giovedì 17 maggio 2018

Fenomenologia dei like e dei Mi piace

Provate a pensare se i Mi piace e i like sui vari social network contassero davvero qualcosa che bella vita potremmo fare. Potremmo andare in un ristorante alla moda e pagare il filetto e il bicchiere di rosso toscano o piemontese o veneto con i like e i Mi piace e le condivisioni raccolte con la pubblicazione della foto del piatto e del ballon sul nostro profilo. Le mamme con i like e i cuoricini raccolti per le foto dei loro bimbi potrebbero comprare le pappe e i pannolini. Gli aperitivi sarebbero gratis e i nostri libri diverrebbero di colpo dei best seller. Con "pagine" di qualità si arriverebbe addirittura a essere quotati in borsa. Ma... 

Pochi giorni fa ho provato a invitare alcuni amici a mettere il like sulla pagina facebook del Blog di Ferruccio Gianola. Vi dico subito che l'ho fatto a fini statistici e non per altri interessi. 

Ho invitato solo una decina di persone e quasi tutte persone che hanno molta interazione con i miei contenuti. 

La risposta che ne ho avuto è stata del cinquanta per cento. Risultato lusinghiero ma so che non servirà a nulla in ogni caso. 

Ecco, sono costernato di fronte al fatto che parecchia gente crede ancora nel valore di un like. 

Rimango stupito da come ancora adesso vengo contattato da persone che mi chiedono di mettere il like alla pagina. 

Rimango perplesso di come si possa pensare che un gran numero di spunte possano in qualche modo fuorviare la nostra immagine agli occhi del mondo. 

Bisogna rassegnarsi e accettare il fatto che i like o chi per essi non suffragano il valore di un determinato contenuto e di quello che trasmettiamo. 

Un contenuto di qualità è un contenuto di qualità anche senza like e mi piace, come una sciocchezza rimane una sciocchezza anche se ha un milione di apprezzamenti. 

Insomma finché questi indicatori non hanno un preciso valore economico trattateli sempre con le pinze, perché alla fine le pacche sulle spalle servono a ben poco... 

Certo sarebbe bello se le bistecche e i dolci che pubblichiamo potessero diventare per così dire "reali". 

Sarebbe bello se ogni like o spunta che riceviamo valesse un euro. In qualche caso pare che funzioni così. Ma è un po' come vincere alla lotteria. 



"Ringrazio tutti per la lettura" 

P.S. - Questa ossessiva ricerca di like e di apprezzamenti in rete mi ricorda un po' metaforicamente il film "Bellissima", pellicola drammatica del 1951 diretta da Luchino Visconti. Il perché è lì sotto gli occhi.

17 commenti:

  1. Io mi innervosisco molto quando ottengo 60 like per la foto di un piatto di pasta (seppur cucinato da me), e appena 3/4 like quando posto qualcosa di molto più serio. Eppure mi leggono le stesse persone, che reputo all'altezza di godere di una pietanza ben impiattata ma anche di una riflessione più profonda. Forse voglio troppo io: facebook è roba per gattini e facezie. Per le cose serie rimaniamocene sui blog.

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    1. C'è qualcuno che veicola, tuttavia, i contenuti da vedere :-D

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    2. Hahaha gli istinti primari battono tutto il resto!

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  2. C'è chi vive di "like". C'è chi va in crisi esistenziale quando l'ultimo "selfie" cacatissimo o l'ultima sbrodolata razzistoide non ottengono il numero di "like" che si aspettava. Se quel pirla di zuckerberg si offende perché qualcuno afferma che la sua creatura ha mandato in pappa il cervello di miliardi di persone e sta distruggendo il mondo, be', si faccia un esame di coscienza: non può continuare a farsi soldi a spese della gente con la piena consapevolezza di quello che sta combinando.

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    1. Zuckerberg ha le sue colpe ma pure i pecoroni :-D

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    2. Vero: i pecoroni hanno la loro parte di colpa. Va detto, però, che l'avvento dei socialdistruttori come quello ha portato a un aumento esponenziale del numero di pecoroni: se prima erano una minoranza, ormai più di metà dell'umanità si è impecorita, proprio grazie ai socialdistruttori. O magari erano già pecoroni da prima, ma non osavano esprimersi, come mi suggeriscono i miei amici - adesso tutti leoni da tastiera dietro un monitor, senza rendersi conto, tra l'altro, che il web sa chi sono.

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  3. Ecco, ci sarebbe molto da dire: i like sono un segno, un apprezzamento. Le cose molto apprezzate sono sempre belle? No.
    È come per il resto delle cose. Diciamo che può essere un buon feedback, ma poi si deve guardare al di là del like^^

    Moz-

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  4. Mi chiedevo se un "like" non avesse adesso la meglio su ciò che contestiamo!

    Ma quale comportamento si deve adottare per non creare paradossi?


    "Un contenuto di qualità è un contenuto di qualità anche senza like e mi piace, come una sciocchezza rimane una sciocchezza anche se ha un milione di apprezzamenti."

    L.

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    1. Bisogna essere "critici" ma nel vero senso della parola. "Criticare" solo quello che veramente si conoscere e abbandonare tutto il resto!

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  5. Critici!
    Un like è il potere che l'essere umano dà a priorità in cui pensa di evolversi senza considerare che è un ulteriore seppellimento del suo essere....


    Io seguo molto il suo blog,tanto è vero che è da ieri che ho letto il post in "anteprima"!


    Grazie e buona giornata
    L.

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    1. Bella definizione...
      Sì, mi era scappato il post :-D

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  6. Eppure... eppure su certe community (g+) ti redarguiscono perchè non metti il mi piace ad ogni post. Mi piace su g+ credo sia come like su fb.
    Il contenuto? Che c'entra? Conta fare volume, fare numero per sentirsi grandi.
    Non è quello che cerco io, però. E forse nemmeno tanti altri utenti che seguo. Cerco quel valore in più che uno scritto interessante regala.
    Pecoroni, sì tantissimi, ma non solo tra gli utenti "normali".

    Ps però adesso il like lo voglio io per il "redarguiscono" invece della parolaccia ahahhahahaha
    Ciao Ferruccio

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    1. Ecco un altro motivo per cui non mi infilo in community

      Il like c'è per forza :-D

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    2. E io da quella ne sono uscita :)

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