sabato 3 febbraio 2018

Neve fuori stagione

Il racconto artistico di questo sabato si intitola Neve fuori in stagione. Il quadro come al solito è di Nino di Mei e la vetrina settimanale come al solito è la mia. Buona lettura. 

Durante la notte era nevicato sino a bassa quota. Ora la neve sui tetti si scioglieva al sole di settembre e creava rivoli d’acqua e strisce umide sull’asfalto, ma in alto, sulle cime delle montagne, era compatta e uniforme e gelata. 

I ragazzi si fermarono a far benzina alla pompa nel piazzale della funivia, parcheggiarono l’auto, poi salirono a piedi sul terrazzo del bar a fare colazione, camminando sulle orme tracciate e lasciate in precedenza nella neve. 

Entrarono nel locale e sedettero a un tavolo. Ordinarono cappuccio e brioche e succhi di frutta. 

Il bar era affollato. La gente parlava ad alta voce e in dialetto. La neve fuori stagione faceva il suo effetto e stava creando qualche problema. Il vento in alto aveva bloccato le corse della funivia, ma le previsioni erano buone e tutto sarebbe tornato nella normalità in poche ore. La neve si sarebbe sciolta e l'erba nei prati neppure si sarebbe accorta. 

I ragazzi ascoltarono in silenzio, poi si alzarono, pagarono e si avviarono all’uscita, così come erano entrati. Per loro la neve era solo una scocciatura. 

Si fermarono sul terrazzo che sovrastava il piazzale a guardare. Videro le ragazze in fondo alla strada. Stavano salendo dal centro del paese. 

Lui guardò Liz, più degli altri. 

Liz guardava la neve. Quando si accorse che lui la guardava alzò la mano per salutarlo ma non disse nulla. 

Lui non smise di guardarla. 

Allora Liz attraversò il parcheggio di corsa. Si fermò sul ciglio della strada, dove c’era la neve spalata. Aveva gli occhi luminosi come una bimba il giorno di Natale. Si chinò e raccolse della neve con le mani. La modellò. Poi prese la mira e tirò e cercò di colpirlo, senza badare agli altri ragazzi. 

Lui osservò la palla di neve frantumarsi sul muro alle sue spalle. Guardò Liz e sorrise e le andò incontro. 

Lei aveva la mani arrossate e fredde e umide. 

Lui le strinse la mani come se volesse scaldarle. 

Lei tremò e abbassò lo sguardo. 

Lei disse che in California, a Chula Vista, la neve non c’era mai, per questo tremava. Gli disse che c’erano spiagge a non finire e sino a novembre la gente passeggiava sul lungo mare e si faceva il bagno, per questo tremava al tocco della neve. 

Lei disse che c’erano filari di palme e c’erano atelier per artisti aperti sino a tardi. Gli disse che c’erano negozi alla moda e c’erano locali aperti con la musica tutta la notte, ma la neve non c’era, si fermava sulle montagne, lontano. 

La neve in città, a Chula Vista, non c’era mai stata. 

Non l'aveva mia vista prima di questo momento, se non in televisione. Gli disse che non l’aveva mai toccata ed era meravigliata di come fosse fredda anche in una giornata calda. 

Sollevò lo sguardo e lo guardò negli occhi. 

Per questo tremava. 


Vi voglio bene. 

Grazie.

10 commenti:

  1. Ehehe, la neve e l'amour.
    Bel quadro, come sempre. Cattura il momento in cui il cielo di schiarisce, dopo la nevicata :)

    Moz-

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  2. La vita dello scrittore racchiusa in un dipinto o aperta alla libertà dei propri pensieri racchiusi in sogni che si materializzano!

    Sa che nella vita reale conosco una bella persona che ha continuato a tenere in vita la morte prematura del proprio figlio...portando avanti i suoi progetti,i suoi sogni, la sua dote!
    Mi dirà che non trova senso questa uscita?

    Invece per me l'ha ,perché è come se osservassi un senso di continuità tra i dipinti ed i racconti...la stessa continuità in modo inverso tra un figlio ed un padre e tra un padre ed un figlio!

    Buon fine settimana!

    L.

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  3. Trema lei per la neve e trema lui davanti a Liz :)
    Bel racconto!

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  4. A parte il fatto che sono tornato indietro più di una volta dopo aver letto l'ultimo paragrafo, direi proprio che questa è una di quelle storie che ti restano nella mente anche dopo che hai chiuso la pagina e sei uscito dal blog ...

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  5. Neve che scalda come l'amore. Ho un rapporto strano con la neve. La vedo di rado, e quando accade è sempre una magia nuova.

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