In genere io apro sempre quello che al momento mi dice son qui per te. :)

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    1. Grazie anche a te Pat, sei sempre più che preziosa

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  3. Se vuoi capire Mann, leggi il suo libro-testamento ovvero "La morte a Venezia" dove l'autore racconta di una vita sofferta perché costretto a celare la sua omosessualità e si immedesima nel protagonista di uno struggente romanzo.
    Poi, se vorrai, procedi con le altre letture ;-)

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