mercoledì 28 marzo 2018

Abbasso la fortuna

«La capacità e la grandezza si debbono misurare alla stregua della virtù e non della fortuna: la virtù basta a se stessa: finché l'uomo è vivo, lo rende amabile, e quando è morto lo rende memorabile.» - Baltasar Gracián  

Non lasciatevi impressionare dal paragrafo introduttivo e non lasciatevi impressionare da quello che leggerete. Arrivate alla fine e capirete. 

Dunque: io non ho mai fatto caso alla fortuna nella mia vita. 

Per mia "fortuna" ho sempre pensato che tutto quello che si può fare e ottenere nella vita dipende dalle proprie virtù. Non ho mai pensato di poter fare qualcosa di grande vincendo al totocalcio o alla lotteria. Non so se mi spiego. 

Ho fatto una volta tredici ma ho dei seri dubbi che queste cose "fortunate" mi abbiano dato davvero qualcosa di valore. Almeno di quello che sono io nel profondo. E ogni volta che sento qualcuno che pensa a una vincita per poter cambiare la propria vita mi viene da ridere. 

Le vincite mi ricordano un po' i propositi di inizio d'anno. Non bisogna fare affidamento sulla fortuna. Dopotutto non è neppure troppo facile capire chi può essere davvero fortunato, visto che il mondo esteriore o quello che si mostra all'esterno spesso è filtrato dai bisogni e dall'apparenza. 

Forse per capire se siamo fortunati o meno non occorre fare altro che guardasi allo specchio prima di andare a dormire e la risposta che ci diamo se è davvero sincera è frutto delle nostre virtù e sarà sicuramente positiva. 

Non abbiamo bisogno di fortuna per fare ciò che desideriamo e neppure per ottenere ciò che bramiamo: dobbiamo farlo, dobbiamo ottenerlo e dobbiamo bramarlo. 

Ecco forse la fortuna è un qualcosa che non esiste o forse solo il nostro buonsenso ci più aiutare a coglierla. Per questo scrivo abbasso la fortuna. Lo scrivo perché in fondo siamo tutti fortunati. Forse non ne abbiamo bisogno. 

La fortuna è soltanto una questione mentale. Chiedere aiuto alla fortuna vuol dire chiedere qualcosa che non sappiamo fare, vuol dire chiedere qualcosa che ci manca e quello che ci manca è frutto di una nostra carenza non di una cattiva sorte. 

Noi non abbiamo bisogno di nulla e nulla ci può mangiare se coltiviamo come si deve le nostre virtù

In quel caso la fortuna ci scoppierà addosso e non ci sarò bisogno di quadrifogli e neppure di cornetti nelle tasche per riceverne l'effetto positivo. 

Vi voglio bene. 

Grazie. 

P.S.  - Non conoscevo Baltasar Gracián, l'autore del pensiero che ho usato come intestazione del post, se ne sapete qualcosa... ben venga!

10 commenti:

  1. Secondo me, fortuna e sfortuna sono punti di vista. Un esempio? Chi ha perso il portafogli e chi l'ha trovato.

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  2. Ed io che spesso pensavo ad uno scrittore come qualcuno con solo una notevole fantasia da cui dovevano partire i pensieri sigillati successivamente in un libro!

    Uno scrittore deve avere soprattutto la capacità di scrivere e descrivere le sue emozioni,devi avere insomma la "fortuna " di leggerne uno con queste qualità!

    Ma potrei essere anche io la "fortuna" di me stessa ,andando a scegliermi uno scrittore che mi trasmetta un senso umano su ciò che sto per leggere!

    A presto!

    L.

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    1. Ah, non lo so. Non credo sia fortuna...

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    2. Non crede sia fortuna?
      Magari è la forza d'attrazione!

      Ci sono due modi di vivere la vita: uno è come se niente fosse un miracolo, l'altro è come se tutto lo fosse.
      Albert Einstein

      L.

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    3. La seconda mi sembra già più plausibile

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  3. La nostra fortuna siamo noi quando dopo aver fatto progetti e sogni ad occhi aperti, ci rimbocchiamo le maniche e ci diamo da fare. E se sbagliamo riominciamo da capo con tenacia.
    Il resto....

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  4. Hai davvero fatto tredici? XD
    Comunque ecco, non bisogna illudersi e basare la vita su (im)probabili colpi di culo, ma lavorare sodo per noi stessi.
    Poi, la fortuna comunque è data anche dalle situazioni che ci costruiamo!^^

    Moz-

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    1. Sì, inizio anni novanta, un bel tredici con una schedina di due colonne. Be' non vinsi molto, un paio di stipendi mensili medi di allora.

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