lunedì 4 giugno 2018

Il primo zombie letterario dell'era moderna

Non mi sono mai piaciute troppo le storie sugli zombi. Non mi hanno mai attirato. Le prime volte che li ho sentiti nominare erano associati a storie legate a Haiti, dell'isola infatti è l'origine del termine, a sua volta proveniente dal bantu africano. Ricordo un film di James Bond dove ci sono, ma non sono un cultore del genere. Oggi, però, è il momento di vedere cosa ne pensate voi, visto che sono andato a prendere come Record Culturale, Il primo zombie letterario dell'era moderna

Lo zombi del Grande Peru' o La contessa di Cuccagna, pubblicato il 15 febbraio del 1697, opera di Pierre-Corneille Blessebois (scrittore francese, soprannominato il Casanova del diciassettesimo secolo), è il primo documento scritto che mette in evidenza il termine "zombi", mi fermo però qui perché non è questo testo a essere preso in considerazione oggi. 

Le fonti che ho trovato mi dicono che lo zombie come figura letteraria è stato introdotto, nell'era moderna, dallo scrittore americano Richard Matheson nel romanzo Io sono leggenda

Non so sia vero, naturalmente. Ho letto il libro e ho visto un paio di film tratti da questo romanzo e in nessuno dei casi si nomina la parola zombi. Le storie parlano di un'umanità mutante che prende le mosse da un essere vampiresco, tuttavia ad una più attenta visione e lettura appare evidente che si tratta di un essere simile a un morto vivente. 

Almeno questi sono i soggetti con cui si trova a lottare Robert Neville, il protagonista del romanzo di Matheson

Purtroppo ho letto ben poca narrativa che ha come protagonisti gli zombi. Men che meno ho avuto tra le mani saggistica al riguardo. Non saprei neppure dove andare a cercare.

Perciò se avete in mano fonti utili ad approfondire questo Record Culturale, siete ben accetti. Io mi fermo con l'incipit del romanzo di Matheson, a proposito lo avete letto? 

Nei giorni di cielo coperto Robert Neville non era mai sicuro del tramonto del sole e capitava che loro uscissero in strada prima del suo rientro. 
Se fosse stato più analitico, avrebbe saputo prevedere il loro arrivo con una certa approssimazione; ma si ostinava a mantenere l'abitudine di tutta una vita di calcolare il calar delle tenebre guardando il cielo, un metodo che nelle giornate nuvolose non funzionava. Ecco perché in quelle occasioni non si allontanava mai troppo. 
Richard Matheson - Io sono leggenda 



"Ringrazio tutti per la lettura" 

Fonti - Archetipi della letteratura dell'orrore

4 commenti:

  1. Matheson non ha introdotto tanto la figura dello zombi in sè, quanto l'archetipo di quella che è poi diventata la narrativa legata agli zombi, immortalata e fissata nel tempo dai film di romero: una massa di umanoidi desiderosi di divorare carne umana (o bere il sangue), che costringono i superstiti a scendere a terribili compromessi con la propria moralità, in storie di sopravvivenza o di assedio.

    RispondiElimina
  2. Non saprei come aiutarti, non amando minimamente tali creature.
    Però anche io sapevo che venivano dalla tradizione di Haiti...

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un particolare che ho imparato da piccolino

      Elimina

Chi commenta su questo sito lo potrà fare solo da loggato con Google. Deve quindi essere consapevole che il suo username resterà inserito nella pagina web e sarà cliccabile. Potrà portare al Profilo di Blogger o a quello di Google+ a seconda della impostazione che si è scelta.
Info sulla Privacy