domenica 4 febbraio 2018

La colazione viennese di Ursula K. Le Guin

Alcune settimane fa è scomparsa Ursula K. Le Guin, una delle scrittrici di fantascienza più famose al mondo. Forse la più famosa al mondo. Vincitrice di tutti i maggior premi di genere, è tuttavia apprezzata anche da un pubblico più vasto per le caratteristiche e le tematiche della sua narrativa, che l'hanno resa universale. 

Sono passati pochi giorni dalla scomparsa della scrittrice statunitense Ursula K. Le Guin, senza dubbio una delle regine della fantascienza mondiale. Per darvi un'idea, nel 2016, il New York Times la descrisse come "la più grande scrittrice di fantascienza vivente d'America." 

Un'autrice che ha vinto cinque premi Hugo e sei premi Nebula, se ancora avete dei dubbi sulla qualità e sullo spessore della sua opera. Un'autrice che ha ispirato scrittori come Salman Rushdie e David Mitchell, nonché scrittori di fantascienza e fantasy tra cui Neil Gaiman e Iain Banks

Un nome che è una garanzia dunque, ma essendo domenica ed essendo la giornata dedicata alla cucina letteraria, permettetemi questo omaggio un po' particolare. Anche oggi è stato il sito Paper and Salt a offrirmi il gancio offrendomi questa colazione viennese, così la chiamava la scrittrice. 

Una colazione che era un po' un rituale per lei ricca di frutti bosco, pane tostato, muffin e un uovo alla coque. 

Be' un modo per affrontare alla grande le dimensioni narrative della propria ispirazione. 

«Sul pianeta O non scoppia una guerra da cinquemila anni», lesse «e Gethen non ha mai conosciuto guerre.» Interruppe la lettura, per far riposare gli occhi e anche perché stava cercando di abituarsi a leggere lentamente, a non divorare le frasi a bocconi interi come Tikuli ingurgitava il cibo. «Non ha mai conosciuto guerre»: nella sua mente quelle parole si stagliavano chiare e distinte, circondate da un alone di incredulità infinita, oscura e soffice in cui poi affondavano. Ma che mondo può essere, quello senza guerre? Sarebbe un mondo vero. La pace era la vita vera, una vita di lavoro e sapere ed educazione dei figli al lavoro e al sapere. La guerra, che divorava lavoro, sapere e figli, era la negazione della realtà. Ma la mia gente, pensò, sa soltanto negare. Nati nelle tenebre fitte di un potere mal utilizzato, releghiamo la pace fuori dal nostro mondo, come un faro irraggiungibile. Sappiamo soltanto combattere. Quel po' di pace che qualcuno di noi riesce a trovare in vita sua è soltanto la negazione della guerra in corso, un fantasma di un fantasma, un'incredulità al quadrato. 
Ursula K. Le Guin - Tradimenti 

Vi voglio bene. 

Grazie. 

Fonti: Ursula K. LeGuin – Soft-Boiled Eggs

6 commenti:

  1. Peccato che non le abbiano dato il Nobel per la letteratura. Purtroppo essere famosi per opere di fantascienza e fantasy vuol dire essere esclusi dalle candidature.

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  2. Un'ottima colazione questa domenica in compagnia di una grande autrice 😊

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  3. "Ma che mondo può essere quello senza guerre?"...

    Un mondo senza guerre può esserci in un opera di fantascienza e fantasy...in un libro!

    Perché no!

    In fondo un libro non è altro che " un amico libro "(post del 15 gennaio 2011).

    Buon pomeriggio!

    L.



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