sabato 2 giugno 2018

Animali in bianco e nero

Nei giorni scorsi mi sono capitati sotto mano un bel po' di disegni in bianco e nero. I protagonisti ritratti in questi disegni sono animali. Animali di ogni genere: cavalli, mucche, tori, pecore, camosci, caprioli, scoiattoli, civette e molti altri. Oggi ne metto alcuni in vetrina. Forse mi faranno da tema per un paio di altri racconti che ho in mente. Storie che inserirò nel libro Racconti in cornice. Finché non sarà stampato posso sempre allargarlo. 

Ho sempre avuto attorno animali. Tanti animali. Ho avuto la fortuna di trascorrere l'infanzia e la giovinezza in un paese di montagna, con la campagna appena fuori dalla porta e potete così immaginare. 

Certo con tutti i vantaggi e gli svantaggi del caso, ovvio. 


Tra i vantaggi c'è sicuramente il fatto di essere sempre stato a contato sin da bambino con animali di ogni genere: galline, conigli, tacchini, maiali, pecore, capre, asini, mucche, cavalli, cani, gatti, canarini, tori, camosci, scoiattoli, civette, merli, fagiani, trote e delfini, rettili e rane, faine, aquile e quant'altro... 

Potrei scrivere un bel po' di racconti prendendo spunti da essi e in parte sono già integrati della mia narrativa. Sono stati fondamentali per la mia crescita e mi è facile associare ricordi e odori e sapori a momenti e istanti con animali. Tra le pareti di casa. Sugli alpeggi estivi. In vacanza al mare. 

Da bambino mi è capitato di andare con mia nonna nella stalla. Ho provato a mungere le mucche e le capre. Ho preso le uova direttamente nel pollaio e ricordo molto bene come è l'odore dei conigli e dei maiali e sopratutto dei caproni in calore. 

Vicino a casa c'era un macellaio ed era un evento quando nella piazzetta sterrata sotto casa si fermava il camion a scaricare tori. Ma ho posseduto anche cani, gatti, uno dei quali si è scritto pure un romanzo. Ho avuto dei canarini e c'ho scritto degli status in facebook... 

Lo ricordate: 


«Al mio decimo compleanno una zia mi regalò un canarino. Era una femmina gialla tendente al bianco. La chiamai Titti. Riuscii ad ammaestrarla e volava libera per casa anche se c'erano le finestre aperte. Ci fischiettavo insieme la sigla dei cartoni animati di Braccio di Ferro e quando le agitavo un dito davanti lei lo assaltava neanche fosse un osso di seppia. Ci giocavo sempre quando tornavo da scuola. Una mattina la trovai morta sul fondo della gabbia. Piansi un giorno intero.» 


Mio padre ha realizzato molti disegni che ritraevano questi animali. Alcuni soltanto come studio, altri come prove, prima di metterli su tela e usare i colori a olio. 

Altri dei veri e propri lavori conclusi. A volte erano gli stessi animali che avevamo per casa. A volte li inventava. Credo che i cavalli sono per lo più ripresi da fumetti. 

Ora ritrovandomi questi disegni davanti è stato un salto nel passato, nostalgico ma sicuramente non infruttuoso. Purtroppo non posso mettere tutti i disegni e perdonatemi se la qualità delle immagini non è tra le migliori.  



"Ringrazio tutti per la lettura"

2 commenti:

  1. Anche osservare una laboriosa formichina arricchisce le nostre conoscenze.

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