venerdì 13 aprile 2018

Scrittore Jekyll e scrittore Hyde

Penso che tutti siano al corrente della storia narrata da Robert Louis Stevenson in Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde. Immagino ne abbiate sentito parlare. Ecco come scrittore assomiglio un po' al personaggio principale della storia, nel senso che ho la doppia faccia. Anche se spero di riuscire a farvi capire cosa significa avere questa "doppia faccia" e cosa significa essere Scrittore Jekyll e scrittore Hyde... 

Poche settimane fa pensavo di disfarmi di un romanzo che ho da parte. Ne ho parlato diverse volte sul mio blog che non lo cito neppure. Una piccola ricerca e trovate tutti i post che ne parlano. 

Il problema consiste nel fatto che il romanzo è bello, interessante (almeno questo è ciò che dicono coloro che hanno avuto modo di leggerlo) ma io non mi ci riconosco più. 

Non è questa la narrativa in cui voglio identificarmi

Magari dieci anni fa credevo in questo lavoro e anche in seguito, in taluni momenti c'ho creduto, ma l'altro giorno ho letto dei passi che non mi sono piaciuti per niente. 

Non che siano scritti male è solo che mi domando che bisogno ho di scrivere quelle robe lì. Sembrano quelle cose scritte per far piacere a qualcuno e non sentite per nulla.  Cose fasulle.

Non so che farne. 

Probabilmente rimarrà lì o forse se ne avrò la possibilità lo pubblicherò con uno pseudonimo, magari fingendo di essere qualcun altro. Avevo anche pensato di venderlo a qualcuno così come era. In ogni caso un problema d'identità non da poco. 

Non so come è scaturita questa problematica e non so neppure, in tutta sincerità, come possono andarne fuori. Insomma, essere dei veri scrittori , a volte, è davvero dura. 

Per fortuna anche Stevenson era un po' così: 

L'avvocato Utterson era un uomo dall'aspetto rude, non s'illuminava mai di un sorriso; freddo, misurato e imbarazzato nel parlare, riservato nell'esprimere i propri sentimenti; era un uomo magro, lungo, polveroso e triste, eppure in un certo senso amabile. Nelle riunioni di amici, quando il vino era di suo gusto, gli traspariva negli occhi qualcosa di veramente umano; qualcosa che non trovava mai modo di risultare nelle sue parole, e che si manifestava, oltre che in quella silenziosa espressione della faccia dopo una cena, più spesso ancora e più vivamente nelle azioni della sua vita. L'avvocato era severo nei riguardi di se stesso; quando si trovava solo, beveva gin, per mortificare l'inclinazione verso i buoni vini; e, sebbene il teatro lo attirasse, non aveva mai varcato la soglia di un teatro in vent'anni. 
Robert Louis Stevenson - Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde 

Vi voglio bene. 

Grazie.

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