giovedì 1 marzo 2018

Una bella impressione

Non è trascorso molto tempo da quando ho iniziato a promuovere i lavori artistici di mio padre. Qualche esperto sostiene che ci vogliono però cinque anni prima di essere riconosciuti in rete. Prima insomma che ci si possa fare un nome. Non so se sia vero, intanto noto numerosi condivisioni delle opere che posto, in gruppi e in pagine di carattere artistico. Segno che stanno facendo una bella impressione

Nel luglio del 2017 ho aperto la pagina facebook di Nino di Mei. Una pagina che si occupa di arte. Oltre a pubblicare le opere di mio padre, c'è spazio per i racconti artistici e per la pittura in generale. 

L'ho aperta per curiosità. Per verificare la possibilità di fare un certo tipo di promozione e per accertarmi che fosse possibile. Bisogna dire che in rete i tempi di risposta non sono così immediati come si è soliti pensare. Qualcuno mi ha detto che possono essere necessari anche cinque anni per crearsi una vera reputazione sul web. 

Vi confesso, tuttavia, che non immaginavo che la pagina potesse essere così attiva e viva e che suscitasse l'interesse di professionisti nel campo artistico. 

Non immaginavo che opere di mio padre potessero finire condivise in pagine in compagnia di tele di Henri de Toulouse-Lautrec e di Paul Cézanne. Non avrei mai pensato che qualcuno potesse confonderle con i quadri di Edward Hopper. 

Sono lusingato ma anche arrabbiato di tutto questo. 

Sono lusingato perché questo aspetto mi sta stimolando a metterci maggior impegno e a inventare nel più breve tempo possibile delle mostre vere e propria e non solo virtuali. 


Ma sono arrabbiato perché a volte mi chiedo come mai non ho pensato prima a queste cose. Non so, forse se tratta di un prassi del tutto naturale e certe cose si fanno solo quando si pensa di aver raggiunto una giusta mentalità e una certa maturità. 

Forse da ragazzino gli interessi che si hanno sono diversi dalle aspettative a cui si va incontro in seguito. 

A volte mi domando che valore artistico potrebbe avere ora il lavoro di mio padre se mi fossi attivato quando lui era ancora in vita. Mi chiedo come si sarebbe sentito lui adesso. 

Insomma la sensazione che non facciamo mai abbastanza non me la toglie nessuno di dosso e ora come ora mi sento rivestito di un ruolo che merita da parte mia una professionalità ancora maggiore, che poi non concluda niente è un altro discorso. 

Vi voglio bene. 

Grazie.

11 commenti:

  1. Perdonami! Ma credo tu abbia capito che io non sono uno di quelli che alla minima occasione cercano di "rifilarti" un proprio link. Stavolta, davvero non è possibile farne a meno, perché questo che ho scritto una decina di giorni or sono, sembra sia la risposta più adatta allo scrupolo che ti stai facendo. Oltretutto, combinazione ha voluto che siamo al 1° marzo, l'inizio di un nuovo mese, appunto, il momento migliore per iniziare a fare una cosa che non hai mai cominciato.

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  2. Diciamo che noi facciamo le cose quando ci sembrano mature.
    Sono però convinto che tuo padre è contento ugualmente :)

    Moz-

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    1. Senza dubbio. A volte penso a come si sarebbe sentito con un pagina facebook o con gli apprezzamenti di russi e coreani!

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  3. Siamo umani, fare le cose nel tempo giusto non è sempre facile e questo ci frega. Tuo padre avrebbe apprezzato, questo credo importante.

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  4. Il tempo ci insegna qual è la via migliore da seguire, e poi ha ragione Moz a dire che tuo padre non sarà affatto arrabbiato!
    Un abbraccio.

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  5. Buongiorno Ferruccio!
    Mai come oggi mi sono sentita in sintonia con lei. Anche mio padre amava la pittura e dipingeva. Anche io amo l'arte, i romanzi, la poesia.
    Provo lo stesso sentimento che lei esprime, perché non sono riuscita a divulgare la grande passione di mio padre quando era in vita....
    Forse però i tempi non erano maturi e lui nemmeno avrebbe capito.
    Ora mi illumino quando regalo un quadro di papà e vedo la gioia negli occhi di chi lo riceve.
    Le sono davvero vicina e condivido la sua posizione.

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  6. Buongiorno Ferruccio, mai come ora mi sono sentita così in sintonia con lei.
    Anch'io avevo un padre che amava la pittura e dipingeva. Anch'io amo l'arte, in particolare la letteratura, la poesia.
    Provo lo stesso senso di inadeguatezza quando penso che non ho fatto abbastanza quando il papà era in vita e avrebbe potuto godere del suo meritato successo artistico.
    Poi penso che per lui era sufficiente sedersi davanti al cavalletto e creare. Questo già lo appagata.
    Ora mi illumino quando regalo un suo quadro ad un amico e vedo l'apprezzamento che riceve. È come far rivivere ogni volta mio padre.
    Scusi se mi sono dilungato, ma avevo davvero piacere condividere il suo sentire.
    Buona giornata!

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