mercoledì 9 maggio 2018

I lucchetti d'amore di Federico Moccia

Nella primavera del 2007 andai a Roma per partecipare a un evento come accompagnatore. Era la fine di marzo. Più che a Roma andai sui colli romani, vicino a Castel Gandolfo a Rocca di Papa a dire il vero. Partimmo il giovedì e tornammo la domenica sera. Quella domenica però in mattinata avemmo del tempo libero per visitare Roma. Un paio di ragazze che erano con noi volevano andare sul ponte dove c'erano tutti i lucchetti d'amore di Federico Moccia

Non ho mai letto un libro di Federico Moccia, ma credo sia il terzo della lista, dopo Dan Brown e Fabio Volo, in termini di discussione riguardo a un certo tipo di cultura letteraria. 

Ne ho sentito parlare più di Ernest Hemingway e Stephen King, ma il dubbio che non sia poi così letto non me lo leva nessuno dalla testa. 

Per esempio non lo avevano letto le ragazze che mi pregarono di portarle a vedere i lucchetti d'amore lasciati su un ponte a Roma, anche se conoscevano vita e morte e miracoli dell'autore e di tutto quello che era sorto attorno ai suoi romanzi. 

Naturalmente non lo avevo letto e non l'ho letto io. Insomma non ho idea di come siano i romanzi dello scrittore e sceneggiatore romano. 

Se si tratta soltanto del frutto di un buon esempio di marketing - in poche parole uno scrittore creato a tavolino - o ci sai veramente qualcosa di valido e di speciale nella sua narrativa. 

Probabilmente sono cose che dirà il tempo. Ma intanto se volete aggiungere qualche contributo personale lo potete fare. 

Io mi permetto di aggiungere, come ho fatto in altri casi, l'incipit del suo romanzo più famoso. 

La versione probabilmente che faceva gola alle ragazze del mio gruppo. 

«Cathia ha il più bel culo d'Europa.» Il rosso graffito splende in tutta la sua sfacciataggine su una colonna del ponte di corso Francia. 
Vicino, un'aquila reale, scolpita tanto tempo fa, ha sicuramente visto il colpevole, ma non parlerà mai. Poco più sotto, come un piccolo aquilotto protetto dai rapaci artigli di marmo, c'è seduto lui. 
Capelli corti, quasi a spazzola, sfumatura dietro il collo alta come quella di un marine, un giubbotto Levi's scuro. 
Il colletto tirato su, una Marlboro in bocca, i Ray-Ban agli occhi. Ha un'aria da duro, anche se non ne ha bisogno. Un sorriso bellissimo, ma sono pochi quelli che hanno avuto la fortuna di apprezzarlo. 
Federico Moccia - Tre metri sopra il cielo 


"Ringrazio tutti per la lettura"

6 commenti:

  1. Inizialmente non fu marketing perché il libro pare circolasse, fotocopiato, tra i ragazzi. Già da tempo.
    Poi sì, ne hanno creato un caso vero e proprio, ma Moccia è comunque figlio d'arte.
    Però, cavolo, lanciò una moda.

    Moz-

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  2. Beh però non per forza tutte le cose di successo sono comunque cose valide..anzi..

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  3. In casa nostra non si è acquistato. Lo lesse o meglio, cercò di leggerlo la figlia su insistenze di un'amica, ma non lo finì. Quando le chiesi come lo aveva trovato mi bastò la sua espressione per non chiederle altro.
    Non giudico perchè personalmente non conosco nè il libro nè l'autore. Però quella dei lucchetti mi sa tanto di battage pubblicitario come le ire del clero a proposito di Dan Brown.
    Poim per carità, magari sono solo una lingua grama :)

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