domenica 25 marzo 2018

Gli snack di Patricia Highsmith

Quando mi è capitato sottomano un post dal titolo Patricia Highsmith: Peanut Butter Granola, con una così chiara assonanza con il cognome Gianola, ho pensato di farne un articolo per la mia rubrica domenicale. Abbiate pazienza non so nulla di Patricia Highsmith e dei suoi romanzi, come non so nulla delle sue passioni in cucina. Mi è solo sembrato un ottimo gancio per poter scrivere qualcosa riguardo alla mia idiosincrasia per i fuori pasto... 

Non ho mai amato gli snack particolarmente. A parte i sacchetti di patatine, le olive e le arachidi che mi portano indietro decenni, alle prime volte che mettevo piede in un bar o in albergo, non ho una particolare simpatia per i fuori pasto e per gli snack

Non mi sono mai piaciuti i pop corn e non ho mai capito come fanno gli americani ad andare al cinema e a mangiucchiarli per tutta la durata del film. 

Non so cos'è il burro di arachidi e mi viene male tutte le volte che ne sento parlare. Non so cosa sono le caramelle e come fa certa gente ad averne sempre in tasca. 

Insomma ho una certa idiosincrasia per i fuori pasto e non sono di buona compagnia quando vengono presentati. Quando ho fame, ho fame. Voglio un panino con il salame. 

Non un qualcosa che sia solo un corollario, ma a quanto pare la brava Patricia non sapeva cucinare e si accontentava di poche cose. 

Bah, io purtroppo non mai neppur letto un suo libro e quindi cosa volete che vi dica. Ah, il solito incipit... 

Tom sbirciò alle sue spalle e scorse l'uomo che lo seguiva uscire dietro di lui dal Green Cage. Accelerò il passo, ma non c'era ombra di dubbio. L'uomo era proprio alle sue calcagna. Tom lo aveva notato cinque minuti prima mentre questi lo osservava con insistenza da un altro tavolo, come se non fosse proprio del tutto sicuro, ma quasi. A Tom, però, era sembrato sicuro abbastanza da indurlo a bere d'un fiato il suo drink, pagare in gran fretta e lasciare il locale. 
Giunto all'angolo si protese in avanti e affrettò il passo oltre la Quinta Strada. Era nelle vicinanze di Raoul's. Si chiese se fosse il caso di correre il rischio di entrare e farsi un altro bicchiere. Doveva sfidare la sorte con tutte le conseguenze che ne derivavano oppure era meglio squagliarsela verso Park Avenue cercando di seminare quel tipo entrando e uscendo da qualche portone male illuminato? Si decise ed entrò da Raoul's. 
Patricia Highsmith - Il talento di Mr. Ripley 

Vi voglio bene. 

Grazie. 

Fonti - Patricia Highsmith: Peanut Butter Granola

4 commenti:

  1. Ottimo lo spunto sul cambio di lettera del cognome. Sui "fuori pasto" siamo un po' distanti, io lo adoro. Ah, se potessero parlare i vasetti di marmellata ... Sul sonno, invece, la penso come te, vale a dire che sono idiosincratico verso il sonnellino pomeridiano, ma aspetto direttamente la notte per dormire.

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  2. Idiosincrasia?

    Oddio ....anche se nel contesto si capiva bene il significato di questo termine,mi ha messo nella condizione di consultare il vocabolario!

    Mi sa che devo recuperare tanto prima di dare il via alla spontaneità di un commento..

    Oggi è una domenica di pace e siccome ho una sorta di idiosincrasia per poter volgere tutta questa attenzione verso l' apparenza e non il di fatto,mi limito a lasciarle un caro saluto!

    Buona domenica!

    L.

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    Risposte
    1. forse ho pure un post dove spiego il termine!

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