domenica 27 maggio 2018

Il tramezzino di Gabriele D'Annunzio

La prossima volta che andrò in visita al Vittoriale degli italiani, mi mangerò un tramezzino. Non li ho mai amati troppo ma se uno passa dalle parti della casa di Gabriele D'annunzio non può fare a meno di provarli e magari ricordare che si deve a lui l'originale nome. 

Gabriele D'annunzio è comparso sul mio blog diverse volte. Due volte anche con post specifici che ancora adesso mi portano visite e apprezzamenti. 

Nel lontano 2011 postai Onorificenze militari e olio di ricino, una chicca per Le curiosità degli scrittori celebri e poi per la cucina letteraria è comparso Il risotto alle rose di Gabriele D'annunzio

Poi in un commento sul post di domenica scorsa, quello dedicato a Pascoli, un amico blogger (un amico blogger che cito alla fine di questo post) mi ha ricordato che fu proprio D'Annunzio a inventare il nome del tramezzino: voce usata per "italianizzare" il termine sandwich.  

Devo essere sincero, il tramezzino è uno snack che ho mai apprezzato in maniera particolare. Uno snack troppo "ricco" di salse, almeno nelle occasioni in cui mi è capitato di gustarlo ed è sempre arrivato dopo nelle scelte, ma che in questa domenica si prende l'onere di mandare avanti la rubrica dedicata alla cucina letteraria. 

Pensandoci bene però da uno scrittore e poeta e personaggio come D'Annunzio ci si può aspettare anche questo... 

Il Viatico uscì dalla porta della chiesa a mezzogiorno. Su tutte le strade era la primizia della neve, su tutte le case la neve. Ma in alto grandi isole azzurre apparivano tra le nuvole nevose, si dilatavano sul palazzo di Brina lentamente, s'illuminavano verso la Bandiera. E nell'aria bianca, sul paese bianco appariva ora subitamente il miracolo del sole. 
Il viatico s'incamminava alla casa di Orsola dell'Arca. La gente si fermava a veder passare il prete incedente a capo nudo, con la stola violacea, sotto l'ampio ombrello scarlatto, tra le lanterne portate dai clerici accese. La campanella squillava limpidamente accompagnando i Salmi sussurrati dal prete. I cani vagabondi si scansavano nei vicoli al passaggio. Mazzanti cessò di ammucchiare la neve all'angolo della piazza e si scoprì la zucca inchinandosi. Si spandeva in quel punto dal forno di Flaiano nell'aria l'odore caldo e sano del pane recente. 
Gabriele D'Annunzio - Le novelle della Pescara 



"Ringrazio tutti per la lettura" 

P.S. - Ringrazio Miki Moz del blog omonimo. Se non ci fosse stato il suo commento nel post di domenica scorsa probabilmente oggi parlerei di altre cose, anche se sempre di cibo letterario...   

Fonti: Tramezzino 

8 commenti:

  1. Come disse Steve Jobs: "La creatività è anche saper cogliere e mettere insieme le cose già dette o fatte da altri." Ora, se altri è MikiMoz, non potranno che essere cose buone. :-)

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  2. Buono il tramezzino, però per sentirsi sazi bisogna fare il bis 😉 o no? Ciao e buona domenica!

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    1. Non sono un grande estimatore di tramezzini a dire il vero! :-D

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  3. Eheh, ma il bello del tramezzino è che puoi farcirlo come fuoi... anche solo col prosciutto :)
    Gabri un grande. Ha inventato parole, motti, nomi propri.
    Sempre stimato... poi è abruzzese, e poi oh... ama lo street food! :p

    P.s. wè, mica il mio blog è mio omonimo, si chiama Moz O'Clock XD

    Moz-

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    1. Licenza poetica riguardo al tuo nome e al tuo blog :-D

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  4. Se si tratta di cibo Miki ci deve essere per forza! ahahahha
    Basta guardare le foto sui suoi post ahhahahaha
    Un tramezzino posso anche mangiarlo una volta ogni tanto. Preferisco piadina però.

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