sabato 14 aprile 2018

Le pietre rotolanti

Nino di Mei
In questa vetrina settimanale sono protagoniste “Le pietre rotolanti”. Un racconto artistico come il solito nato osservando un lavoro di Nino di Mei. Ho guardato a lungo le sue pietre dipinte ed è nata questa storia, ma non sono i Rolling Stones. Buona lettura. 

Nel pomeriggio si recò lungo il greto del torrente a cercare le pietre adatte per la sua pittura. Scelse un punto dove il corso d’acqua rallentava la sua discesa verso valle e si allargava. Più avanti creava un’ansa con un terrapieno che dava su un pianoro coperto da felci e betulle. 

L’uomo si tolse gli stivali di gomma e i calzini e li posò sopra un masso sull’argine ai limiti del bosco. Sistemò le calze di traverso sopra gli stivali. Avvolse l’orlo dei pantaloni sino alle ginocchia, poi entrò a piedi nudi nella pozza e si chinò a cercare. 

L’acqua era limpida e fredda di sorgente. Aveva un colore scuro e verde e dove la corrente era forte creava rivoli spumeggianti. I sassi sul fondo erano grossi e tondi e deformati dalla profondità. 

L’uomo ne prese uno che faceva al suo caso. Lo osservò con perizia e ne valutò l’aspetto circolare e pieno. Stava completamente nel palmo della sua mano ed era bianco. 

Uscì dall’acqua e lo depose sul masso vicino agli stivali, facendo attenzione che nulla cadesse nel torrente. Il sasso sembrava perfetto per il suo progetto e lo immaginò pieno di colori vivaci. 

Sorrise, ma non smise di cercare. Nel torrente ce n’erano molti. Ce ne stavano a decine sul fondo della pozza dai colori con le tonalità più diverse. 

L’uomo ne raccolse altri due più o meno dello stesso colore. Erano più grossi del precedente e li posò ad asciugare sul masso al sole nello stesso posto. Pensò che tre pietre fossero più che sufficienti e si sdraiò sull’erba. 

Il terreno era soffice e umido. Il luogo non era cambiato molto negli anni. La vera erosione del torrente era impercettibile. Da bambino ci veniva per la fienagione e per le vacanze estive. Stavano nella baita al maggengo oltre il promontorio allora. 

Ripensò a tutti i bagni che aveva fatto nelle pozze e alla diga che faceva con i sassi e il terriccio. Ricordava tutti i passi tra un masso e l’altro per guadare il torrente e il terreno umido e fresco sotto i piedi come adesso. Forse le pietre che aveva raccolto erano lì già allora nonostante tutte le piene e le secche del tempo. 

La pittura era in cima ai suoi pensieri anche da ragazzino. Era convinto che sarebbe diventato un pittore. Aveva tante cose da dipingere. Quando disegnava non erano mai semplici compiti, ma un segno del destino in azione. C’era dell’altro a guidarlo nelle linee che tracciava sui semplici fogli bianchi da disegno. Lo capiva dal desiderio di essere il più preciso e pulito possibile. Ed era fiero dei risultati che otteneva. 

Ora guardò verso monte. Il torrente scendeva da una gola stretta e ripida. In alto c’erano gli alpeggi e più su ancora il terreno brullo e secco che saliva sino alle cime più impervie. Vide della cataste di legna ma non c’erano i prati di una volta. La vegetazione aveva ricoperto tutto. 

L’uomo annuì. Dopo un po’ si sollevò. Si rimise i calzini e gli stivali. Srotolò i pantaloni e controllò che l’orlo non si fosse inzuppato troppo. Poi sistemò i sassi che aveva raccolto con cura in uno zaino. Li avvolse in un maglione affinché non si scheggiassero tornando in paese. 

Una volta a casa li avrebbe lavati con il sapone e li avrebbe posti ad asciugare sul terrazzo per una notte. Il giorno dopo sarebbe stati pronti per essere dipinti. 

L’acqua li aveva modellati per millenni. Adesso erano perfetti per immortalare le sue idee e i suoi ritratti. 


Vi voglio bene. 

Grazie.

4 commenti:

  1. Lei ci pensa che abbiamo in natura
    e di natura tutti gli elementi per creare e mai distruggere!?

    Nello stesso racconto si percepisce bene attraverso la sua descriziine tutta questa bellezza...

    Poi non saprei ,trovo le pietre bianche, piccole e grandi che
    abbiano già di loro un fascino decorativo e naturale, e dare sfogo a questo beh perché no...:
    "Quando disegnava non erano mai semplici compiti, ma un segno del destino in azione"..

    Buona giornata

    L.

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